Quando l’intolleranza diventa di moda, perché l’omofobia cresce tra i ragazzi?
Insulti in centro ad Este ad un giornalista e attivista LGBTQ+: un fenomeno sempre più diffuso tra i giovanissimi
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Quando l’intolleranza diventa di moda, perché l’omofobia cresce tra i ragazzi?
di Francesco ChiamuleraInsulti in centro ad Este ad un giornalista e attivista LGBTQ+: un fenomeno sempre più diffuso tra i giovanissimi
L’altro giorno Alberto Ruggin, giornalista e attivista LGBTQ+, stava passeggiando per Este, la sua città, quando ha incrociato due ragazzi sui sedici anni. Uno ha detto all’altro, stando attento a farsi sentire, «Questo è un fr…». Ruggin ha chiesto loro se ci fosse qualche problema. Nessuna risposta dai due, che hanno affrettato il passo e sono andati. «Io non mi sono mai vergognato di essere chi sono», ha commentato Ruggin su Facebook.
Omosessualità e omofobia
«L'omosessualità non è un insulto. L'omofobia sì e fa male! Non mi era mai accaduto dove vivo». Ok, i cretini e i violenti ci sono sempre stati (basta farsi un giro in una curva di hooligans per vederli all’opera). Però alcuni segnali, addirittura alcune statistiche, dicono una cosa diversa: quello di Ruggin non è un caso isolato, da ascrivere alla stupidità del teppistello di strada. L’omofobia, una volta prerogativa della parte più conservatrice e spesso più anziana della società, è migrata presso i giovani maschi. Fa quasi sorridere il padre di famiglia che nella Schio degli anni Settanta diceva al tavolo da pranzo ai figli, «gay? Non ci sono gay, da queste parti. A Milano, al massimo, mica qui…». Era un altro mondo, intrinsecamente democristiano, e fa quasi nostalgia.
Il sondaggio e i dati Usa
Un recente sondaggio Gallup, e un altro dell’American Survey Center, mostrano come negli USA, dopo decenni in cui l’accettazione morale dell’omosessualità era stata sempre in crescita, dal 2022 la tendenza si sia invertita, leggermente ma significativamente. E il fenomeno riguarda proprio i giovani maschi, che trainano la media. Il documentario «Louis Theroux: Inside The Manosphere» racconta la galassia dei giovani uomini in crisi di virilità ai quali influencer muscolosi e aggressivi insegnano il vangelo del risentimento contro donne e gay (e ci fanno molti soldi): «sei in fondo alla catena sociale, le ragazze vanno con un piccolo gruppo di alfa. Sei un perdente. Ed è colpa del fatto che sei gentile, tollerante, rispettoso». Sono ovviamente idiozie, ma fanno presa.
Prove tecniche di intolleranza
E non si tiri fuori la solfa del politicamente corretto: queste non sono le battute di un Barney Panofsky, ma prove tecniche di intolleranza. Alle quali però, per solidarietà con Ruggin, rispondiamo con una citazione molto scorretta. È del compianto Christopher Hitchens. «Ogni volta che sento qualcuno a Washington o nell’America cristiana profonda sbraitare sui mali della sodomia o simili, registro mentalmente il suo nome e, soddisfatto, regolo l’orologio. Prima o poi sarà beccato in ginocchio, in qualche squallido motel o latrina, con una Visa scaduta, dopo aver cercato di pagare ben oltre il dovuto per farsi orinare addosso da un travestito Apache».
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8 giugno 2026 ( modifica il 8 giugno 2026 | 21:25)
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