Diecimila voci sotto i Borbone: la prima di dieci notti di Gigi D’Alessio alla Reggia di Caserta
Alla fine dei 10 live saranno circa 100 mila i biglietti venduti. D’Alessio non deve conquistare il pubblico: deve semplicemente incontrarlo
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Diecimila voci sotto i Borbone: la prima di dieci notti di Gigi D’Alessio alla Reggia di Caserta
di Carmine AymoneAlla fine dei 10 live saranno circa 100 mila i biglietti venduti. D’Alessio non deve conquistare il pubblico: deve semplicemente incontrarlo
(ph Angelo Orefice)
Sono trascorsi quasi quarant'anni dall’inizio della sua carriera e poco meno di quaranta minuti dall’avvio del concerto quando Gigi D’Alessio si siede al pianoforte e attacca le prime note di Non dirgli mai. È il momento in cui la serata trova il suo centro emotivo. Davanti a lui, oltre diecimila persone cantano ogni parola con una precisione che sorprende ancora.
Non è più soltanto uno dei brani simbolo della sua carriera: Non dirgli mai appartiene ormai a quella categoria sempre più rara di canzoni che hanno superato il proprio tempo per entrare stabilmente nell'immaginario collettivo italiano.
La scena è imponente. La facciata della Reggia di Caserta, illuminata con eleganza, domina Piazza Carlo di Borbone come una quinta teatrale naturale. Le finestre accese, i giochi di luce che accarezzano il marmo e le prospettive infinite dell’architettura vanvitelliana sembrano amplificare ogni suono proveniente dal palco. Non c’è nulla di artificioso: è il luogo stesso a conferire una dimensione speciale all’evento.
(ph Angelo Orefice)
Con questo concerto si apre la prima delle dieci date consecutive che vedranno protagonista D’Alessio alla Reggia fino al 21 giugno nell'ambito di Un'Estate da Belvedere, un’impresa che ha pochi precedenti nella storia recente della musica dal vivo italiana. Eppure la sensazione, osservando il pubblico e l’artista, è che il dato record rimanga sullo sfondo. Al centro ci sono le canzoni.
La scaletta attraversa oltre trent’anni di repertorio con un equilibrio ben calibrato tra grandi successi e momenti più raccolti. Quanti amori, Annarè, Una magica storia d'amore e altri brani che hanno accompagnato generazioni diverse si alternano a medley costruiti con intelligenza narrativa, capaci di condensare intere stagioni artistiche senza trasformare il concerto in una semplice operazione nostalgia.
Gigi conosce perfettamente i tempi dello spettacolo e dosa gli interventi parlati con misura, lasciando che siano soprattutto le melodie a raccontare la sua storia.
(ph Angelo Orefice)
Dal punto di vista musicale il concerto poggia su fondamenta solidissime. La band è in gran spolvero come sempre. Kekko D'Alessio alle tastiere, Giuseppe Seno e Ciro Manna alle chitarre, Lorenzo Maffia al pianoforte, Daniele Leucci alle percussioni, Alfredo Golino alla batteria, Roberto D’Aquino al basso e Max D’Ambra alle tastiere e programmazioni costruiscono un suono pieno, elegante, mai ridondante.
Colpisce soprattutto la naturalezza con cui accompagnano il cantante: nessuna ricerca di protagonismo individuale, ma una compattezza che valorizza ogni sfumatura del repertorio. Le chitarre colorano, la ritmica sostiene con autorevolezza, mentre il pianoforte continua a rappresentare il cuore pulsante della scrittura di D’Alessio.
Con il passare delle ore è il pubblico a diventare parte integrante dello spettacolo. Migliaia di telefoni accesi disegnano punti luminosi che sembrano riflettersi sulle finestre della Reggia. Per qualche istante il colonnato borbonico e quella costellazione digitale dialogano tra loro, mettendo in comunicazione due epoche lontanissime. È un’immagine che racconta bene la natura del concerto: profondamente popolare e insieme sorprendentemente solenne.
Tra le famiglie arrivate dalla Campania e i tanti spettatori giunti da fuori regione si respira un clima da grande appuntamento collettivo. Non c’è la frenesia del grande evento mediatico né l’euforia un po’ artificiale delle occasioni costruite a tavolino. C’è piuttosto il senso di una consuetudine affettiva che si rinnova. Molti conoscono ogni parola, molti sono cresciuti con queste canzoni. D’Alessio non deve conquistare il pubblico: deve semplicemente incontrarlo.
Alla fine resta soprattutto questa impressione. In un’epoca in cui i numeri vengono spesso esibiti come il principale certificato di successo, il primo dei dieci concerti alla Reggia di Caserta (alla fine del 10 live saranno circa 100 mila i biglietti venduti) dimostra che il vero record è un altro: riuscire a trasformare un repertorio personale in una memoria che abbraccia tutti.
Sotto il cielo di giugno, davanti alla magnificenza della Reggia, Gigi D’Alessio ha inaugurato la sua lunga residenza casertana senza effetti speciali superflui, affidandosi alle canzoni. E le sue canzoni, ancora una volta, bastano.
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8 giugno 2026 ( modifica il 8 giugno 2026 | 22:51)
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