Il Muse di Trento punta sulla biodiversità: serra tropicale rinnovata e nuovi eventi in programma
Nel museo progettato da Renzo Piano è stato realizzato un nuovo percorso più accessibile e immersivo della Foresta tropicale montana: «Onorati di far parte del progetto sui Monti Udzungwa»
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Il Muse di Trento punta sulla biodiversità: serra tropicale rinnovata e nuovi eventi in programma
di Roberto BrumatNel museo progettato da Renzo Piano è stato realizzato un nuovo percorso più accessibile e immersivo della Foresta tropicale montana: «Onorati di far parte del progetto sui Monti Udzungwa»
Al Museo delle Scienze di Trento è partito in questi giorni un programma di appuntamenti, nuovi allestimenti e approfondimenti su natura e ricerca ambientale, dal titolo «Muse Biodiversità», su cui si incentra l’attività dell’anno parallelamente a nuovi aspetti della tecnologia (avviati a febbraio) e dello sport (coincisi con le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026). Riallestendo la serra che racconta la foresta tropicale montana - sintesi della biodiversità africana portata nel cuore delle Alpi - si spiega in modo più chiaro il significato della biodiversità in quanto espressione di ciò che in natura è più prezioso e anche più minacciato.
L’ambasciatore della Tanzania
A sottolineare l’importanza della biodiversità, alla presentazione ufficiale di questo rimodellamento museale, lo scorso 27 marzo sono intervenuti l’ambasciatore della Repubblica Unita di Tanzania Mbarduk NassdrMbarduk, la direttrice dello Statens Naturhistoriske Museum di Danimarca Nina Rønsted che collabora con il Muse, e l’Università di Firenze impegnata nelle attività di ricerca e monitoraggio ecologico nella sede tanzaniana sui Monti Udzungwa dove da oltre vent’anni opera il museo trentino. Altre novità sul tema saranno (dal 16 ottobre) il nuovo allestimento nell’Agorà del Muse dedicato alla 17^ Cop sulla Biodiversità e il convegno EuBiReCo del 5 e 6 novembre. Come spiega Massimo Bernardi direttore del Muse, «questa nuova interpretazione della serra tropicale apre un ideale percorso che nel 2026 pone al centro dell’attenzione la biodiversità come ricchezza di specie e complesso sistema di relazioni, pratiche e responsabilità capaci di mostrare che sull’ecosistema si basa qualsiasi dinamica sociale e da esso dipende la vita della Terra».
La foresta tropicale
Il nuovo percorso più accessibile e immersivo della Foresta tropicale montana che costituisce il cuore verde del museo trentino - e come l’intero museo porta la firma di Renzo Piano - migliora l’esperienza della visita attraverso la lettura aggiornata delle dinamiche ecologiche che caratterizzano questi fragili straordinari ecosistemi. Fra le migliorie portate dal riallestimento, ci sono un più evidente fil rouge tra gli acquari in cui vivono specie dell’Africa orientale; un nuovo tipo di pannelli tattili per segnalare le specie animali presenti (pensato per chi ha disabilità visive e motorie e per bambini); e un nuovo spazio fotografico. La foresta tropicale montana è sostenuta da Dao Conad e Zobele by kdc/one, con l’appoggio del Fondo Giovanna e Fiorenza Lipparini. Oltre al suo valore espositivo, la serra rappresenta il contributo scientifico offerto dal Muse in quanto espressione diretta del programma di ricerca, monitoraggio e conservazione che l’ente svolge da più di vent’anni in Tanzania dove partecipa attivamente alla stazione di ricerca e monitoraggio Udzungwa Ecological Monitoring Centre istituita dal Muse e dal Parco Nazionale dei Monti Udzungwa.
Perdita di biodiversità
Tra Africa e Trentino è infatti attivo un costante flusso di informazioni, come le fondamentali foto scattate delle fototrappole e i dati dei censimenti condotti dai ricercatori in Tanzania: tutti elementi che fanno crescere i progetti educativi del Muse e permettono al visitatore di partecipare alla missione di salvaguardia della natura. Francesco Rovero, direttore dell’ufficio ricerca del Muse, ne evidenzia l’importanza: «La perdita di biodiversità è tra i fenomeni più drammatici di questa crisi ambientale, e conoscere le foreste tropicali ci mostra un ambiente emblematico dove sopravvive il bioma più ricco di biodiversità presente nel mondo, ma anche quello più a rischio scomparsa. Il continuo consumo di foresta e di biodiversità tropicale operati dall’uomo segnala una grave perdita della capacità delle foreste di stoccare carbonio, fornire ossigeno, generare piogge contribuendo alla stabilità del pianeta: per questo abbiamo voluto intervenire sull’habitat dei Monti Udzungwa e siamo onorati di contribuire a preservarlo».
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8 giugno 2026 ( modifica il 8 giugno 2026 | 16:56)
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