Scordatevi la solita polenta, anche le montagne dei bresciani scoprono l'alta cucina (ispirata al Nordeuropa e al mare)
Corriere della Sera - Cultura

Scordatevi la solita polenta, anche le montagne dei bresciani scoprono l'alta cucina (ispirata al Nordeuropa e al mare)

Domenica 7 giugno 2026
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Da Ponte di Legno a Borno, passando anche per Madonna di Campiglio, Clusone e Castione della Presolana, le nuove proposte culinarie dell'estate

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Scordatevi la solita polenta, anche le montagne dei bresciani scoprono l'alta cucina (ispirata al Nordeuropa e al mare)

di Maurizio Bertera

Da Ponte di Legno a Borno, passando anche per Madonna di Campiglio, Clusone e Castione della Presolana, le nuove proposte culinarie dell'estate

Il mare, spesso straniero, è ancora dominante nelle scelte degli italiani quando devono pensare alla vacanza estiva ma la quota che tra luglio e agosto sale tra le montagne è in costante aumento. Nel 2025, le analisi parlano di quasi 7 milioni di persone, circa il 15% sul totale dei vacanzieri.
Non è poco. I bresciani possono dirsi più fortunati di tanti altri: l’alta Val Camonica si raggiunge in meno di due ore dalla città, con mezz’ora di strada in più eccoci nella sempre frequentata Madonna di Campiglio mentre per quanti decidono di varcare a ovest il confine provinciale, due posti come Clusone e Castione della Presolana distano rispettivamente 70 e 80 minuti, ovviamente in condizioni di traffico ideali.

Sulla bellezza dei luoghi e le possibilità di svago che offrono ai fans della montagna non abbiamo niente da obiettare, è più divertente andare alla scoperta delle buone tavole che non sono molte ma meritano. E in qualche caso hanno buone idee. Parliamo giustamente di quelle bresciane come l’Osteria al Cantinì a Borno – circa 15 minuti di strada dalla SS42 - che si è guadagnata un posto al sole (anche per Slow Food) con una cucina di personalità che rilegge il territorio con tocchi nordici e tanta brace: asparagi Bianchi, zabaione e tartufo nero della Vallecamonica; risotto Carnaroli alle ortiche, kefir e prugna salata; maiale alla brace con agretti, soja e lime. Non bastasse, il titolare Matteo Rivadossi e la pizzaiola Francesca Furloni hanno deciso di ampliare l’impegno sviluppando nuove produzioni legate al mondo dei lievitati: pizza, pasta fresca e pasticceria.

Lungo la SS42 si possono fare buone soste a Esine dove Da Sapì – il locale della famiglia Foppoli - continua a fare un buonissimo lavoro sui prodotti della valle senza indulgere alla nostalgia o a Lozio (qui occorre una deviazione dalla già citata SS42 di quasi mezz’ora) per sedersi da Al Resù di Lozio, tempio di cucina montana. Qui Greta Gemmi, cuoca esperta nonostante sia under 30, mette «il bosco nel piatto» con proposte quali scaloppa di maialino selvatico, licheni, bacche di sambuco in salamoia e fondo liquido al miso di zucca; tagliolini al grano saraceno mantecati al burro di capra, crema al topinambur e cavedano essiccato; stracotto d’asino, patata al cartoccio al ginepro e primizie di tarassaco.

A Ponte di Legno, indiscussa capitale dell’alta valle, fa notizia la scelta della famiglia Guerini che gestisce il ristorante Il Panoramico e ha aperto Fresco – Gastronomia & Bistrot, format contemporaneo e ambizioso: una vera gastronomia di mare con bistrot, a pochi passi dalle piste di sci, dove il protagonista è il pesce fresco in un contesto curato. «Volevamo creare qualcosa che a Ponte di Legno mancava da sempre — racconta Stefano Guerini —. Un posto bello da vivere, dove poter mangiare un crudo di qualità, acquistare pesce fresco, fermarsi per un aperitivo o portare a casa della gastronomia pronta». Un’esperienza diversa, fermo restando che nell’offerta del locale restano piatti di terra e preparazioni più tradizionali, per non scontentare nessuno. È un segnale importante quello di Fresco, con tutto il rispetto per chi concentra le proprie attenzioni sulla cucina del territorio e classica: posti validi come Kro, Cà del Re o Il Vecchio Larry.

È cambiato il clima, non solo in estate, e sono cambiati i gusti delle persone: quindi i gamberi rossi di Mazara e un piatto di paccheri ai crostacei di Mazara sono godibili anche a 1200 metri di altitudine .

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7 giugno 2026 ( modifica il 7 giugno 2026 | 11:02)

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