Istituti tecnici nel labirinto dei programmi
Dietro l’annunciato sciopero dei libri di testo non c’è soltanto il no alla riforma Valditara da parte di sindacati ostili
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Istituti tecnici nel labirinto dei programmi
Gianna Fregonara E Orsola Riva | 10 giugno 2026Dietro l’annunciato sciopero dei libri di testo non c’è soltanto il no alla riforma Valditara da parte di sindacati ostili
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La fretta fa i gattini ciechi, dicevano le nonne. E l’approvazione a tappe forzate della riforma degli istituti tecnici non fa eccezione. Dietro l’annunciato sciopero dei libri di testo, inteso come la mancata adozione dei manuali da parte di diverse scuole da Bologna a Catania, da Torino alla Puglia e alla Sardegna, non c’è soltanto il no alla riforma Valditara da parte di sindacati ostili. È una risposta spontanea all’infilata di errori commessi nella revisione dei quadri orari: errori di cui rischiano di fare le spese le famiglie e gli studenti.
Non solo i genitori di un terzo dei 14enni italiani hanno dovuto iscrivere i propri figli al buio, visto che i nuovi istituti tecnici sono stati ufficializzati soltanto a metà febbraio. Ma già a marzo lo stesso ministero dell’Istruzione e del Merito è stato costretto a correggersi perché alcune materie (dalla fisica alla chimica, dalla geografia alle lingue straniere) erano state dimezzate e questo metteva a rischio i posti di lavoro degli insegnanti.
Ad oggi non sono state ancora definite le linee guida, cioè il manuale operativo dei nuovi percorsi che prevedono accorpamenti di diverse discipline. Per esempio: al posto di chimica, fisica e biologia da settembre ci sarà un’unica disciplina, che si chiama «scienze sperimentali»: il voto in pagella è uno, ma i prof restano diversi. Come si dividerà l’orario tra le diverse materie? E il voto, come si calcola? I nuovi manuali di scienze sperimentali, denunciano i prof, non esistono. Un’altra novità è l’agrobiologia: il programma? Non pervenuto, figuriamoci i libri di testo.
Ce ne sarebbe quantomeno per rinviare tutto di un anno, cercando nel frattempo di sistemare le cose e dare qualche informazione necessaria alle famiglie. Ma rimandare potrebbe riaprire i giochi perché sono in molti ad avere riserve sulla struttura dei nuovi istituti tecnici: queste scuole sono state ripensate «per essere allineate alla domanda di competenze del tessuto produttivo» e non per insegnare «a saper pensare», come recitano invece le nuove Indicazioni nazionali per i licei. Chi e che cosa garantisce che non siano un percorso di serie B? Il ministro si è limitato a proporre di ribattezzarli «licei tecnici», ma non basta una parola a innalzarli di rango. A meno che nei programmi che verranno riscritti nei prossimi mesi ci sia un ripensamento profondo e davvero ambizioso. Per ora, quella dei nuovi istituti tecnici, più che a una riforma, somiglia ad un labirinto.
10 giugno 2026 ( modifica il 10 giugno 2026 | 20:21)
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