La jella non esiste ma meglio evitarla
Nel mondo del calcio la scaramanzia è ovunque
La jella non esiste ma meglio evitarla
Gian Antonio Stella | 9 giugno 2026Nel mondo del calcio la scaramanzia è ovunque
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Il mitico presidente del Catania Angelo Massimino, come raccontò Francesco Merlo, si piazzava dietro il portiere avversario e recitava malefico: «Ammuccate ’sta puppetta! Ammuccate ’sta puppetta!». Intendeva il pallone da incassare nella rete: mangiati ’sta polpetta! Quello del Pisa Romeo Anconetani spargeva in campo, prima di ogni partita, manciate di sale e un giorno che gli serviva una botta speciale di fortuna si spinse a spargerne 26 chili. Per non dire di Massimo Cellino che al Cagliari vietava l’uso del 17 e se doveva mettere in lista un diciassettesimo giocatore lo registrava con la maglietta numero «16+1». E insomma non c’è mondo schiavo della scaramanzia quanto quello del calcio.
Appena tocchi l’argomento i più esperti ricordano Giovanni Trapattoni che spruzzava acqua benedetta sulla panchina e il terreno di gioco e il difensore francese Laurent Blanc che ai mondiali ’98 baciava la testa rasata del portiere Fabien Barthez e il geniale Johan Cruyff che prima di ogni incontro masticava un chewing-gum per «versarlo» nella metà campo avversaria e il magnifico ex-portiere e poi allenatore Thomas N’Kono che nel 2002, semifinale Mali-Camerun della Coppa d’Africa, fu ammanettato in campo da una dozzina di agenti con l’accusa d’aver violato il regolamento che vietava l’uso di stregoni, guaritori, maghi, sciamani e magia nera...
Potremmo andare avanti per ore, a raccontare di Luca Toni che confidò dopo 16 goal di non riuscire a segnare il 17º perché aveva «perso il cornetto di corallo» e di un gatto nero finito forse sotto le ruote di Luís Figo e degli striscioni di animalisti (milanisti?) alla Pinetina che dicevano: «Figo infortunato, gatto vendicato» o ancora di certi iettatori professionisti come «’O Musicante» pagato in anni lontani dal Napoli per sedersi al Fuorigrotta fra i tifosi avversari... Fatto sta che chi crede in queste faccende potrebbe notare una coincidenza: da quando la Nazionale di calcio il 5 ottobre 2016 firmò un accordo prendendosi come sponsor una società di scommesse, l’Italia sempre presente da 58 anni non è più riuscita ad andare ai mondiali del 2018, del 2022 e del 2026 che iniziano in questi giorni. Come diceva Benedetto Croce la jella non esiste. Tuttavia...
9 giugno 2026 ( modifica il 9 giugno 2026 | 20:18)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Gian Antonio StellaLa jella non esiste ma meglio evitarla
Martedì 9 giugno 2026 di Danilo TainoSe l’Europa diventa un’appendice dell’Asia
Martedì 9 giugno 2026 di Sergio HarariI batteri vincono se abusiamo di antibiotici
Martedì 9 giugno 2026 di Daniele Franco *Un patto globale per le pandemie
Martedì 9 giugno 2026 di Paolo FallaiUltimatum, da una condizione irrevocabile a una farsa tragica
Martedì 9 giugno 2026 di Carlo VerdelliL’onda che agita la destra
Lunedì 8 giugno 2026 LEGGI TUTTI Gian Antonio StellaLe Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti