Shanti Powa, suoni da tutto il mondo. La band ha pubblicato il video del brano «Open the Gates»
La clip, girata tra periferie urbane e vecchie aree industriali, mette in scena una narrazione lineare e simbolica da parte della band bolzanina
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Shanti Powa, suoni da tutto il mondo. La band ha pubblicato il video del brano «Open the Gates»
di Silvia M. C. SenetteLa clip, girata tra periferie urbane e vecchie aree industriali, mette in scena una narrazione lineare e simbolica da parte della band bolzanina
La band bolzanina degli Shanti Powa
Un’orchestra moderna che mescola lingue, suoni e visioni, nata tra le montagne e già abituata a calcare le scene internazionali. Per i bolzanini Shanti Powa, il viaggio musicale iniziato nel 2010 all’interno di una stalla trasformata in sala prove si arricchisce di un nuovo tassello: l’uscita del videoclip ufficiale di Open The Gates. Il brano segna una svolta stilistica matura per la formazione altoatesina che unisce le storiche radici crossover fatte di reggae, funk, ska, dub e rap a un sound pop arricchito da cori femminili e pronto per l’airplay radiofonico. Il singolo segue la traccia del fortunato brano Box, inciso nel 2024 insieme al celebre musicista austriaco Herbert Pixner, e traccia la rotta ufficiale verso il quinto album in studio della band atteso dopo l’estate.
La clip
La clip, girata tra periferie urbane e vecchie aree industriali, mette in scena una narrazione lineare e simbolica. Il viaggio della band viene interrotto da un improvviso guasto meccanico, ma il cammino può ripartire solo grazie alla mobilitazione spontanea di una rete di amici e sostenitori. Come spiega il frontman Bertie, «le immagini del video riflettono la necessità di trovare nella cooperazione e nella solidarietà una risposta concreta alle incertezze globali, alle tensioni economiche e all’individualismo che segnano la società attuale». Nonostante il testo sia stato scritto in una fase precedente alle recenti crisi internazionali, il messaggio di apertura mantiene una forte attualità contrapponendo «la denuncia delle disuguaglianze alla speranza nell’azione collettiva».
Il multilinguismo
Il gruppo, composto da nove elementi che dialogano quotidianamente in italiano, inglese, tedesco, francese e dialetto sudtirolese, gestisce la propria produzione attraverso l’etichetta indipendente Shanti Powa Records. Fin dagli esordi con i primi dischi, fino al più recente Dreamer del 2021 firmato dal maestro del dub londinese Gaudi, la band ha fatto del multilinguismo un manifesto etico. Il progetto del nuovo disco sarà completato da un documentario di 80 minuti, diretto da un filmmaker ancora segreto, che racconterà la genesi dei brani e la dimensione live del gruppo.
Un’energia che gli Shanti Powa hanno già testato in centinaia di concerti nei festival europei, come il Rototom Sunsplash in Spagna, l’Overjam in Slovenia, il Boomtown nel Regno Unito o il Concerto del Primo Maggio a Roma, condividendo la scena con Shaggy, Toots & The Maytals e Julian Marley. Per ascoltare dal vivo il nuovo sound di Open The Gates, il calendario estivo del tour prevede una serie di tappe. Venerdì 10 luglio l’appuntamento con il festival Rock im Ring sul Renon, alla Ritten Arena di Collalbo, a ferragosto al Lamon Calling Music Festival al Centro Amo nel Bellunese e sabato 22 agosto al Dingsdo Festival di Laion, alla Casa della Cultura.
7 giugno 2026
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