La storia infinita della Sagrada Familia, dalla posa della prima pietra nel 1882 all'inaugurazione della Torre di Gesù
La storia della Sagrada Familia è un romanzo fatto di avanzamenti e intoppi, di raccolte fondi, di speranze e stop improvvisi, di battaglie e di fede. Mercoledì 10 giugno Papa Leone XIV battezza la torre più alta
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La storia infinita della Sagrada Familia, dalla posa della prima pietra nel 1882 all'inaugurazione della Torre di Gesù
di Annachiara SacchiLa storia della Sagrada Familia è un romanzo fatto di avanzamenti e intoppi, di raccolte fondi, di speranze e stop improvvisi, di battaglie e di fede. Mercoledì 10 giugno Papa Leone XIV battezza la torre più alta
Il 10 giugno 2026 Papa Leone XIV inaugura a Barcellona la torre di Gesù Cristo, la più alta della Sagrada Familia. Ripubblichiamo per l'occasione l'articolo in cui Annachiara Sacchi ripercorre la storia passata e recente della chiesa, già pubblicato nel novembre 2025 su La Lettura.
Nel 2026 cadono i cento anni dalla morte di Gaudí e per l’occasione è stata completata la torre più alta della Sagrada Familia, quella di Gesù Cristo, che il 10 giugno viene inaugurata da Papa Leone XIV.
Un riassunto delle puntate precedenti sarebbe impossibile, la storia della Sagrada Familia è un romanzo fatto di avanzamenti e intoppi, di raccolte fondi (nel 2024 sono entrati nelle casse della Fondazione 133,9 milioni di euro), di speranze e stop improvvisi (il Covid), di battaglie (ora è in corso quella sulla scalinata che condurrà alla facciata della Gloria: costruirla vorrebbe dire «sfrattare» migliaia di barcellonesi), di fede.
Meglio allora condensare con qualche data. Posa della prima pietra: 1882; affidamento dell’incarico a Gaudí: 1883; morte dell’architetto a Barcellona dopo essere stato investito da un tram: 10 giugno 1926; conclusione della facciata della Natività: 1933; conclusione delle quattro torri della facciata della Passione: 1978; consacrazione della basilica con Papa Benedetto XVI: 7 novembre 2010; inaugurazione della Torre della Vergine Maria: 8 dicembre 2021. Tappa recente, 30 ottobre 2025: con l’inserimento di un nuovo elemento nella torre centrale, la chiesa raggiunge i 162,91 metri, supera la cattedrale tedesca di Ulm e diventa la chiesa più alta del mondo.
Il 30 novembre 2025, in occasione dei 100 anni della torre di Bernabé, il dialogo sul futuro e l’anima della basilica tra Jordi Faulí, architetto capo della Sagrada Familia (o, come si scrive in catalano, Família), e Chiara Curti, architetto milanese, storica della basilica (suoi i libri La Sagrada Família. Cattedrale della luce, Triangle, 2024 e la biografia Mi Gaudí, Triangle, 2025), ma soprattutto membro del direttivo dell’Associazione paneuropea Futuro del patrimonio religioso (Frh) e docente alla facoltà ecclesiastica di Barcellona dove insegna Vita e opere di Gaudí.
Curti è tra gli italiani che hanno collaborato al palinsesto dell’«anno di Gaudí». «È interessante — spiega — che le celebrazioni comincino nel giorno di Sant’Andrea, il primo apostolo chiamato da Gesù, e che proprio in quella data si ricordi Barnaba, l’ultimo. Gaudí avrebbe definito provvidenziale questa coincidenza». Curti è una studiosa appassionata, ma anche una tecnica, descrive con entusiasmo l’accelerazione data, dal 2014 in poi, alla costruzione della basilica, in particolare delle torri (per ultimare la facciata della Gloria bisognerà aspettare almeno il 2034).
Merito di un sistema che al cemento armato rivestito in pietra — troppo pesante: le fondamenta della basilica non avrebbero retto e nemmeno sarebbe state rispettate le norme antisismiche — ha preferito pannelli in muratura di pietra precompressa realizzati fuori dal cantiere, leggeri, facilmente montabili e resistenti alle sollecitazioni imposte dal vento e dai terremoti. Un prefabbricato di pietra, «quasi» artistico. Con questo criterio gli ingegneri di Arup, società di progettazione, consulenza e pianificazione con sede a Londra e uffici in tutto il mondo, hanno ultimato la Torre di Gesù Cristo dell’altezza di 172,5 metri.
Il 10 giugno 2026 un altro italiano può gioire del risultato raggiunto: Andrea Mastrovito, l’artista — vincitore di un concorso internazionale — che ha realizzato l’Agnus Dei, la scultura destinata alla torre più alta. L’incarico è stato annunciato nel Museu Diocesà de Barcelona, la Casa de la Almoina: l’agnello è un elemento centrale nella «poetica» dell’architetto, come egli stesso scrisse negli Àlbums del Temple. Irrinunciabile. Lo sa bene lo scultore, che dal suo laboratorio bergamasco dice a «la Lettura»: «L’agnello, trasparente, è colpito dalla luce e a sua volta la riflette. Sospeso tra la terra e il cielo». Mastrovito parla di relazioni e condivisione, di un progetto che «è un sogno che si realizza».
Arte — moderna e contemporanea —, scultura, ingegneria, economia. Architettura: Barcellona è la Capitale mondiale dell’Architettura nel 2026, riconoscimento conferito dall’Unesco e dall’Unione Internazionale degli Architetti. E spiritualità. A partire da quella di Antoni Gaudí. Una settimana prima di morire, il 14 aprile 2025, Papa Francesco lo ha dichiarato «Venerabile» (si tratta della seconda tappa nel cammino verso la santità). Dell’«architetto di Dio» sono state riconosciute le «virtù eroiche». Chiara Curti fa notare: «In un momento buio come quello che stiamo vivendo, quasi un nuovo Medioevo attraversato da guerre e oscurità, il fatto che un uomo solo abbia immaginato un progetto del genere, con un’idea che consapevolmente vuole coinvolgere i posteri, deve darci un segnale di speranza e di luce».
Luce è forse la parola più ricorrente quando si parla della Sagrada Familia. «I quattro bracci della croce — conclude Curti — si illumineranno nei momenti speciali dell’anno. La luce sprigionata dalla basilica sarà di tutti: cristiani e non, atei e osservanti potranno guardare in alto con un sentimento di fiducia. Del resto Gaudí lo diceva: verranno da tutto il mondo».
10 giugno 2026
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