Quando i politici dipingono
Corriere della Sera - Cultura

Quando i politici dipingono

Sabato 6 giugno 2026
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Jacques-Louis David nella Francia rivoluzionaria, l'astrattismo di Amintore Fanfani, i ritratti di altri leader e i 50 dipinti di cani firmati da George W. Bush: il binomio tra arte e politica attraversa la storia. Ecco alcuni esempi

DOMENICA 7 GIUGNO 2026

Quando i politici dipingono

Jacques-Louis David nella Francia rivoluzionaria, l'astrattismo di Amintore Fanfani, i ritratti di altri leader e i 50 dipinti di cani firmati da George W. Bush: il binomio tra arte e politica attraversa la storia. Ecco alcuni esempi

di STEFANO BUCCI

Arte e politica: binomio senz’altro affascinante. Soprattutto se si hanno davanti i capolavori dI Jacques-Louis David(1748-1825), il pittore della Rivoluzione francese e di Napoleone. Osservare i quadri dipinti da David tra la fine del Settecento e il 1825, vuol dire assistere a un pezzo di storia dell'Europa moderna. Attraverso di essi conosciamo i volti di celebri rivoluzionari come Jean-Paul Marat, ucciso a tradimento, e quello del giovane tamburino Barra, morto per gli ideali della rivoluzione; vediamo la regina Maria Antonietta portata verso la ghigliottina; il volto di Napoleone, prima generale e poi imperatore. Una storia e una politica che David visse in prima persona, diventando un acceso rivoluzionario e uno degli uomini più vicini a Robespierre, tanto da votare nel gennaio del 1793 la condanna di Luigi XVI alla ghigliottina.

Domenico Morelli(1826-1901), senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura, con il suo spirito innovatore e il suo amore per la figurazione drammatica ha raccontato sulla tela l'aria del suo tempo. La sua tavolozza vibrante e i soggetti spesso epici, come si può notare in capolavori come San Giovanni Battista in Egitto (1869), riflettono uno stile che mescola il realismo più granuloso, un realismo che potremmo definire politico, con un tocco di romanticismo che privilegia scene vibranti di emozione e spiritualità.

Amintore Fanfani(1908-1999) è stato una figura chiave della riforma e della ricostruzione politica italiana del dopoguerra. Tuttavia, l’aspetto più curioso di Fanfani è il suo amore per la scrittura, la letteratura e le arti visive (si diceva che apprezzasse molto i romanzi e i saggi filosofici, trovando nella cultura uno strumento per rafforzare la sua visione di un’Italia unita e moderna). La sua produzione artistica (le riviste dell’epoca lo avevano più volte fotografato davanti al suo cavalletto nella sua casa al mare) spazia dal figurativo iniziale, passando per lo spazialismo, fino all'astrattismo e alle opere di impronta simbolista e surrealista (il suo modello sarà sempre il conterraneo Piero della Francesca). Durante i lavori dell’Assemblea Costituente, si racconta che Fanfani avesse realizzato spontaneamente molti disegni e caricature dei colleghi politici. Con il tempo, dalle nature morte e dai ritratti dei primi decenni, Fanfani si sarebbe avvicinato all’astrazione geometrica e informale. Le sue opere mature si distinguono per simboli surreali tratti da un inconscio remoto. Il grande critico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti avrebbe lodato in particolare la sua vocazione sincera e la coerenza espressiva.

In un’intervista rilasciata alla figlia Jenna, giornalista Nbc, George W. Bush(1946), 43° presidente degli Stati Uniti, dichiarò di aver maturato la passione per la pittura proprio durante gli anni in politica e che i dipinti sono il frutto di incontri con leader mondiali, quasi come lo scatto di una fotografia che ferma il tempo. Tra i soggetti preferiti ci sono gli ex colleghi politici, come Nicolas Sarkozy, Silvio Berlusconi, Vladimir Putin, Angela Merkel, Tony Blair, il Dalai Lama e Hamid Karzai. La produzione artistica di Bush vanta una collezione di circa 50 dipinti a olio su tela dedicati esclusivamente ai cani, sua passione di sempre, ritratti soprattutto su sfondi a tinta unita.

Leggenda vuole che il premier albanese Edi Rama(1964), abbia iniziato la sua carriera come pittore di bandiere e murale urbano. Rama ha sempre avuto un debole per le arti visive, specialmente per la scultura e il graffiti, che ha usato come strumenti di espressione della sua identità nazionale e delle sfide sociali. Il suo stile si orienta verso il figurativo, anche se con un tocco innovativo, che integra elementi moderni in quadri come Il cuore di Tirana (2012), dove colori vivaci e linee robuste raccontano una città che si rinnova, pur mantenendo le sue radici.

Su «la Lettura» #758, disponibile in edicola e nella stessa App, Luigi Ippolito racconta la mostra dedicata all'opera pittorica di Winston Churchill, che fino al 29 novembre porta oltre cinquanta dipinti dello statista britannico alla Wallace Collection di Londra. Con un articolo di Pierluigi Panza su attori, cantanti che si dedicano all'arte come seconda carriera. 

6 giugno 2026 ( modifica il 6 giugno 2026 | 19:13)

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