Tombaroli in fuga, a Castel di Guido riemerge un'antica villa romana con mosaici. Trovata anche una statua di marmo
Corriere della Sera - Cultura

Tombaroli in fuga, a Castel di Guido riemerge un'antica villa romana con mosaici. Trovata anche una statua di marmo

Lunedì 15 giugno 2026
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Il 20 giugno visite a cura della Soprintendenza Speciale di Roma. Lo scavo clandestino scoperto a febbraio grazie a una segnalazione di cittadini

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Tombaroli in fuga, a Castel di Guido riemerge un'antica villa romana con mosaici. Trovata anche una statua di marmo

di Edoardo Sassi

Il 20 giugno visite a cura della Soprintendenza Speciale di Roma. Lo scavo clandestino scoperto a febbraio grazie a una segnalazione di cittadini

Lo scavo archeologico a Castel di Gudo (Foto Fabio Caricchia / Soprintendenza Speciale Roma)

Per primi sono arrivati loro, e non è una novità: i tombaroli. Uno scavo clandestino non lontano dalla via Aurelia, nei pressi di Castel di Guido, immerso in un bellissimo paesaggio bucolico tipico della campagna che da Roma digrada verso il mare. È qui che il 16 febbraio scorso sono emersi resti di una villa romana di età imperiale, con mosaici di notevole fattura e un’affascinante scultura — frammentaria, alta circa 80 centimetri — ritrovata nella vasca dell’impluvium, uno degli ambienti venuti alla luce.

La scultura di un uomo con barba, forse una divinità agreste

La statua, in pregiato marmo bianco, raffigura un uomo adulto con barba, vestito di una corta tunica, una cinghia sulla spalla. Sul braccio sinistro un oggetto ancora poco leggibile (prima del restauro che verrà) ma probabilmente riferibile al mondo agricolo. Sulla spalla l’uomo sembra infatti portare una gerla con due \volatili sul davanti e frutta sul lato posteriore. Il braccio destro, piegato in avanti, forse conduceva un animale. Una divinità agreste, Silvano? Un personaggio del thiasos dionisiaco? Un sileno, forse, un genio stagionale o più semplicemente un pastore? Lo si scoprirà studiando.

I resti forse di una proprietà imperiale legata ad Antonino Pio

Intanto quel che resta della villa — al momento sviluppata su una superficie di circa 400 metri quadrati — statua e mosaici compresi, si potrà ammirare sabato 20 giugno durante visite guidate (dalle ore 17) promosse dalla Soprintendenza Speciale di Roma, responsabile dello scavo sotto la direzione scientifica dell’archeologa Alessia Contino. I ritrovamenti hanno rivelato parte di una grande residenza suburbana, quasi certamente collegata all’antica Aurelia e inserita nel contesto del territorio di Lorium, dove è attestata un’antica proprietà imperiale legata alla figura di Antonino Pio. «La scoperta della villa romana a Castel di Guido dimostra l’eccezionale ricchezza archeologica della nostra città anche fuori dal centro storico — ha detto la soprintendente speciale Daniela Porro —. Siamo felici di organizzare un open day per restituire ai cittadini un pezzo del loro patrimonio».

Murature alte fino a un metro e mezzo e raffinate decorazioni

Murature alte fino a un metro e mezzo, ben conservate, e intonaci dipinti: della villa è stato individuato l’atrio, con il citato impluvium centrale e raffinate decorazioni con motivi geometrici e vegetali, attorno a cui si sviluppano vani pavimentati a mosaico e strutture riferibili ad attività produttive. La qualità — alta — dei reperti, delle decorazioni musive e pittoriche, così dicono gli esperti, «testimonia l’elevato livello sociale dei proprietari della villa, che potrebbe essere appartenuta a esponenti dell’aristocrazia romana vicini al demanio imperiale di Lorium, frequentato prima da Adriano e successivamente da Antonino Pio, che vi edificò una sua residenza».

La scoperta in un'area di proprietà della Regione Lazio

Passo indietro, febbraio scorso. Lo scavo si trova all’interno di una vasta area di proprietà della Regione Lazio, data in concessione a un’azienda agricola. Il giorno 16 i vigili, allertati da cittadini che avevano notato degli strani ed enormi cumuli di terra, segnalano la cosa alla Soprintendenza Speciale. Il giorno dopo interviene il Nucleo Tutela dei Carabinieri. Partono immediatamente i lavori di messa in sicurezza e la sorveglianza con foto-trappole. Ma loro, i tombaroli, erano già riusciti, non si sa bene quanto tempo prima — ore? giorni? settimane? — a scavare circa venti metri quadri di superficie (sui 400 dello scavo oggi), peraltro con «mano pesante» e causando notevoli danni: scassi realizzati con mezzi pesanti e benne dentate.

L'archeologa: «Resti di una villa mai attestata prima d'ora»

«Grazie alla segnalazione venuta dal territorio — ha spiegato Alessia Contino — e alla tempestività dell’intervento è stato possibile individuare parte di una più estesa villa di età imperiale mai attestata prima d’ora. Un importante tassello che apre nuove prospettive per la conoscenza e la salvaguardia del nostro patrimonio ricco di storia».

Open day sabato 20 giugno

Visita allo scavo archeologico sabato 20 giugno, via di Castel di Guido, incrocio via Quarto delle Colonne. Un trekking archeologico gratuito alla scoperta della Villa romana. Due turni di visita: 17 e 18.15. Durata: due ore circa. Percorso: 1 km a piedi. Si raccomandano abbigliamento e scarpe comode, acqua. Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su www.eventbrite.it. Per tutte le info: www.soprintendenzaspecialeroma.it

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