Se la tua libertà è stata aggiunta al gruppo
Le chat: così belle, così comode, così pericolose. Le più incontrollabili sono le chat di gruppo. Qui si annidano pericoli e insidie a volte fatali per il lavoro, le amicizie, l’amore, la politica. Nessuno ne è immune
Se la tua libertà è stata aggiunta al gruppo
Giancristiano Desiderio | 21 maggio 2026Le chat: così belle, così comode, così pericolose. Le più incontrollabili sono le chat di gruppo. Qui si annidano pericoli e insidie a volte fatali per il lavoro, le amicizie, l’amore, la politica. Nessuno ne è immune
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Che cosa ci ha cambiato (in peggio) la vita? La messaggistica. Certo, ci sono tanti vantaggi: comunicazioni rapide, immediate, in tempo reale. «Per piacere, puoi prendere il pane?». «Ok». Semplice. Concreto. Istantaneo. Ma ci sono effetti collaterali disastrosi: invadenza, controllo, raggiungibilità. C’è bisogno di stoicismo per non ritrovarsi in balia delle chat: non più le chat al tuo servizio ma tu al servizio delle chat. È necessario prendere le distanze. Il governo delle chat è diventato indispensabile per conservarsi libero e indipendente. Più facile a dirsi che a farsi. Perché le chat sono, ormai, strumenti di lavoro: non solo chat personali ma familiari, aziendali, scolastiche, redazionali, partitiche, rionali, mediche, sportive e ancora e ancora.
Le più incontrollabili sono le chat di gruppo. Qui si annidano pericoli e insidie a volte fatali per il lavoro, le amicizie, l’amore, la politica. Nessuno ne è immune, nemmeno Palazzo Chigi. Si sa che le chat più famigerate sono quelle delle mamme. C’è una sola cosa da fare: starne alla larga. A volte, però, succede che non ci si può sottrarre: ti inseriscono in una chat, magari sei un dipendente o l’amico dell’amico del giaguaro, e devi starci e basta. Ebbene, che fai? Iniziano ad arrivare messaggi, comunicazioni, indiscrezioni, cuoricini, auguri e si sa come vanno queste cose. Il clima si fa sempre più amichevole e confidenziale, ognuno dice la sua e anche tu non ti tiri indietro. Tanto cosa vuoi che sia, sono solo messaggi, quasi un videogioco, non sembra una cosa vera e reale. Ti lasci andare e dici la tua. Così ti inguai con le tue mani. Perché quel giudizio che tu credi d’aver detto in camera caritatis è, invece, pronunciato al cospetto del mondo perché nessuno sa realmente chi sono tutti, ma davvero tutti, i componenti della tanto amichevole chat e cosa fanno e cosa pensano. Così il tuo messaggio è riferito ad altri extra-chat. Sei fregato. Da qui la massima: non scrivere in chat, il nemico ti ascolta.
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21 maggio 2026
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