Franco Ricciardi, chi è il cantautore fresco sposo: debuttò all'Edenlandia, la gavetta neomelodica, i David di Donatello e le hit per «Gomorra»
Il papà vendeva palloncini nel parco divertimenti di Napoli, dove giovanissimo si esibì. Cresciuto nella periferia, a Miano, ha raggiunto il successo dopo una lunga gavetta, sdoganando il pop neomelodico. Ora vive a Posillipo, sul mare
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Franco Ricciardi, chi è il cantautore fresco sposo: debuttò all'Edenlandia, la gavetta neomelodica, i David di Donatello e le hit per «Gomorra»
di Giuliano Delli PaoliIl papà vendeva palloncini nel parco divertimenti di Napoli, dove giovanissimo si esibì. Cresciuto nella periferia, a Miano, ha raggiunto il successo dopo una lunga gavetta, sdoganando il pop neomelodico. Ora vive a Posillipo, sul mare
È il profeta del nuovo pop napoletano, il cantautore visionario che ha sdoganato la canzone neomelodica, emancipandola con sonorità elettroniche, come in una delle sue innumerevoli hit, «Madama Blu», la cui base musicale sembra uscita da un disco dei Daft Punk o di Kavinsky. La storia di Franco Ricciardi, che mercoledì 20 maggio è convolato a nozze con Anna Mellone, in una cerimonia da oltre trecento invitati, tra cui gli amici dell’artista Raiz, Andrea Sannino e Ivan Granatino, potrebbe essere uscita da un romanzo di Francesco Mastriani adattato ai giorni nostri. Il cantautore napoletano, che il prossimo 6 ottobre compirà sessant’anni, prima di vincere ben due David di Donatello, il primo nel 2014 con il brano «'A verità», colonna sonora del film «Song'e Napule» diretto dai Manetti Bros, e il secondo nel 2018 con il singolo «Bang Bang», cantato insieme a Serena Rossi e Giampaolo Morelli per il film «Ammore e malavita», diretto sempre dai fratelli Manetti, ha attraversato in lungo e in largo la scena neomelodica come tanti altri cantanti locali, tra estenuanti esibizioni ai matrimoni e un numero incalcolabile di concertini tenuti nelle feste di paese dell’hinterland napoletano e non solo.
Franco Ricciardi mercoledì 20 maggio ha sposato Anna Mellone
L’autore di «A’ storia e Maria», scritta con Granatino e contenuta nell’album «Zoom» del 2011 e in particolare nella colonna sonora della serie televisiva «Gomorra» che porterà Franco Ricciardi - all’anagrafe Francesco Liccardo - alla ribalta sia nazionale che internazionale, è nato nel 1966 in una palazzina dietro via Marche, a Miano, un luogo che nel 1993 diventerà anche il titolo dell’Lp «Il ragazzo di via Marche». E ha trascorso l’infanzia dividendosi tra il suo quartiere e il rione Sanità, prima di trasferirsi in una splendida villa a picco sul mare di Posillipo a Napoli, meta quotidiana di tanti fan che amano raggiungerla in barca o in kajak per chiedere al proprio beniamino una foto o un selfie.
Cresciuto in una famiglia di periferia, tra mille difficoltà e altrettante speranze, il padre di Ricciardi lavorava come venditore ambulante di palloni all’Edenlandia. Fu proprio nel noto parco giochi della città che un giovanissimo Franco Ricciardi fece il suo primo piccolo debutto musicale, sostenuto in primis dalla mamma Rita, scomparsa il 17 maggio del 2021 e che Ricciardi ha ricordato alle sue nozze in uno dei momenti più toccanti della cerimonia.
Dalle discoteche come Kiss Kiss a Cappella Cangiani e La Quinta Dimensione a Secondigliano ai primi musical, scritti e interpretati con gli amici dell’epoca, passando per le lezioni di canto con il maestro Gennaro Esposito a San Giovanni a Teduccio, la gavetta di Franco Ricciardi è stata un frullato di esperienze differenti che hanno inevitabilmente formato il suo variopinto (e insolito) background. Un mix che è poi diventato cifra delle sue canzoni, a cominciare da quelle contenute in dischi come «Primo lato A», pubblicato nel 1995, con il quale il musicista ha iniziato a raccogliere i primi frutti dopo tanti anni di sacrifici, decollando nel mondo della musica con tormentoni come «Prumesse» e «Treno», due tra gli storici cavalli di battaglia del canzoniere ricciardiano.
Raiz e Franco Ricciardi alle nozze del secondo: i due musicisti sono molto amici
L’anno dopo Franco Ricciardi si esibì in un famoso concerto al Palapartenope, che confermò a pieno titolo la sua ascesa anche dal vivo, con i primi tour fuori dai confini natii che l'hanno portato ad esibirsi fino ad Almaty, in Kazakistan, e poi in Albania, a Tirana, nel primo concerto organizzato dopo la guerra civile albanese. Partito da Napoli su un aereo militare insieme con Mario Merola, Maria Nazionale (con la quale duetta in "Parlame") e la crew rap La Famiglia, Ricciardi ha più volte ricordato il live a Tirana come un’esperienza significativa, e di essere rimasto colpito dai palazzoni ancora segnati dai bombardamenti e dalle nuove luci di una città che sogna di tornare a vivere, una condizione particolare che ricorda metaforicamente il cammino artistico dello stesso musicista. La canzone «Radio Tirana», scritta da Ricciardi nel 1997, è un brano che ha anticipato temi purtroppo ancora attuali come quello dell’immigrazione. Dettagli che attestano l’anima visionaria e inclusiva di Franco Ricciardi.
Il concerto di Franco Ricciardi del 10 giugno 2023 allo stadio Maradona: c'erano 40mila persone
Il musicista neosposo negli ultimi vent’anni ha poi cementato sensibilmente questa sua virtù, collaborando con musicisti tanto giovani quanto stilisticamente lontani tra loro come La Niña e Andrea Sannino, elevando così una carriera che ha avuto il suo apice il 10 giugno 2023 con lo storico concerto allo stadio di Napoli Diego Armano Maradona.
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