Eva Mameli Calvino botanica e antifascista. Storia della madre dello scrittore Italo finita davanti al plotone delle SS. Perchè Torino le ha dedicato un giardino
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Eva Mameli Calvino botanica e antifascista. Storia della madre dello scrittore Italo finita davanti al plotone delle SS. Perchè Torino le ha dedicato un giardino

Venerdì 5 giugno 2026
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Discendente di Goffredo, fu la prima donna a conseguire la libera docenza in botanica. Con due figli nella Resistenza, fu a lungo ostaggio dei tedeschi e delle camice nere. Il suo «prato segreto» a San Salvario

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Eva Mameli Calvino botanica e antifascista. Storia della madre dello scrittore Italo finita davanti al plotone delle SS. Perchè Torino le ha dedicato un giardino

di Rosalba Graglia

Discendente di Goffredo, fu la prima donna a conseguire la libera docenza in botanica. Con due figli nella Resistenza, fu a lungo ostaggio dei tedeschi e delle camice nere. Il suo «prato segreto» a San Salvario

Eva Mameli Calvino con il marito Mario Calvino e il figlio Italo

C’è un piccolo giardino fiorito nel cuore di San Salvario, al numero 32 di via Campana. Fateci attenzione o potreste tirare dritto, a meno che non dobbiate andare all’Anagrafe della Circoscrizione 8. Lo trovate aperto sempre al mattino in settimana, a volte anche di pomeriggio, e capita pure di sabato se c’è qualche evento. Ed è uno spazio verde che non ti aspetti, un po’ segreto, con le panchine, scampoli di prato, fiori, qualcuno che si ferma a chiacchierare, a leggere, a volte si gioca a carte. È dedicato a una donna, Eva Mameli Calvino, la madre dello scrittore Italo. Che è stata la prima donna a conseguire la libera docenza in botanica in Italia , nonché direttrice dell’orto botanico di Cagliari e impegnata nella difesa dell’ambiente. E antifascista, arrestata dalle SS per l'impegno suo e del marito e dei suoi figli, entrambi partigiani.

Botanica giramondo: «l'invenzione di Sanremo»

È stata Eva Mameli con il marito Mario a trasformare Sanremo nella città dei fiori, una capitale della floricultura. Nata a Sassari il 12 febbraio 1886, 140 anni fa, Giuliana Luigia Evelina Mameli, questo il suo nome completo e ufficiale (è una discendente dell’autore del nostro inno nazionale), è riuscita a emergere in un mondo accademico-scientifico ancora decisamente maschilista. 

Diploma all’Istituto Tecnico e Nautico Martini di Cagliari, poi l’università, corso di Scienze fisiche, matematiche e naturali nell’ateneo cittadino, continuato, dopo la morte del padre, a Padova, dove diventa assistente volontaria nel laboratorio dell’istituto di Botanica. Scrive importanti pubblicazioni scientifiche, tanto che il suo nome arriva al famoso agronomo sanremese Mario Calvino, direttore della Stazione sperimentale di Santiago de la Vegas a Cuba.

Italiani di Cuba

I due si scrivono, poi si incontrano e infine si sposano nel 1920: lei si trasferisce a Cuba dove dirige il dipartimento di Botanica della Estacion Experimental Agronomica. È a Cuba che nel 1923 nasce Italo e nel 1925 la famiglia decide di tornare in Italia. Il professor Mario Calvino si occupa della Stazione sperimentale di floricoltura a Sanremo ed Eva ottiene, prima donna in Italia, la cattedra di Botanica, all’Università di Catania e poi a quella di Cagliari, insieme con la direzione dell’Orto Botanico di Palabanda, due incarichi che non erano fino ad allora mai toccati a nessuna donna. Con la nascita del secondo figlio Floriano, nel 1927, decide di lasciare gli impegni accademici per restare a Sanremo e si dedica alla sperimentazione con le piante da fiore e alla protezione degli uccelli. Con il marito fonda l’Associazione Italiana amici dei fiori e scrive diverse pubblicazioni scientifiche (a fine carriera saranno oltre duecento).

Davanti alle SS

La targa la celebra come botanica e come antifascista. La ricorda così proprio il figlio Italo, «esempio di tenacia e di coraggio in una Resistenza intesa come giustizia naturale e virtù familiare, quando esortava i due figli alla lotta armata, e nel suo comportarsi con dignità e fermezza di fronte alle SS e ai militi, e nella lunga detenzione come ostaggio, quando la brigata nera per tre volte finse di fucilare mio padre davanti ai suoi occhi». Durante il periodo della Repubblica di Salò, i Calvino, che davano ospitalità agli antifascisti e avevano entrambi i figli nella Resistenza, vennero infatti arrestati per convincerli a fornire informazioni e furono oggetto entrambi di fucilazioni simulate.

Dopo la Liberazione e la morte del marito, Eva Mameli prende il suo posto alla direzione della Stazione sperimentale di Sanremo, che lascia nel 1959. La floricoltura ligure le deve tutto e molto la ricerca scientifica botanica del Novecento. Ed è bello che Torino, la città dove Italo è vissuto ed è diventato un grande scrittore, ricordi una straordinaria figura di scienziata e di donna in un giardino fiorito. Perchè Eva Mameli Calvino amava la bellezza dei fiori. Quella bellezza che salverà il mondo. Speriamo.

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