Teatro stabile del Veneto, confermata la fiducia a Beltotto: «Se c'è accordo sul programma io rimango»
Beltotto nei mesi scorsi la sua disponibilità a rimettere il mandato, alla luce del cambio di amministrazione regionale ma anche dell’«indifferenza degli imprenditori» alle sorti del teatro in Veneto
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Teatro stabile del Veneto, confermata la fiducia a Beltotto: «Se c'è accordo sul programma io rimango»
di Martina ZambonBeltotto nei mesi scorsi la sua disponibilità a rimettere il mandato, alla luce del cambio di amministrazione regionale ma anche dell’«indifferenza degli imprenditori» alle sorti del teatro in Veneto
Giampiero Beltotto arriva al salone nobile di Palazzo Balbi in versione mattatore, mostra con orgoglio il video della fila chilometrica a Città del Messico di chi voleva assistere a una replica oltreoceano di Titizé, lo spettacolo coprodotto dal «suo» Teatro Stabile del Veneto. Rappresentazione plastica di un bilancio positivo della Fondazione cui partecipano principalmente la Regione e i Comuni di Venezia, Padova e Treviso.
La fiducia dei soci
Martedì, di fatto, dopo mesi in cui Beltotto ha ribadito in più sedi la sua disponibilità a rimettere il mandato, alla luce del cambio di amministrazione regionale ma anche dell’«indifferenza degli imprenditori» alle sorti del teatro in Veneto, è stato lui stesso ad annunciare che gli è stata confermata la fiducia dei soci e che, quindi, rimarrà fino al 2028. «È una grande responsabilità - dice Beltotto - che non si può che condividere, per questo misi a disposizione il mio mandato, non si può immaginare di avere un presidente a vita. Il presidente è scelto dai soci e i soci devono essere convinti che quella figura sia giusta e interpreti il pensiero di chi ci mette risorse e decisione politica. Noi siamo operai nella vigna delle istituzioni e basta. Quindi, quando il Consiglio generale decide che io vado a casa, io vado a casa. Ma se ci si trova d’accordo sul programma allora rimango».
Il progetto
Insomma, una fiducia basata sul «progetto che abbiamo realizzato», sottolinea Beltotto. E che ha tre cardini: un ulteriore aumento della produzione, un’accelerazione sull’internazionalizzazione (Città del Messico insegna) e il maggior coinvolgimento dei giovani, «incluse quelle seconde e terze generazioni di immigrati che non hanno mai messo piede in un teatro. Sto raccogliendo interesse da parte del teatro nazionale di Bucarest, per raggiungere i giovani che sono già cittadini italiani, ma non hanno la nostra cultura e devono essere incentivati». «Vogliamo migliorare, perché quello che stiamo facendo è bello, soddisfa, ma bisogna migliorare» dice il presidente della Fondazione.
I risultati raggiunti finora
Un «piano» che poggia sui risultati già raggiunti: oltre 200mila presenze,6.350 abbonamenti (+56% in tre anni), 300 scritturati tra artisti e tecnici nella stagione 2025/26. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, conferma «l’attenzione per il teatro Stabile. Un realtà straordinaria del territorio, che investe in inclusione, formazione, nei giovani e nel futuro. E bene sarà puntare sull’internazionalizzazione perché il Veneto deve essere protagonista del mondo, la nostra forza intrinseca deve essere raccontata».
I nuovi fondi
Un progetto di crescita, però, avrà bisogno di ulteriori fondi. Stefani, infatti, annuncia: «La Regione ha deciso di aumentare il suo sostegno anche sul piano dello sviluppo economico necessario perché il Teatro Stabile del Veneto rimanga saldamente ancorato alle eccellenze nazionali». A oggi i conti sono presto fatti: il valore della produzione si attesta, ormai, intorno ai 13 milioni di euro l’anno (erano 9 nel 2021). Il 62% arriva dai biglietti, dalle vendite degli spettacoli, da finanziamenti europei e ministeriali e dai contributi dei privati. Dai soci pubblici arriva il 38%, pari a circa 4,5 milioni l’anno. Di questi, poco meno di 3 milioni arriva dalla Regione fra contributo ordinario e straordinario, come ha ricordato l’assessore regionale alla Cultura, Valeria Mantovan, tra 800 e 900 mila dal Comune di Padova, da Venezia 600.000 e da Treviso fra i 250 e i 300 mila. «I contributi pubblici, peraltro, sono fermi da cinque anni - spiega il direttore generale dello Stabile, Claudia Marcolin - incluso il milione e 700 mila euro dal ministero. E allora si fa di necessità virtù. Da quest’anno partirà il progetto di membership utile anche a fidelizzare il nostro pubblico e procedono le sponsorizzazioni, dalla Fondazione Cariparo alla Fondazione di Venezia passando per Carraro, McArthurGlen, la Bcc Veneta, Ascopiave e così via. In più si punta a finanziamenti europei con progetti specifici come “Our common garden”, su come realizzare una produzione all’interno di uno spazio museale, che ha appena vinto».
LEGGI ANCHEProblemi alle capriate del complesso del Teatro Olimpico di Vicenza: chiusa per una notte piazza Matteottidi Andrea Pravato
Alessandro Gassman verso la direzione del Teatro Stabile di Bolzano: «Sarei Bravo». L'uscente Zambaldi: «Non basta essere grandi attori»di Silvia M. C. Senette
Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto si dimette: «Voglio dare uno scossone ai soci»di Sara D'Ascenzo
Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto
20 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Animali, la chef stellata Chiara Pavan sostiene la proposta di legge per chiedere il divieto delle gabbie negli allevamenti
L'informazione nella tua mailCorriere del Veneto
Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione