Ivan Curina, mister Drago Dormiente, primo campione italiano di Magic: «A Torino si giocava con quelle carte pure sui cofani delle auto. I fumetti mi hanno salvato la vita»
Il 55enne gestisce una delle più famose fumetterie della città. Ora anche Zerocalcare nella serie «Due Spicci» omaggia il gioco di carte collezionabili. «Imparai in Svezia nel '94, ero lì con la nazionale di braccio di ferro»
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Ivan Curina, mister Drago Dormiente, primo campione italiano di Magic: «A Torino si giocava con quelle carte pure sui cofani delle auto. I fumetti mi hanno salvato la vita»
di Alessandro ChettaIl 55enne gestisce una delle più famose fumetterie della città. Ora anche Zerocalcare nella serie «Due Spicci» omaggia il gioco di carte collezionabili. «Imparai in Svezia nel '94, ero lì con la nazionale di braccio di ferro»
Ivan Curina nello store Drago Dormiente di Torino
Anche Zerocalcare nella serie Netflix Due Spicci ha voluto omaggiare Magic parlando dei ragazzi romani di fine anni 90 totalmente «infognati» nel famoso gioco di carte collezionabili. Ma prima di Roma è a Torino che bisogna guardare se si parla di Magic. La città della Mole ha espresso il primo campione nazionale della categoria, tre decenni fa: Ivan Curina. «In quella Torino di inizio anni 90 a Magic giocavano tutti. Era esplosa la Magic-mania, vedevi ragazzi con le carte sui cofani delle auto, oppure occupare fino a notte fonda i tavoli del Nottingham. Da alcune birrerie ci hanno pure cacciato, il gioco era ovunque e non finiva mai».
Curina, oggi 55enne, è una celebrità per chi se ne intende di carte, giochi di ruolo e cultura pop in generale. Come detto, è stato il primo campione italiano di Magic, il gioco di carte collezionabili più noto al mondo creato dal matematico americano Richard Garfield. Ma la fama di Ivan è legata anche al Drago Dormiente, negozio di fumetti e collezionismo, fondato 24 anni fa, ora in corso Francia 239. Stella polare per i torinesi e non solo che leggono comics e riempiono gli scaffali di casa con statuine e puppets di eroi e antieroi di film, cartoni animati, manga. Dal Clint Eastwood bounty killer della trilogia del dollaro alle armature di Iron Man e la Delorean di Ritorno al Futuro scala 1 a 6.
Partiamo da un’ulteriore notizia: lei ha fondato con Italo Allais e altri appassionati il museo della cultura pop di Avigliana, aperto di recente.
«Unico in Europa nel suo genere. Si trova proprio sul lago. Primi riscontri tutti positivi, la gente ha fame di cultura pop».
L’esperienza del Drago Dormiente ha aiutato.
«Fondamentale, anche perché in negozio ho la mia collezione. La passione è tutt’uno con l'attività commerciale, senza non sarebbe mai nata. È stata il motore che mi ha spinto a superare un’infanzia e un’adolescenza complicate».
Perché?
«Rapporto burrascoso con mio padre, ho dovuto sbrigarmela presto da solo. Da adolescente facevo due lire raccogliendo i cartoni e con quel piccolo guadagno compravo i fumetti, le mitiche edizioni Corno che pubblicavano i comics Marvel, quindi Uomo Ragno, Capitan America, Fantastici Quattro, o giocattoli come i Micronauti. Erano il mio rifugio fantastico, mi hanno salvato. Dopo diversi anni sono approdato a Stratelibri in via Camerana dove ho imparato il mestiere grazie al titolare, mio mentore, Giovanni Ingellis».
A proposito di passioni analogiche: in città ha chiuso i battenti Frau Musika, negozio di vinili e cd, ma apre uno store sul Subbuteo. Come se la passano le fumetterie?
«Posso citare tre aspetti. Primo, mi ripeto, la passione. Se parti dalla vendita e non appassioni il cliente, l’hai perso. Da me in tanti non vedono l’uomo ma il ragazzo e a un ragazzo puoi anche chiedere senza problemi di reincollarti la mano di Spiderman che si è staccata dall’action figure che hai in casa. Secondo aspetto, capire dove si posiziona il mercato e diversificare. Per esempio chi ha puntato tutto sui Funko (i pupazzetti tondeggianti, ndr) ora se li ritrova sul groppone perché passati di moda. Infine, terzo aspetto, il potere d’acquisto decisamente cambiato in peggio. Se prima vendevi statuine anche a 400 euro, ora magari ne vendi di più a 50 euro però di formato ridotto. Il fatturato è lo stesso ma in ogni caso non è facile tenersi a galla».
Generazione Z, che tipo di clienti sono?
«Sono un po' strani ‘sti ragazzi, non li voglio criticare, ma non vedono futuro e quindi per loro è difficile sognare. Inoltre hanno un tempo di attenzione minimo a causa dei telefoni. Ricevono troppi input inconcludenti, non riescono a legarsi a qualcosa. Certo, giocano ai videogame e spendono lì. E poi molti hanno la fissa degli anni 80, soprattutto americani, l’ultima mitologia rimasta. Lo noto in mia figlia Rachele, 18 anni, segue la serie Stranger things, che riprende quelle atmosfere: le è sorta la nostalgia di un tempo che non ha vissuto. All’altra figlia, Celeste, 15 anni, piacciono i manga ma critica gli anime 80’s…di Kenshiro dice “Che disegni orribili!”. Ma come, Tetsuo Hara!».
Passando a Magic. Cosa spingeva tanta gente a viaggiare per l'Italia per sfidarsi a colpi di magia?
«Un passo indietro. Primi anni 90, giocavamo a D&D quando un amico dice “è uscito un gioco nuovo di carte”, era Magic; me lo insegnò e ne rimasi affascinato. Al tempo ero da poco entrato nella nazionale di braccio di ferro e andai con la squadra a disputare il mondiale a Stoccolma nel ‘94. Lì c’era un posto, lo Spellfire, dove ho giocato con gli svedesi. Pochi mesi che conoscevo Magic ma già me la cavavo. Fatto sta che nel giugno ’95 vinsi i nazionali di Magic e poi arrivai quinto al mondiale. Ho anche cominciato il primo commercio di carte, perché aumentavano di valore nel tempo. Iniziai a guadagnare bene».
Come sarà il Drago Dormiente tra 10 anni?
«Ah non lo so, io chiudo prima. Vado in pensione, lavoro da 41 anni, direi che può bastare. Oltre agli appassionati, a cui voglio bene, mi confronto anche con ‘alieni’, persone arroganti e non ne ho più voglia. Poi un negozio come il mio non è vendibile, non puoi cederlo a qualcuno. Ho dato il mio contributo alla città, mi ritirerò sul lago di Avigliana…».
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6 giugno 2026 ( modifica il 6 giugno 2026 | 11:54)
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