Trento, entusiasmo per la nuova libreria: «Un cuore pulsante di cultura»
Corriere della Sera - Cultura

Trento, entusiasmo per la nuova libreria: «Un cuore pulsante di cultura»

Giovedì 21 maggio 2026
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L’apertura della Feltrinelli accolta con favore. Lo scrittore Abate: «È anche un presidio di legalità». Il regista Fracalossi: «Il libro di carta è uno strumento di arricchimento»

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Trento, entusiasmo per la nuova libreria: «Un cuore pulsante di cultura»

di Francesco Crippa

L’apertura della Feltrinelli accolta con favore. Lo scrittore Abate: «È anche un presidio di legalità». Il regista Fracalossi: «Il libro di carta è uno strumento di arricchimento»

(Fotogramma»

Una finestra in più sul mondo. Anzi, cento, mille e più nuovi punti di osservazione, uno per ogni libro riposto su uno scaffale. L’apertura della Feltrinelli ha suscitato un diffuso buonumore in città e l’augurio che possa dare un ulteriore sprone alla lettura e, in generale, alla frequentazione culturale. Si associano a questo sentiment, naturalmente, anche scrittori, attori e registi: l’apertura di una nuova libreria è sempre un fatto positivo, dicono in coro. Ma avvisano: non aspettiamoci che la riqualificazione di piazza Santa Maria Maggiore venga solo da una nuova libreria.

«I libri arricchiscono» 

«Il libro di carta è uno strumento di arricchimento, che induce a una riflessione molto di più di quanto faccia il sfogliato sui tablet», commenta Renzo Fracalossi, attore, autore e regista teatrale. E il Trentino, sostiene, ne è consapevole: lo confermano i dati, con un tasso di librerie per numero di abitanti più alto della media nazionale. «C’è molta propensione a leggere — aggiunge — Credo che venga, oltre che dall’abitudine, dall’avvertita necessità di abbandonare la tecnologia e riscoprire il fascino di sfogliare un libro». Un humus culturale che ha spinto lo scrittore Carmine Abate, vincitore del Premio Campiello nel 2012 con «La collina del vento» (Mondadori), a stabilirsi qui. «Vengo da una regione, la Calabria, dove si legge meno rispetto alla media nazionale e dove, non a caso, ci sono poche librerie. Io sono arrivato in Trentino per lavoro, ma mi sono fermato convintamente proprio perché per uno scrittore questo è un territorio ideale, pieno di librerie e di biblioteche fornitissime, che io frequento assiduamente come lettore e, per gli incontri che organizzano, come scrittore».

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Il luogo scelto

Una nuova libreria, aggiunge, non è solo un luogo in più che favorisce la crescita di «impegno, spirito critico e costruttivo, di cui oggi si ha tanto bisogno», ma è anche uno «presidio di legalità». L’apertura della Feltrinelli è stata salutata festosamente anche per il luogo, segnato, insieme alle vie limitrofe, dal degrado raccontato dalle cronache. Aprire qui ha un forte significato sociale, ma, puntualizza Abate, «non illudiamoci che la cultura possa da sola guarire le ferite di un’area urbana problematica. Sicuramente, resta fondamentale per scardinare vecchi pregiudizi e aprire nuove strade, nuove visioni, senza le quali gli interventi strutturali o politici non attecchirebbero».

«Cuori pulsanti di cultura»

Per l’attore Andrea Castelli, «leggere ormai sembra diventato da snob», ma, specifica, «sono molto contento che qui in Trentino si legga oltre la media, si vede che la gente è curiosa». Quanto agli effetti che potrà avere l’apertura della Feltrinelli sulla rigenerazione urbana, sposa è sulla stessa lunghezza d’onda di Abate. «Ben venga l’apertura, in un punto nevralgico della città, di una libreria invece che di un negozio che dura poca e poi viene sostituito da un altro e via ancora. Come cittadino sono abbastanza stufo, ma finalmente è arrivato qualcosa a stemperare il clima della zona — dice— Però, non so a quanto servirà, ma la speranza è che sia una scelta d’impatto c’è sempre».
Fracalossi, invece, non ha dubbi. La Feltrinelli in piazza Santa Maria Maggiore è un segnale potente. «La città va fatta vivere nei luoghi dove è più difficile l’evolversi della vita civile. Oggi, le librerie assolvono una funzione culturale più ampia della sola vendita di libri, che prima spettava ad altri soggetti, quindi oggi sono importantissimi cuori pulsanti di cultura». Ed è un bene, puntualizza, «perché la cultura è l’unica cosa che ci salverà dal disastro cui assistiamo quotidianamente».

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21 maggio 2026 ( modifica il 21 maggio 2026 | 15:23)

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