Lillo e Bozzetto a Bergamo: «Il fumetto? Una scuola perfetta per imparare il ritmo della risata»
Corriere della Sera - Cultura

Lillo e Bozzetto a Bergamo: «Il fumetto? Una scuola perfetta per imparare il ritmo della risata»

Lunedì 18 maggio 2026
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L'attore e il disegnatore nell'Aula Magna di Sant’Agostino nell'Aula Magna di Sant'Agostino nell'ambito di BAD – Bergamo Animation Days, il festival dedicato al mondo dell’animazione in corso a Bergamo

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Lillo e Bozzetto a Bergamo: «Il fumetto? Una scuola perfetta per imparare il ritmo della risata»

di Cosimo Mazzotta

L'attore e il disegnatore nell'Aula Magna di Sant’Agostino nell'Aula Magna di Sant'Agostino nell'ambito di BAD – Bergamo Animation Days, il festival dedicato al mondo dell’animazione in corso a Bergamo

Bruno Bozzetto e Lillo Petrolo (LaPresse/Manzoni)

Tra comicità, animazione e riflessioni sul potere della risata, l’incontro «Fammi ridere. Lo humor nel cinema tra animazione e live action» ha animato sabato (16 maggio) l’Aula Magna di Sant’Agostino nell’ambito di BAD – Bergamo Animation Days, il festival dedicato al mondo dell’animazione in corso a Bergamo. «BAD ormai è un patrimonio della scena culturale bergamasca», sottolinea la prorettrice dell’Università di Bergamo Francesca Pasquali. Ad aprire l’evento è stata la consegna dei premi agli ospiti internazionali John Nevarez, concept artist di film come Inside Out e Coco, e Torsten Schrank, art director pluripremiato per Klaus.


Ma i veri protagonisti del dialogo, moderato da Valentina Mazzola, sono stati Lillo Petrolo e Bruno Bozzetto, due artisti appartenenti a linguaggi diversi ma accomunati dalla stessa idea di umorismo come strumento per leggere la realtà. Sul palco, il dialogo tra Lillo e Bozzetto ha alternato battute, ricordi personali e riflessioni sul meccanismo della comicità. L’attore romano ha raccontato come il suo primo sogno fosse fare il fumettista, definendo il fumetto umoristico «una scuola perfetta per imparare il ritmo della risata». Un concetto che ha poi collegato direttamente al proprio lavoro: «Un bravo comico è anche un bravo musicista. Se dici una battuta con mezzo secondo di ritardo, non fa più ridere».


La conversazione ha così toccato anche il lato più umano dell’umorismo e il suo peso nei momenti difficili. Lillo ha ricordato il periodo del Covid e il ricovero in ospedale, raccontando un episodio che ancora oggi lega alla forza terapeutica della risata. Un infermiere, poco prima del trasferimento in terapia intensiva, gli chiese in fretta un disegno con dedica «perché non so se torni nel reparto». «L’equivoco mi fece ridere tantissimo - racconta -. E da quel momento ho iniziato lentamente a migliorare».


Un tema, quello dell’umorismo come strumento capace di alleggerire e raccontare la realtà, ripreso anche da Bozzetto nel ricordo della lunga collaborazione con Piero Angela per Quark. «L’umorismo serviva a far passare messaggi che altrimenti sarebbero stati noiosi», ha spiegato il regista, visibilmente emozionato nel parlare del divulgatore scomparso: «Mi manca. In dieci anni non abbiamo mai avuto una discussione».


Nel finale, Bozzetto è tornato anche sul recente David di Donatello ricevuto alla carriera, trasformando il riconoscimento in una riflessione sul cinema d’animazione: «L’ho vissuto come una rivincita per tutta la categoria. Quando facciamo un film ci scrivono sempre “film di animazione”, come se fosse un genere e non un linguaggio». Tra risate e applausi, l’incontro ha così confermato uno degli obiettivi centrali di BAD: raccontare l’animazione non come un mondo separato, ma come una forma di cinema capace di dialogare con tutti gli altri linguaggi dello spettacolo.

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18 maggio 2026

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