Venezia, «Homo faber» un viaggio nell'isola di San Giorgio Maggiore per raccontare l'artigianato
«An Island of Light» tornerà a Venezia dal 1 al 30 settembre: «Evento che mostra una contaminazione sorprendente di pensiero e di manifattura»
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Venezia, «Homo faber» un viaggio nell'isola di San Giorgio Maggiore per raccontare l'artigianato
di Veronica Tuzii«An Island of Light» tornerà a Venezia dal 1 al 30 settembre: «Evento che mostra una contaminazione sorprendente di pensiero e di manifattura»
Moon jar che emergono dall’acqua e lune sospese, voliere abitate da uccelli-lanterna, alfabeti di forme tra geroglifici, pittogrammi e segni ancestrali, chiostri attraversati dagli specchi e tavoli di luce bianca. «La Fondazione Cini, con “Homo Faber”, si trasforma completamente, dando vita a un progetto che coinvolge l’intera isola di San Giorgio Maggiore. Quest’anno diventerà “L’Isola della Luce”: un richiamo naturale a Venezia, città che della luce ha fatto una delle proprie cifre identitarie, dai riflessi della laguna alla tradizione dei grandi maestri della pittura».
Le parole del presidente della Fondazione
Nelle parole del presidente della Fondazione Giorgio Cini Gianfelice Rocca, c’è il senso di «An Island of Light», titolo della quarta edizione di Homo Faber, che tornerà a Venezia dal 1 al 30 settembre, «l’evento internazionale dedicato all’alto artigianato contemporaneo che mette in mostra una contaminazione sorprendente di pensiero e di manifattura», chiosa Rocca. Promossa da Michelangelo Foundation e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, in partnership con l’istituzione veneziana, la kermesse trasformerà l’isola in un percorso dedicato alla creatività, alla materia e alla manualità del mestiere. Alla direzione artistica c’è la britannica Es Devlin, nota per le sue grandi installazioni luminose e cinetiche, che ha concepito 15 ambienti espositivi plasmati sulle architetture del complesso monumentale.
«Homo Faber - rimarca Alberto Cavalli, direttore generale Michelangelo Foundation - non è una fiera, ma una celebrazione della bellezza, è un movimento culturale che esalta la trasformazione creativa e consapevole dei materiali. Abbiamo già venduto 2mila biglietti».
Artigiani di 70 paesi
Oltre 400 artigiani da più di 70 Paesi e più di 800 manufatti comporranno un viaggio «luminoso» che inizierà da Le Stanze della Fotografia, dove i visitatori entreranno a piccoli gruppi in una bottega sospesa nel tempo. Una galleria di ritratti in bianco e nero presenterà i volti di tutti gli artigiani, a ricordare che dietro ogni oggetto c’è una persona, un tempo di lavoro, una storia. Subito dopo, «An Alphabet of Objects»: un’enorme struttura cinetica percorsa dalla luce, dove 80 opere selezionate per forme e silhouette proiettano ombre sulle pareti come ideogrammi in movimento, richiamando sistemi simbolici antichi e primari. Nel passaggio verso la piscina Gandini ecco grandi sculture sonore, forme organiche in legno che «respirano» insieme agli alberi dell’isola. Nell’ex piscina un velo d’acqua occuperà il bacino: al centro sorgerà una mezzaluna luminosa riflessa sulla superficie.
L'effetto di un paesaggio lunare
L’effetto sarà quello di un paesaggio lunare, popolato da moon jar coreane e vasi nelle infinite tonalità dell’acqua. Dalla dimensione liquida alla terra nell’ex tipografia. Una struttura rivestita di sughero dividerà lo spazio tra oggetti in legno e intrecci in salice, giunco e vimini. Qui gli artigiani lavoreranno dal vivo chiamati a mostrare il proprio sapere. La dimensione laboratoriale continuerà nella Sala degli Arazzi dove ceramisti, vetrai, restauratori e tessitori alterneranno dimostrazioni e incontri. Tra gli ambienti più attesi, la Sala Bianca diventa «An Infinite Birdsong». Specchi sagomati come finestre gotiche veneziane moltiplicheranno le prospettive. All’interno uccelli e insetti in vetro, porcellana, metallo, piume e carta. Nelle teche centrali, gioielli firmati da grandi maison. Nel Chiostro Palladiano acqua, luce e un grande specchio cinetico riprodurrà le architetture capovolgendo la geometria perfetta. Salendo verso il Cenacolo lanterne di carta di Wen Qiuwen, illuminate dall’interno, sospese come anime luminose, rappresentano gli uccelli della laguna. Nel Refettorio palladiano un lunghissimo tavolo luminoso imbandito solo con oggetti bianchi sarà attraversato da un fascio verticale di luce, in un ambiente abbacinante in dialogo silenzioso con le «Nozze di Cana» del Veronese. E dopo il bianco assoluto un’esplosione cromatica tra resine, vetri colorati e un grande tappeto ispirato alla teoria dei colori di Goethe. Fino al Chiostro dei Cipressi, dove «Twenty Silent Songs» trasformerà le vibrazioni immaginarie delle campane. L’approdo è nel Labirinto Borges con un grande arazzo realizzato dalla manifattura Bonotto con materiali riciclati che saluta il visitatore tra animali, uccelli e segni dello scenario naturale veneziano. A raccontare il percorso saranno 90 Young Ambassadors, studenti internazionali di design e arti applicate. E per tutto settembre c’è Homo Faber in città.
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