Energie rinnovabili, un’intesa bipartisan per farle subito
Corriere della Sera - Cultura

Energie rinnovabili, un’intesa bipartisan per farle subito

Martedì 9 giugno 2026
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Gli aiuti economici in arrivo dalla Ue sono un'occasione irripetibile per avvicinarsi agli obiettivi di decarbonizzazione e alleggerire le bollette

Energie rinnovabili, un’intesa bipartisan per farle subito

di Ferruccio de Bortoli | 9 giugno 2026

Gli aiuti economici in arrivo dalla Ue sono un'occasione irripetibile per avvicinarsi agli obiettivi di decarbonizzazione e alleggerire le bollette

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Non va assolutamente sottovalutato il via libera della Commissione europea al programma di nuovi impianti di energie rinnovabili previsto dal decreto Ferx del governo italiano. Si tratta della realizzazione di centrali di produzione, dal fotovoltaico all’eolico in particolare, anche di piccole dimensioni, per 37,15 gigawatt per i quali l’aiuto economico è stimato a regime, se tutto andrà nel migliore dei modi, in 23 miliardi. Investimenti che rappresentano - come scrive Celestina Dominelli su Il Sole 24 Ore - il 48 per cento dell’attuale capacità installata. 

Non sfugge agli osservatori più attenti, e lo ha ribadito in una nota anche il ministro competente, Gilberto Pichetto Fratin, che questa è un’occasione preziosa e irripetibile per avvicinarsi agli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione europea. Ovvero arrivare al 2030 con quasi il 40 per cento di consumo finale di energia elettrica assicurato dallo sviluppo delle rinnovabili, idroelettrico compreso. Tra l’altro si annuncia, per le prossime settimane, una decisione molto attesa della Commissione europea per consentire di alleggerire il peso degli oneri di sistema sulle bollette elettriche, favorendo l’impiego delle rinnovabili a danno del gas e incentivando gli usi nelle ore nelle quali parte della produzione di eolico e solare va dispersa (le centrali del giorno per esempio).
 
Ora sarebbe assai saggio se tra maggioranza e opposizione, visto che non dovrebbero esserci differenze sugli obiettivi di decarbonizzaione da raggiungere, vi fosse una sorta di «protocollo sulla transizione», con il quale semplificare (verbo che affascina tutti) e velocizzare gli investimenti. Anche per mettere fine alla commedia degli equivoci che vede tutti favorevoli a livello nazionale e poi contrari nelle Regioni e nei Comuni, come succede per esempio nella Sardegna, ma non solo, governata dal «campo largo». Le rinnovabili piacciono se le fa qualcun altro. E, soprattutto, se non le abbiamo sotto gli occhi.  

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9 giugno 2026

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