Sfoghi e silenzi di Matteo Salvini
Gli interventi del ministro su molti argomenti. Ma non una parola sull’assassinio di Bakari Sako, il bracciante ucciso da un branco razzista a Taranto
Che cos’è il rebreather usato dai sub finlandesi alle Maldive
Sfoghi e silenzi di Matteo Salvini
Gian Antonio Stella | 19 maggio 2026Gli interventi del ministro su molti argomenti. Ma non una parola sull’assassinio di Bakari Sako, il bracciante ucciso da un branco razzista a Taranto
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Muto. Il loquace Matteo Salvini, che nel solo ultimo anno ha allagato l’archivio Ansa con 5.577 notizie (esondando ora sul Milan, la Biennale, il ponte Piediripa, la famiglia nel bosco, i monopattini…) su una cosa sola s’è barricato nel mutismo. Sull’assassinio di Bakari Sako, il bracciante ucciso da un branco razzista a Taranto. Giorni e giorni di silenzio. Tanto più assordante perché seguito da irosi sversamenti sul disabile mentale (lo dice il ministro dell’Interno) che a Modena ha lanciato follemente la sua auto sui passanti ferendo otto persone. E nessun tweet su X né su Facebook o Instagram, dove attacca il giovane bergamasco d’origine maghrebina: «Ha falciato la folla e usato il coltello ma per la sinistra l’attentatore sono io». Di più: «Modena, messaggio di Salim El Koudri all’università “bastati cristiani di me**da, vi brucio Gesù Cristo. Datemi un lavoro”». Con vari allegati: «Fuggono all’alt, due marocchini presi dai carabinieri». «Milano centrale, straniero armato di mannaia forza del tornello e sale sul treno. Fermato colta Taser». «Chi non è integrato è un problema». E via così...
Sia chiaro: insulti (anche se poi El Koudri chiese scusa) inaccettabili. Come inaccettabile è lanciare un’auto sulla folla. Ma è lecito, in questo clima, spuntare odio tutto da una parte? Il fatto è, dice l’archivio Ansa, che il vicepremier su questi temi è recidivo. Da anni e anni. Muto sulla morte di Samb Modou e Diop Mor, gli ambulanti senegalesi uccisi a Firenze nel 2011. Muto sull’assassinio a Fermo nel 2016 del nigeriano Emmanuel Nnamdi che aveva difeso la moglie offesa («Scimmia!») da un razzista. Muto sull’omicidio di Soumaila Sacko, l’immigrato abbattuto con un proiettile alla tempia a Gioia Tauro da un «giustiziere di carnagione chiara» nel giugno 2018 il giorno in cui, scriverà Bianca Stancanelli nel libro La pacchia. Vita di Soumaila Sacko, nato in Mali, ucciso in Italia, il neo-ministro dell’Interno Salvini tuonava: «La pacchia è finita». Troppi silenzi. Troppi. Fino a farsi beccare da Giorgia Meloni il giorno del dolore alla Camera per la morte Satnam Singh, l’indiano scaricato per strada con un braccio mozzato vicino a Latina. Quando la premier, mentre tutti i deputati si levavano in piedi fu costretta a sussurrare a Tajani e lui, ancora seduti: «Raga’, arzateve pure voi…».
19 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Giorgia Meloni E Narendra Modi *La nuova rotta strategica
Martedì 19 maggio 2026 di Gian Antonio StellaSfoghi e silenzi di Matteo Salvini
Martedì 19 maggio 2026 di Valentine LomelliniIl contagio della violenza: quando il terrorismo diventa modello
Martedì 19 maggio 2026 di Paolo FallaiIpocrisia, quella recita che dal teatro ha invaso la nostra vita
Martedì 19 maggio 2026 di Francesco GiavazziL'America corre, la Ue si muova
Lunedì 18 maggio 2026 di Anna CorradoRegole senza soffocare l’innovazione
Lunedì 18 maggio 2026 LEGGI TUTTI Gian Antonio StellaLe Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti