Letizia Battaglia, a Villa La Colombaia 35 scatti che raccontano la Sicilia tra gli anni '70 e '90
Corriere della Sera - Cultura

Letizia Battaglia, a Villa La Colombaia 35 scatti che raccontano la Sicilia tra gli anni '70 e '90

Lunedì 8 giugno 2026
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La mostra s'inaugura il 19 giugno e resta aperta fino al 30 agosto

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Letizia Battaglia, a Villa La Colombaia 35 scatti che raccontano la Sicilia tra gli anni '70 e '90

di Elena Scarici

La mostra s'inaugura il 19 giugno e resta aperta fino al 30 agosto

Segesta, una foto del 1987 di Letizia Battaglia

Le foto di Letizia Battaglia saranno in mostra alla Villa La Colombaia di Forio d'Ischia dal 19 giugno al 30 agosto. Un percorso di 35 scatti realizzati tra gli anni ’70 e ’90 in Sicilia, con un omaggio a Luchino Visconti: così il complesso abitato dal regista restituisce la complessità del lavoro della fotografa palermitana. 

Protagonista di uno sguardo che ha attraversato in modo radicale la realtà sociale e politica italiana, tra le voci più potenti e intransigenti della fotografia del Novecento, in grado di trasformare la macchina fotografica in uno strumento di verità civile, l’arte di Letizia Battaglia rivive dunque a Ischia dal 19 giugno (anteprima istituzionale dalle 16.00, apertura al pubblico dalle 17.30) nella mostra “Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso”, che apre il cartellone estivo di Villa La Colombaia, oggi di gestione diretta del Comune di Forio, con la direzione artistica di Annamaria Punzo. 
L’esposizione, a cura di Chiara Arturo e sostenuta da Comune di Forio, Regione Campania e Scabec, presenta una selezione di trentacinque fotografie realizzate tra gli anni Settanta e Novanta a Palermo e in Sicilia, immagini che hanno contribuito a costruire un immaginario collettivo spesso associato esclusivamente alla rappresentazione della mafia e della violenza. 

Così l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Onofrio Cutaia: «La mostra dedicata a Letizia Battaglia, a partire dal suo stesso titolo — “Senza chiedere permesso” — evoca con potenza un principio fondamentale: l’arte non deve sollecitare né autorizzazioni né consensi, perché la sua natura più autentica risiede nell’assoluta indipendenza. L’opera di Letizia Battaglia incarna perfettamente questo dettato e questa mostra lo testimonia con cura». 

La mostra propone una lettura più ampia del suo lavoro, restituendone la complessità: non solo delitti e cronaca, ma anche vita quotidiana, relazioni, corpi, infanzia, feste e spazi condivisi.
«L’opera di Battaglia è vita quotidiana, amore, comunità, desiderio, corpo, politica, giustizia, passione civile – sottolinea la curatrice Chiara Arturo -. La sua fotografia è storia, non cronaca: non registra semplicemente eventi, ma li colloca nei rapporti di potere, nelle strutture sociali, in una memoria collettiva».
A partire dagli anni Settanta, Letizia Battaglia sceglie di raccontare Palermo senza mediazioni, attraversandone le contraddizioni sociali e politiche. Sottolineando il dialogo con il luogo che ospita la mostra, il percorso si apre simbolicamente con una fotografia del 1976 scattata a Palazzo Gangi Valguarnera, dove Luchino Visconti aveva ambientato la celebre scena del ballo de “Il Gattopardo”: il ritratto di una classe sociale al tramonto. All’interno del percorso emergono figure come Pier Paolo Pasolini, Giovanni Falcone, Peppino Impastato e Piersanti Mattarella, che contribuiscono a delineare una costellazione etica e civile. 

«Chi ha in mano una macchina fotografica ha un mezzo potente e meraviglioso per esistere, per essere, per vivere, per incontrare il mondo», ha scritto Letizia Battaglia.
«Avere ricevuto in custodia la storia di Letizia, attraverso le sue stampe, i numerosissimi negativi, le macchine fotografiche, i premi e molto altro – persino il suo ultimo pacchetto di sigarette (rigorosamente MS bianche) – è stato un dono gigantesco, un’occasione per riflettere quotidianamente sulle memorie di una donna e di un Paese, l’Italia, tutt’ora lacerato da problematiche irrisolte – sottolineano i nipoti di Letizia Battaglia, Marta e Matteo Sollima, che hanno partecipato alla realizzazione dell’evento – L’attenzione delle giovani nei confronti dell’opera e della vita di nonna Letizia, nonché il loro sincero entusiasmo, è la prova che lei continua a vivere. In un momento storico in cui non si può che provare un angosciante smarrimento, la sua passione è per noi un faro». 

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