Vincenzo Trione succede a Boeri, è il nuovo presidente della Triennale di Milano: «Una sfida enorme»
Lo studioso nato a Sarno nel 1972 e consulente per l'Arte contemporanea di Manfredi, torna alla Federico II su tre insegnamenti tra cui Culture visuali
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Vincenzo Trione succede a Boeri, è il nuovo presidente della Triennale di Milano: «Una sfida enorme»
di Natascia FestaLo studioso nato a Sarno nel 1972 e consulente per l'Arte contemporanea di Manfredi, torna alla Federico II su tre insegnamenti tra cui Culture visuali
Vincenzo Trione e Carla Morogallo
Vincenzo Trione è il nuovo presidente della Triennale di Milano. Ieri la prima riunione del rinnovato cda della prestigiosa istituzione internazionale (dedicata a design, architettura, arti visive, sceniche e performative) che lo ha eletto al suo vertice. Trione succede a Stefano Boeri, l’archistar che lo aveva guidato per ben due mandati.
«È una sfida enorme, importante — dice a caldo lo storico dell’arte — e devo dire anche inattesa. La Triennale è una delle istituzioni culturali più importanti del Paese, unica nel suo genere perché a differenza della Biennale e della Quadriennale è sempre viva: è una sorta di grande dispositivo che mette insieme l’esposizione internazionale triennale, le mostre temporanee, il centro studi, la rivista, il teatro e connette linguaggi differenti». Somiglia più a una galassia che a un pianeta.
«Riprende la grande tradizione delle botteghe rinascimentali e del Bauhaus dove si incrociavano linguaggi diversi e li proietta verso quello che è uno dei tratti distintivi del nostro tempo ovvero l’intreccio tra pratiche differenti. Non solo. C’è poi un aspetto cui tengo molto che è questo: la Triennale ha il dovere di cogliere temi, problemi e questioni decisive del nostro tempo. Vorrei che nel prossimo quadriennio riuscisse in questa sfida come, uso una metafora, un grande parafulmine, completamente fermo nel suolo e proiettato in alto a intercettare qualcosa che non è ancora accaduto».
Trione continuerà ad essere il consulente per l’arte contemporanea del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Per il Comune ha infatti curato il programma «Napoli contemporanea» che ha animato il dibattito internazionale prima con la Venere degli stracci di Pistoletto poi con il Pulcinella di Gaetano Pesce. Lo studioso, che fino all’anno scorso da ordinario ha insegnato Arte e media e Storia dell’arte contemporanea all’Università Iulm di Milano - dove dal 2015 al 2024 è stato anche preside della Facoltà di Arti e turismo e coordinatore del Dottorato in Visual and Media Studies - inverte la rotta rispetto all’insegnamento e ritorna all’Università dove si è formato.
Alla Federico II sarà titolare delle stesse due cattedre curate alla Iulm più una terza di Culture visuali. Il cda della Triennale, nel quale Trione è stato designato in rappresentanza del ministero della Cultura, ci sono Antonio Calabrò, Regina De Albertis, Piero Lissoni, Davide Rampello, Dario Rinero. Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, è stata nominata vicepresidente mentre la direzione generale della Fondazione è affidata a Carla Morogallo, confermata nel suo ruolo.
Brillante e in autorevole ascesa, la carriera dello studioso che è figlio d’arte, dello stimatissimo Aldo Trione, a lungo ordinario di Estetica proprio alla Federico II.
Nato a Sarno nel 1972, Vincenzo ha già guidato la Quadriennale di Roma, di cui è stato commissario nel 2003, ha curato il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2015 ed è membro del Consiglio scientifico della Treccani per la quale è direttore generale dell’Enciclopedia dell’Arte contemporanea (2021). Nel 2020 è stato nominato Cavaliere al merito della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella. Curatore di mostre su de Chirico, Sironi, Savinio, a Castel Nuovo ha firmato l’anno scorso il poetico omaggio al grande fotografo napoletano Mimmo Jodice per Napoli – Napoli Metafisica.
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