La città delle idee diventa «diffusa»: l'installazione di Cucinella per i 150 anni del Corriere nelle piazze di Milano
Corriere della Sera - Cultura

La città delle idee diventa «diffusa»: l'installazione di Cucinella per i 150 anni del Corriere nelle piazze di Milano

Lunedì 18 maggio 2026
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L’installazione di Mario Cucinella, nata per festeggiare il compleanno del «Corriere», ora diventa un piccolo viaggio nelle piazze della città: smontata, impreziosisce 9 luoghi nei quali scoprire il valore del dialogo

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La città delle idee diventa «diffusa»: l'installazione di Cucinella per i 150 anni del Corriere nelle piazze di Milano

di Peppe Aquaro

L’installazione di Mario Cucinella, nata per festeggiare il compleanno del «Corriere», ora diventa un piccolo viaggio nelle piazze della città: smontata, impreziosisce 9 luoghi nei quali scoprire il valore del dialogo

Il piacere dei tempi lenti. Leggendo il Corriere della Sera. Comodamente seduti su una «panchina-monumento» in una delle piazze storiche della città. Siamo a Milano, città frenetica, bellissima e purtroppo osservata spesso di corsa. Accade a tutti. Ma se ritornassimo nelle piazze storiche con attenzione e curiosità diverse? L’obiettivo del progetto, «Città delle idee. Il Tour» del Corriere della Sera, in occasione dei suoi primi 150 anni, è proprio questo: un invito ai cittadini a scoprire, o riscoprire, Milano, attraverso le sue piazze, trasformando la città in una mappa da esplorare. Un modo per conoscere il legame tra il Corriere e la vita culturale della città. Le piazze scelte per questo viaggio appena iniziato e che proseguirà fino al prossimo 26 giugno, sono nove: da piazza Cadorna a Beccaria, da largo Treves a piazza Cordusio, dall’immancabile piazza della Scala alla più recente piazza Gae Aulenti, passando per largo Mahler e piazza Berlinguer, fino a piazza Gramsci. L’idea di un percorso urbano in occasione dei 150 anni del Corriere, nasce nel Palazzo del Corriere, nel cortile del quotidiano di via Solferino 28, con l’installazione «Città delle idee», realizzata da MCA-Mario Cucinella Architects, in occasione dell’ultima Design Week, per il Corriere, Living e Abitare, chiudendo un ciclo di riflessione iniziato con «Città Miniera» (2024) e «Città Paradiso» (2025). 

L’installazione è la metafora di una nuova coscienza ecologica: una città che si smaterializza, sottraendo materia a sé stessa per aprire «squarci di socialità» e corridoi ecologici. E adesso, la «Città delle idee» si smaterializzerà davvero, con i suoi blocchi disassemblati e trasferiti nelle nove piazze di Milano, strutture urbane temporanee trasformate anche in comode panche sulle quali sedersi, o semplicemente monumenti da ammirare, secondo una nuova prospettiva. «Il progetto è nato con l’idea della modularità, con la costruzione di componenti che non sono uniti da giunti ma solo incastrati. Del resto, l’idea dalla quale siamo partiti in fase di progettazione era: ma dopo, a fine evento, cosa ne faremo di quest’opera? Per questo abbiamo progettato il tutto per essere smontato e rimontato pezzo dopo pezzo», spiega l’architetto Mario Cucinella, al quale piace immaginare la nuova vita della «Città delle idee» in questo modo: «Come se le molecole degli oltre mille blocchi, realizzati, grazie a Heidelberg Materials, con una speciale malta cementizia, e stampati con la tecnologia 3D da Erratic, si fossero staccate per poi riposizionarsi in giro per la città, realizzando una contaminazione interessante tra tema del riciclo e progetto estetico». Mentre Sun Appeal e Sunage trasformano il modulo fotovoltaico in una pagina urbana di energia. 

A partire dal 26 maggio, e per un mese, i nuovi arredi urbani faranno da sfondo per alcuni incontri con le redazioni del Corriere. Un modo per fare quattro chiacchiere in piazza, tra cronaca e storia del Corriere. A proposito, quale delle nove piazze è la preferita da Cucinella? «Sono tutte molto belle, ma se proprio dovessi sceglierne una, direi: piazza della Scala, per il continuo transito di persone, simbolo eterno del concetto di piazza». «Città delle idee. Il Tour» è anche un’occasione per vincere un premio speciale: a chi visiterà le nove piazze del progetto, completando il percorso entro le 17 del prossimo 26 giugno, riceverà un abbonamento a Tutto+ del “Corriere”: edizione digitale e corriere.it senza limiti per un mese. Per partecipare, basterà scansionare con il proprio smartphone il QR Code esposto nelle nove piazze, in modo da convalidare la visita; non prima di essersi registrati e possedere un account già attivo a Corriere.it.

BECCARIA
In piazza Beccaria, la piazza sponsorizzata per l’occasione da A2A, cuore di una Milano che da 150 anni legge la sua storia sul Corriere della Sera, scopriremo un racconto che parte da lontano. Una storia di sostenibilità che parte dai primi del ‘900, quando le municipalizzate Aem Milano e Asm Brescia portarono luce ed energia nelle case, fondando un’idea di progresso collettivo. La storia ripercorre poi i momenti in cui il mondo ha iniziato a parlare una lingua comune di fronte all’emergenza climatica, siglando gli Accordi di Parigi, e l’Europa (2019) ha avviato la propria strategia per diventare il primo continente a emissioni zero entro il 2050. E che non sia un concetto astratto, la sostenibilità, ce l’hanno fatto capire anche le ragazze e i ragazzi del movimento Fridays for Future, scesi in piazza.

CORDUSIO
Prima di City Life e di Porta Nuova, il centro finanziario della città di Milano era in piazza Cordusio. Una piazza dove, nei primissimi anni ’30 del ‘900, un giovanissimo Vittorio De Sica, protagonista del film di Mario Camerini, «Gli uomini, che mascalzoni…», canticchiava Parlami d’amore Mariù. C’era stato il crollo di Wall Street e l’economia si stava lentamente riprendendo. Cicli e ricicli della storia finanziaria, ma anche di tutti noi: raccontati come sempre dal Corriere. Dalla crisi del ’29 al crollo del dollaro nel 1971, dall’11 settembre alla pandemia. Per un alternarsi continuo di crisi e ripresa, protagonisti dell’installazione, con titoli a caratteri cubitali, in piazza Cordusio, la location powered by Banca Mediolanum, da sempre attenta ad analizzare i mercati secondo un’alternanza di sfide e opportunità. Trasformando l’incertezza in fiducia.

GAE AULENTI
Eccoci nella piazza intitolata a colei che amava una parità professionale da esibire con orgoglio. Eccoci quindi in piazza Gae Aulenti. E non è un caso che l’allestimento sia un viaggio (naturalmente raccontato dalle pagine del Corriere) sulle conquiste delle donne in Italia: dalle rivendicazioni femministe del 1896 al diritto di voto, fino all’ultima legge in materia di femminicidio, passando per le battaglie per il divorzio e l’aborto. Per un’architettura allestita su moduli di colore rosso (il tipico Rosso Gae, amatissimo dalla Aulenti), in una piazza powered by UniCredit, da sempre attenta all’indipendenza economica delle donne, e che è purtroppo ferma a numeri che viaggiano a una velocità diversa rispetto agli altri diritti: 4 donne su 10 non hanno un conto corrente autonomo. Un motivo in più per visitare la piazza.

MAHLER
Una sinfonia di conquiste e scoperte a passo d’uomo. Raccontate sulle prime pagine del Corriere. Si parla del primo uomo sulla Luna, certo, ma tutto ha inizio con le note dei primissimi tram a Milano e con un volo di ben 32 ore e mezza tra New York (ma sul Corriere c’è scritto Nuova York) e Parigi. La musica poi si fa sempre più imponente con la nascita del primo computer, di Internet, del rover Opportunity, il passeggiatore su Marte al quale dobbiamo la conferma che sul Pianeta Rosso, un tempo, c’era acqua, e di Artemis II, la missione sul lato nascosto della Luna. Tutto questo accade, come in una sinfonia, in largo Gustav Mahler (powered by Arvedi), cuore dell’Auditorium di Milano, dove si esibisce l’orchestra che più milanese non potrebbe essere, l’Orchestra e Coro sinfonico Giuseppe Verdi.

CADORNA
Viaggio in quel Domani che fu. Perché lo sponsor è Edison. Passato, presente e futuro dell’energia. Da ritrovare in piazza Cadorna, location perfetta per l’installazione-omaggio ai 150 anni del Corriere della Sera. Il domani che fu? Sulle copertine della Domenica del Corriere, dove il futuro immaginato è sia il vistaphone, un telefono televisivo, antesignano delle nostre videochiamate, o le Automobili-bolla, il mezzo perfetto per sfuggire al traffico. Ma ci sono anche le «Piccole cronache dal Duemila» di Dino Buzzati. Esempi che ci mostrano come il domani sia un orizzonte da costruire ogni giorno, da scaldare, oggi come ieri, col motore dell’energia. Il compito di Edison: dal 1883 (l’arrivo della prima luce elettrica alla Scala) al presente-futuro, sostenibile e senza lasciare indietro nessuno.

GRAMSCI
Di grande è grande, piazza Gramsci, location perfetta per l’allestimento dedicato ai 21 premi Nobel italiani. Fieri o scontenti di essere stati proclamati? La scrittrice Grazia Deledda, nel 1927 dichiarerà al Corriere: «Grazie al Nobel potrò lavorare con più tranquillità». E poi, tra Carducci, Montale, Dario Fo e Giorgio Parisi, leggiamo anche di Ernesto Teodoro Moneta, il quale, nel 1907, investì le 500 lire ricevute dai vent’anni di lavoro in casa Sonzogno per fondare la sua società pacifista. Ad avercene oggi di Nobel così. Infine, decisamente un racconto nel racconto scoprire sulla pagina del Corriere del 1986 cosa stesse facendo Rita Levi-Montalcini quando ricevette la telefonata dall’Accademia svedese: era immersa nella lettura di un giallo di Agatha Christie. «S.P.Q.N»: sono pazzi questi Nobel.

TREVES
Largo Treves, zona Brera, a due passi dal Corriere e dalla casa dell’indimenticabile Ornella Vanoni. Storie nelle storie: tra le quali andare a scovare un’attenzione all’ambiente in tempi non sospetti. Sulle pagine del quotidiano di via Solferino si parlava, infatti, di «Indifferenza funesta» di fronte alla Natura. Erano gli anni ’50 del secolo scorso. Vent’anni dopo, sul Corriere dei Piccoli, un difensore dell’Ambiente, Capitan Eco, diventerà il supereroe pronto a difenderci dall’indifferenza funesta. Oggi, strano ma vero: a difesa dell’ambiente ci pensa l’innovazione delle auto. Accade con la Mini (sponsor dell’installazione in largo Treves), il cui 99 per cento degli scarti generati dalla sua produzione mondiale viene già riciclato come materiale o recuperato, dimostrando che un’industria a rifiuti quasi zero è possibile. Lontani dall’indifferenza funesta.

SCALA
Invito alla Scala con vignette. La Scala è la Scala, o meglio, piazza della Scala, a due passi dal Tempio della lirica, mentre le vignette sono quelle di Emilio Giannelli, l’editorialista con matita della prima pagina del Corriere. Che cosa penserà Leonardo dall’alto del suo monumento, osservando le vignette sui personaggi celebri di Milano (dal 1865 al 2015), quei milanesi che hanno lasciato una impronta indelebile? Forse proverà un po’ di invidia, il Genio da vinci (che, a caricature disegnate, per la verità, non se la cavava poi così male). Di fatto, l’allestimento in piazza della Scala, powered by Banco BPM (fresca dei suoi primi 150 anni e protagonista della vita finanziaria, sociale e culturale di Milano) è uno straordinario Album di personaggi splendidamente incorniciati tra verde e frammenti di strutture urbane temporanee della Città delle idee.

BERLINGUER
Da zona di fabbriche e operai a cuore delle imprese sportive, raccontate dal Corriere in questi 150 anni. È piazza Berlinguer, location di una installazione dove lo sport è spesso impresa pionieristica: basti pensare al primo Giro d’Italia, del 1909, storia di un’Italia in bicicletta in un Paese ancora senza strade. C’è poi il K2 da conquistare, nel ’54, o le Olimpiadi di Roma da andare a vincere, nel 1960, in un’Italia ancora in bianco e nero. Il colore è del calcio, nella notte di Berlino del 2006, campioni del mondo per la quarta volta, ma anche nella tenacia di Sofia Goggia, Jacobs e Tamberi. Per fortuna, finiscono in piazza anche le imprese-storie più belle, come la vittoria a Wimbledon di Jannik Sinner, o l’oro di Federica Brignone. Imprese allestite all’ombra di una palazzina Liberty e dove un tempo c’era la fabbrica di lampade Osram. Ma questa è un’altra storia.

18 maggio 2026 ( modifica il 18 maggio 2026 | 09:07)

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«150 anni Corriere della Sera. Il racconto dell’Italia»: il trailer del docufilm sulla storia del quotidiano

Il documentario racconta, con la partecipazione e la voce di Neri Marcorè, l’evoluzione del Corriere dalla fondazione nel 1876 fino ai giorni nostri

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