Caravaggio, al Santuario il Magnificat di Alda Merini tutta l’umanità della Vergine
Corriere della Sera - Cultura

Caravaggio, al Santuario il Magnificat di Alda Merini tutta l’umanità della Vergine

Venerdì 22 maggio 2026
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Nei giorni che commemorano l'apparizione, l'interpretazione di Scommegna (che ha già portato in scena alla Cornabusa): «Un luogo speciale»

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Caravaggio, al Santuario il Magnificat di Alda Merini tutta l’umanità della Vergine

di Rosanna Scardi

Nei giorni che commemorano l'apparizione, l'interpretazione di Scommegna (che ha già portato in scena alla Cornabusa): «Un luogo speciale»

Il Magnificat di Alda Merini esce dal teatro per essere rappresentato, domenica sera, al Santuario di Caravaggio, nei giorni più vivi dei festeggiamenti che commemorano l’apparizione della Vergine, nell’ambito della stagione promossa dal Teatro San Carlo. L’interprete dello spettacolo, prodotto dal Teatro de Gli Incamminati e con la regia di Paolo Bignamini e l’adattamento di Gabriele Allevi, da un decennio, è Arianna Scommegna, che sarà accompagnata da Katerina Haidukova alla fisarmonica.

«Sono molto emozionata — commenta Scommegna che ha già portato in scena il Magnificat alla Cornabusa —, quel Santuario è un luogo speciale, a cui sono legata per averlo visto, da ragazzina, in gita scolastica». Il Magnificat, pubblicato nel 2002, è stata una delle ultime opere scritte dalla poetessa dei Navigli. «Si tratta — spiega l’attrice milanese — di una raccolta di poesie che Merini ha dedicato a Maria: magnificat è il momento in cui l’anima magnifica il Signore ovvero si fa genitrice dello spirito di Cristo. Io e Gabriele Allevi abbiamo messo i componimenti in ordine cronologico, senza aggiungere mai una parola, dall’annunciazione alla morte del figlio e alla sua resurrezione». 

L’attrice sa restituire tutta la carnalità, l’intimità e l’immedesimazione della poetessa nei panni della Vergine Maria. In questo poema, l’umanità di Maria fa emergere una potente contraddizione: la vastità del divino sa trovare spazio in un corpo, e per giunta nel corpo di una ragazzina. Così incontriamo lo spavento e la speranza, lo sgomento e lo stupore, il dubbio e la certezza di quella che sarà la madre di Dio.
«Merini — prosegue l’attrice — scrive dando voce a Maria da tre punti di vista: quello della stessa Maria, della poetessa che le parla e dello spirito della Vergine. Maria è una fanciulla che scopre di avere questa grandiosità e il suo stupore si trasforma nell’accettazione dell’annunciazione dell’angelo, nell’assunzione della responsabilità come quando sai di possedere un dono». 

La poetessa ha una visione mistica e concreta. «Sono convinta — afferma Scommegna — che Alda sia riuscita a dare voce a una spiritualità universale, senza simboli o appartenenza a una religione come quando dice che “l’amore purificherà il mondo”. Magnificat è anche un’ode alla poesia, a tutto ciò che, come i versi, rende l’uomo migliore, eleva il suo spirito». Alle 20.45. Consigliata prenotazione su Eventbrite.

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22 maggio 2026 ( modifica il 22 maggio 2026 | 14:26)

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