Magia olimpica, magia mondiale: la guerra e l'attimo in cui paure e tensioni vengono dissipate dallo sport
Gli Usa in conflitto ospitano il campionato: lo sport si prende la scena come è stato per i Giochi invernali a Cortina
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Magia olimpica, magia mondiale: la guerra e l'attimo in cui paure e tensioni vengono dissipate dallo sport
di Francesco ChiamuleraGli Usa in conflitto ospitano il campionato: lo sport si prende la scena come è stato per i Giochi invernali a Cortina
Dicono le cronache sportive di un fenomeno interessante che sta accadendo ai Mondiali di calcio che si tengono negli Stati Uniti proprio in questi giorni, e del quale sappiamo qualcosa anche da queste parti, dopo avere vissuto le Olimpiadi Paralimpiadi invernali di Milano Cortina. L’America che ha preparato (con Canada e Messico) i Mondiali negli ultimi mesi, infatti, non è solo quella dell’amministrazione Trump, che ha terrorizzato svariati team nazionali, soprattutto quelli del terzo e del secondo mondo, brandendo la clava dei mancati visti all’ingresso del Paese, quindi esibendo una postura di chiusura dei confini e di ostilità allo straniero, totalmente opposta allo spirito di all’accoglienza e al benvenuto dovuto durante un evento sportivo internazionale.
Le «ombre» svanite in un istante
Ad essa si è aggiunta la guerra, che sta avvolgendo nella sua nube tremenda molte parti del mondo, e gli USA ne sono parte in causa, in modo diretto, essendo una delle nazioni belligeranti nel conflitto in Iran. Possiamo quindi immaginare la quantità di preoccupazioni, di angosce, di tensione che una tale cornice può avere provocato in chi si apprestava ad andare a giocare. Eppure dicevamo che le cronache sportive raccontano che, col primo calcio di inizio, «magicamente», molte di queste paure si sono dissipate all’istante. Lo raccontano tutti, abbastanza univocamente: è come se lo sport si fosse preso tutta la storia. Ed è esattamente quello che avviene, almeno possiamo riferire di averlo visto accadere anche a Cortina dal 6 febbraio al 15 marzo di quest’anno. Viviamo immersi perennemente nelle storie che ci riguardano: chi per inerzia o per sfortuna si trova a guardare la televisione per molte ore al giorno di solito è vittima di paranoie da apocalisse nucleare tipicamente rinforzate dalla malvagia galassia dei talk show.
La magia che dura poco
Chi vive l’organizzazione di un grande evento sportivo è sottoposto alla pressione delle preoccupazioni della popolazione locale, delle aspettative degli sponsor, degli addetti alla sicurezza, e così via. Poi c’è un momento in cui tutto comincia. E lo sport, l’esperienza sportiva, diventa realmente la protagonista: è talmente preponderante, talmente emozionante, che riesce a infrangere il velo delle (apparentemente del tutto razionali) preoccupazioni organizzative che erano sembrate così ingombranti e inevitabili fino a un minuto prima. Così è successo nelle Dolomiti a febbraio e così sembra che sia accadendo a New York, Atlanta, Miami e nelle altre città americane dove si disputano questi giochi. In gergo, si chiama appunto la «magia» delle competizioni. Non è retorica: esiste per davvero. Il guaio è che, come tutte le magie, dura poco, e poi finisce.
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15 giugno 2026 ( modifica il 15 giugno 2026 | 21:03)
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