Il regista Damiano Michieletto col suo film "Primavera" sbarca in Israele: «Nessuno mi ha informato»
Corriere della Sera - Cultura

Il regista Damiano Michieletto col suo film "Primavera" sbarca in Israele: «Nessuno mi ha informato»

Venerdì 22 maggio 2026
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Il regista veneziano e il festival contestato con la sua pellicola in locandina: «L'ho saputo a cose fatte»

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Il regista Damiano Michieletto col suo film "Primavera" sbarca in Israele: «Nessuno mi ha informato»

di Sara D'Ascenzo

Il regista veneziano e il festival contestato con la sua pellicola in locandina: «L'ho saputo a cose fatte»

Il suo film sarà proiettato sabato 30 maggio alle 11 nella Cineteca di Haifa. «Nessuno mi aveva informato. L’ho saputo a cose fatte», dice il regista veneziano Damiano Michieletto, il cui Primavera, film d’esordio nella regia cinematografica dopo una carriera di un quarto di secolo nei teatri d’opera più importanti al mondo, campeggia addirittura nella locandina della XIIIesima edizione del Festival del Cinema italiano in Israele, un progetto degli istituti italiani di Cultura di Tel Aviv e Haifa con Adamas e le cineteche di Israele e diretto dall’italo-israeliano Ronny Fellus. 

I distributori internazionali

E come lui altri registi italiani si sono ritrovati nel programma di questo festival senza che nessuno li avesse informati, perché i film sono stati gestiti direttamente dai distributori internazionali e le proiezioni non prevedevano la presenza di cast. Quindi, nessuno da avvertire. Prima di Michieletto, a esprimere il suo disagio si erano esposti Mario Martone - il cui film Fuori dedicato a Goliarda Sapienza è in programma il 27 sempre ad Haifa e Silvio Soldini, il cui film Le Assaggiatrici passerà nella stessa cineteca il 30. «Ne ho parlato anche con Mario Martone - dice ancora Michieletto - è tecnicamente i film non si possono ritirare. Mario mi ha detto quello che poi ha comunicato sulla stampa e che ha condiviso anche con Silvio Soldini. Boicottare i film non è la linea da tenere, aldilà che tecnicamente, ripeto, non è nelle nostre possibilità. Penso che il punto sia come l’Istituto italiano di cultura, che cura la rassegna, debba rapportarsi col governo israeliano». 

Boicottaggi

Il disagio di Martone era nato dopo l’appello lanciato dalla piattaforma di protesta Venice4Palestine, nata durante l’ultima Mostra del Cinema di Venezia, a boicottare il Festival. E il boicottaggio era motivato dalla situazione di Gaza. Ma a maggior ragione, dopo il trattamento umiliante riservato agli attivisti della Flotilla dal governo israeliano, i registi coinvolti ora si sentono presi in una morsa. E possono solo dissociarsi. Come ha spiegato Soldini: «Sapere che mentre c’è gente ridotta alla fame a Gaza, ci sia una fila composta di gente in una sala a Tel Aviv, mette i brividi. Se fosse avvenuto in Francia mi sarei un po’ arrabbiato e finiva lì. Ma in Israele, adesso, con quello che sta accadendo». 

«Mi mette i brividi»

E indignato è stato, prima di tutti, Martone: «Ho saputo della proiezione del mio film Fuori in un festival di cinema italiano in Israele da una mail inviatami da Venice4Palestine. Sapere che il mio film verrà proiettato nelle sale israeliane mi mette i brividi, perché non c’è nulla di normale in quello che è accaduto e che accade, e so che questa apparente normalità è prima di tutto un’arma di propaganda. Goliarda Sapienza, a cui ho dedicato il mio film, non sarebbe felice». 

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