Gli Ori di Pompei tornano esposti dopo 50 anni al Mann
Il 25 maggio si inaugura la rinnovata sezione numismatica, raccoglie 130 esemplari greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi
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Gli Ori di Pompei tornano esposti dopo 50 anni al Mann
di Francesca MennaIl 25 maggio si inaugura la rinnovata sezione numismatica, raccoglie 130 esemplari greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi
Dopo 50 anni tornano in esposizione al Museo archeologico nazionale di Napoli gioielli in oro, metalli preziosi e gemme: 130 esemplari greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi.
Tra tutti brillano gli ori di Pompei che gli abitanti dell’area vesuviana tentarono di portare in salvo durante la fuga dall’eruzione. Ritrovati sui corpi delle vittime, ma anche in domus ed edifici pubblici, sono ora esposti in un nuovo allestimento dal design contemporaneo, che ricorda le moderne vetrine delle gioiellerie.
E sono proprio gli ori di Pompei il pezzo forte della rinnovata sezione Numismatica del Mann, che aprirà al pubblico dal 25 maggio. La collezione comprende seimila reperti tra monete, medaglie, coni e punzoni: un museo nel museo che arricchisce il percorso di visita offrendo l’opportunità di approfondire la conoscenza sull’economia del mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno.
Tra le novità figurano anche un prezioso ripostiglio di monete proveniente dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria dedicata a un nummularius, sorta di cambiavalute in epoca romana.
Tra i reperti più celebri c’è inoltre il Medaglione di Augusto, rinvenuto a Pompei nel 1759: una moneta aurea del valore di quattro denari con l’effigie del “padre della patria”.
Di particolare rilievo anche i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi vesuviani, restaurati in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
«La riapertura della sezione Numismatica – ha detto il direttore generale del Mann Francesco Sirano - corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del museo, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati, circa 160mila, ma anche per l'estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall'approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato».
La sezione era stata aperta nel 2001, curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia Scatozza. Oggi si presenta in una veste completamente rinnovata grazie al recupero degli arredi storici, alla pulitura e al restauro di tutti gli esemplari esposti, oltre all’aggiornamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza delle vetrine.
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18 maggio 2026 ( modifica il 18 maggio 2026 | 16:25)
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