Metamorphosys, il design dell’impossibile in mostra nel museo della Plastica di Napoli
Corriere della Sera - Cultura

Metamorphosys, il design dell’impossibile in mostra nel museo della Plastica di Napoli

Lunedì 18 maggio 2026
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Al Plart una esposizione di progetti degli studenti dell'Accademia di Belle Arti

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Metamorphosys, il design dell’impossibile in mostra nel museo della Plastica di Napoli

di Redazione online

Al Plart una esposizione di progetti degli studenti dell'Accademia di Belle Arti

Un manifesto generazionale in un'epoca definita da sfide artistiche complesse: al Museo Plart di Napoli, domani (martedì 19 maggio) alle ore 17, un evento espositivo, «Metamorphosys, design dell’impossibile», in cui i progetti degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli del Corso di design del prodotto e dell’arredo, esploreranno le frontiere tra materia, tecnologia e identità. L’esposizione, in programma fino al 26 maggio, realizzata con il partenariato della Fondazione Plart e con il patrocinio e la collaborazione dell'Accademia di Belle Arti di Napoli e dell'ADI Associazione per il Disegno Industriale - Delegazione Campania, presenta una riflessione sul concetto di identità e sulla potenziale mutazione di tutto ciò che appartiene al futuro del nostro quotidiano. «La scelta della Fondazione Plart, come sede espositiva – spiega la presidente Maria Pia Incutti - non è casuale, ma programmatica. Perché si inserisce coerentemente in un contesto che da sempre privilegia l'innovazione e la ricerca, fornendo ai giovani designer una piattaforma autorevole per confrontarsi con il pubblico e con gli operatori del settore. Nel nostro diciottesimo anno di vita, vogliamo dare spazio alle nuove generazioni di artisti, anche con un concorso di idee, che a breve lanceremo». Riconosciuto nel 2009 dalla Regione Campania come Museo di interesse regionale ed entrato nel 2010 nella rete dei Giacimenti del Design Italiano della Triennale di Milano – Museo del Design, il Museo Plart custodisce una delle collezioni di plastiche storiche più organiche al mondo. La raccolta nasce dalla donazione dei fondatori Maria Pia Incutti e Salvatore Paliotto, che tra gli anni ’70 e ’90 hanno collezionato oltre 2.000 oggetti provenienti da negozi di modernariato, mercatini e aste internazionali. La collezione comprende opere di artisti e designer di rilievo internazionale – tra cui Tony Cragg, Haim Steinbach, Peter Ghyczy, Riccardo Dalisi, Andrea Branzi, Enrico Baj, Ugo La Pietra, Studio65, Guido Drocco, Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso, Piero Gilardi – accanto a una vasta selezione di design anonimo: borse, gioielli, arredi, utensili, elettrodomestici, giocattoli, radio. Oggetti realizzati in bois durci, celluloide, acrilico, resina fenolica, polietilene, polistirene, PVC, ABS e altri polimeri sintetici, testimonianze fondamentali della storia della plastica dalla seconda metà dell’Ottocento a oggi.

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18 maggio 2026

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