Giappone, scuola superiore gratuita per tutti: stop ai limiti di reddito
Corriere della Sera - Cultura

Giappone, scuola superiore gratuita per tutti: stop ai limiti di reddito

Mercoledì 10 giugno 2026
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La scuola superiore pubblica nipponica diventa gratis per tutti gli studenti, indipendentemente dal reddito familiare. Nel 2026 verranno eliminati i limiti di reddito per i sussidi alle scuole private e il contributo pubblico salirà

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Giappone, scuola superiore gratuita per tutti: stop ai limiti di reddito

di Camilla Sernagiotto

La scuola superiore pubblica nipponica diventa gratis per tutti gli studenti, indipendentemente dal reddito familiare. Nel 2026 verranno eliminati i limiti di reddito per i sussidi alle scuole private e il contributo pubblico salirà

Immagine creata con ChatGPT

Il Giappone ha avviato una riforma del sistema educativo che modifica l’accesso alla scuola secondaria superiore. Già dall'aprile 2025 la scuola pubblica superiore è gratuita per tutti gli studenti, indipendentemente dal reddito familiare, superando il precedente sistema basato su soglie economiche. E dal 2026 il piano sarà ulteriormente rafforzato: verranno eliminati i limiti di reddito per i sussidi alle scuole private e il contributo pubblico salirà fino a circa 457.000 yen annui per studente, pari a circa 2.850 euro. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze e rendere più uniformi le opportunità educative su tutto il territorio nazionale.

Il nuovo sistema: scuola pubblica senza rette

Con l’entrata in vigore nel 2025, ogni studente delle scuole superiori pubbliche riceve un contributo statale di 118.800 yen annui, circa 740 euro, che copre integralmente le tasse scolastiche. Per il settore privato, il sistema viene potenziato in due fasi: nel 2026 viene eliminato il limite di reddito per accedere ai sussidi e aumenta il sostegno pubblico fino a circa 457.000 yen annui per studente, pari a circa 2.850 euro, riducendo in modo significativo il peso delle rette. La gratuità delle rette rende oggi le scuole private una possibilità molto più concreta per molte famiglie. Il nuovo modello sostituisce il precedente sistema basato sul reddito, che escludeva le famiglie con entrate superiori a 9,1 milioni di yen annui, circa 56.700 euro, e che comportava anche procedure burocratiche complesse, con effetti penalizzanti per nuclei a basso reddito, famiglie con redditi instabili e studenti con background migratorio.

Una riforma contro le disuguaglianze educative

La misura si inserisce nel quadro degli impegni del Giappone sul diritto all’istruzione e punta a ridurre le differenze nell’accesso alla scuola secondaria superiore. Nonostante i buoni risultati del sistema scolastico giapponese nelle classifiche internazionali, restano forti divari tra studenti di contesti socioeconomici diversi. L’accesso all’università, in particolare, continua a dipendere dal reddito e dall’area geografica, con le grandi città come Tokyo e Osaka più avvantaggiate rispetto alle zone rurali.

Il costo della scuola prima della riforma

Prima della riforma, frequentare la scuola superiore comportava una spesa complessiva elevata. Secondo il Ministero dell’Istruzione giapponese, tra rette, uniformi e materiali scolastici, il costo totale arrivava a circa 1,5 milioni di yen per studente, cioè circa 9.300 euro per l’intero ciclo. Un onere significativo soprattutto per famiglie monoparentali o con più figli, in un Paese dove nel 2023 l’11,5% dei minori viveva in condizioni di povertà relativa. Tuttavia la gratuità delle rette oggi non elimina tutte le barriere economiche: restano infatti a carico delle famiglie i costi di uniformi, trasporti, materiali didattici e attività extracurriculari, che continuano a rappresentare un ostacolo concreto.

Una misura legata anche alla crisi demografica

La riforma si inserisce anche nel contesto del calo demografico giapponese. Negli ultimi vent’anni il numero degli studenti è diminuito di circa 700.000 unità, insieme al calo delle nascite e all’invecchiamento della popolazione. Il governo considera quindi la gratuità della scuola superiore anche uno strumento per sostenere le famiglie e ridurre il costo della genitorialità.

Sostenibilità e prospettive

Il nuovo sistema richiede un investimento pubblico superiore a 500 miliardi di yen annui, circa 3,1 miliardi di euro. La sua stabilità dipenderà dalla continuità del sostegno politico e dalla gestione delle risorse. La riforma segna comunque un passaggio strutturale: la scuola superiore diventa un diritto universale svincolato dal reddito familiare. La sfida ora riguarda la capacità di renderla sostenibile e di evitare che i costi indiretti e le differenze territoriali continuino a produrre nuove disuguaglianze.

10 giugno 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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