Palazzo Labia a Venezia, il ministero della Cultura interessato all'edificio della Rai: «Percorso di valorizzazione»
Corriere della Sera - Cultura

Palazzo Labia a Venezia, il ministero della Cultura interessato all'edificio della Rai: «Percorso di valorizzazione»

Martedì 19 maggio 2026
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La protesta dei giornalisti: «La manifestazione ha smosso qualcosa e questo è già un segnale positivo». Giovedì sopralluogo di Giuli

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Palazzo Labia a Venezia, il ministero della Cultura interessato all'edificio della Rai: «Percorso di valorizzazione»

di Vera Mantegoli

La protesta dei giornalisti: «La manifestazione ha smosso qualcosa e questo è già un segnale positivo». Giovedì sopralluogo di Giuli

Il ministero della Cultura interessato a palazzo Labia, così come al Teatro delle Vittorie di Roma, tanto che giovedì arriverà a Venezia il ministro della Cultura Alessandro Giuli per un sopralluogo all’edificio. «L’obiettivo è di valutare percorsi di valorizzazione culturale dei due immobili di particolare rilievo storico e artistico», sottolinea il ministero. 

L'assemblea

Nel primo pomeriggio c’era stata un’assemblea pubblica dell’Usigrai aperta alla città davanti al palazzo per protestare contro la cessione ed evidenziarne i rischi, qualche ora dopo è arrivata la comunicazione dell’interessamento da parte del Mic. Per ora non si sa come evolverà l’interesse, ma di sicuro per il sindacato dei giornalisti è un successo: «La manifestazione ha smosso qualcosa e questo è già un segnale positivo — spiega il portavoce Daniele Macheda — Ora bisogna capire se ci sarà qualcosa di concreto. Chiederemo di capire in cosa consiste questo interesse».

La battaglia politica

Da martedì intanto iniziano le visite per i potenziali acquirenti dato che la scadenza per le offerte è il 22 maggio. Lunedì alle 14.30 i giornalisti hanno organizzato un presidio davanti all’ingresso del palazzo che contiene dei capolavori del Tiepolo al quale hanno partecipato i candidati sindaci Andrea Martella (centrosinistra), Claudio Vernier (Città Vive) e Deborah Onisto in rappresentanza dell’attuale amministrazione, che non solo ha portato la solidarietà del Comune, ma ha fatto anche sapere di aver chiesto l’accesso agli atti alla Soprintendenza per capire com’è vincolato l’immobile e di aver scritto già al ministro Giuli. L’appoggio è arrivato anche dal candidato del centrodestra Simone Venturini. La città blinda così Palazzo Labia e sostiene la battaglia dei giornalisti Rai che sarebbero costretti a trasferirsi a Mestre, in piazza Barche, pagando l’affitto. «Venezia non avrebbe più un presidio della televisione pubblica — hanno ribadito più volte ieri i relatori, dallo storico direttore dei Musei Civici Giandomenico Romanelli che ha raccontato la storia degli affreschi del Tiepolo, a Beppe Gioia e Ottavia Piccolo di Articolo 21 —. Una televisione che racconta la storia di una comunità». Da diversi anni ciclicamente emergeva la questione della vendita di Palazzo Labia, ma quello che ha ferito di più i lavoratori e le lavoratrici è stata la totale chiusura dei vertici con i sindacati e con la commissione vigilanza dei servizi televisivi, ieri rappresentata da Dolores Bevilacqua del M5S che ha annunciato che depositerà un’interrogazione».

Le proposte

Nessun tavolo, nessun dialogo, nessun confronto e quindi nemmeno la possibilità di trovare un accordo. Tra le proposte c’erano quella di lasciare il piano terra, il mezzanino e il primo piano nobile con gli affreschi del Tiepolo al possibile acquirente, ma di conservare la sede all’ultimo piano dove attualmente lavorano una settantina di persone. Dopo più di un’ora di protesta la nota di Giuli ha portato una speranza. Nessuno però si sbilancia prima di capire quanto possa essere davvero concreta la proposta e tutto si sposta al 21, quando ci sarà l’atteso sopralluogo di Giuli. Nei giorni scorsi era emerso l’interessamento di una associazione culturale francese che vorrebbe trasformare in palazzo in una sede espositiva.

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19 maggio 2026 ( modifica il 19 maggio 2026 | 12:15)

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