L’ultima regina Maria José, raccontata dal nipote Emanuele Filiberto di Savoia
Cresciuto a Ginevra con la nonna Maria José fino alla sua scomparsa nel 2001, Emanuele Filiberto svela a Corriere Tv le confidenze dell'ultima regina Savoia sulla storia d'Italia (e di famiglia)
Lâultima regina Maria José, raccontata dal nipote Emanuele Filiberto di Savoia
10 giugno 2026
Embedâ Codice embed copiato negli appuntiCresciuto a Ginevra con la nonna Maria José fino alla sua scomparsa nel 2001, Emanuele Filiberto svela a Corriere Tv le confidenze dell'ultima regina Savoia sulla storia d'Italia (e di famiglia)
Enrica Roddolo / CorriereTv
La chiamavano la Negresse Blonde per quei suoi capelli ricci e gli occhi azzurri. Cresciuta alla corte del Belgio, dove incontrò Marie Curie ed Albert Einstein, si trovò stretta in Casa Savoia dove entrò con le nozze col principe di Piemonte, Umberto.
«Câera una casetta di legno, quasi un capanno. Era lì, nel parco del Château de Merlinge che con la nonna ci dirigevamo dopo aver bevuto il tè». Emanuele Filiberto di Savoia è cresciuto a Ginevra, fino al 2001 con Maria José. Cosa ricorda di lei? «Ricordo le lunghe conversazioni assieme, nel capanno nel bosco mentre lei segava la legna: diceva che lâaiutava ad allontanare lo stress. Carattere difficile? Un temperamento forte e deciso. Con me è stata una buona nonna».
Una nonna arrivata dal Belgio nel sole dellâItalia, mille sogni di ragazza negli occhi e nel cuore. Prima di una guerra che avrebbe cambiato i destini del mondo, e dei Savoia. Con papà Vittorio Emanuele e mamma Marina andava a trovarla ogni domenica, lei li attendeva nella biblioteca del primo piano o nel salotto privato.
Leggere «La regina di maggio» (Sperling & Kupfer) è entrare in Casa Savoia. Nei ricordi di una storia di famiglia, tramandata da una regina a un nipote senza più un trono. «Mi disse che quando fu firmato il decreto per indire il Referendum il 2 giugno 1946 ne fu quasi sollevata, finiva lâincertezza», ricorda Emanuele Filiberto. Ancora, i ricordi di Maria José portano allâesilio in Portogallo, in una villa isolata e decadente, dove non câera lâacqua calda e spesso mancava lâelettricità . «E' stata la regina di maggio soltanto, avesse avuto più tempo avrebbe dato il suo contributo al Paese - dice Emanuele Filiberto -. Adesso la mia battaglia è far tornare lei e nonno Umberto in Italia, al Pantheon».
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10 giugno 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA