La Russia è stanca della guerra ma attenti ai bluff di Putin
Corriere della Sera - Cultura

La Russia è stanca della guerra ma attenti ai bluff di Putin

Lunedì 18 maggio 2026
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La Russia è stanca della guerra ma attenti ai bluff di Putin

risponde  Luciano Fontana

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(SOLINAS)

Caro direttore, 
le parole che ha pronunciato Putin, in questi giorni, in relazione alla fine del conflitto in Ucraina, fanno sperare. Bisognerebbe andare a vedere «le carte», per evitare il solito bluff? Quale strategia dovrebbe utilizzare l’Europa per aiutare il raggiungimento della pace? Dopo quattro anni di morti, distruzione, tragedie, lo zar si è stancato?Sergio Guadagnolo

Caro Guadagnolo, 
Ogni spiraglio che possa portare almeno a una tregua in Ucraina va valutato con serietà. Dopo più di quattro anni di bombardamenti, morti e distruzioni tutti speriamo in una svolta: che le armi tacciano e che la pace torni nel cuore dell’Europa. Dobbiamo fidarci delle parole di Putin? Le ragioni per farlo sono davvero poche. Lo zar di Mosca non ha mai intavolato una vera trattativa, ha preso abbondantemente in giro Donald Trump che si sta completamente disinteressando di questo fronte. Dopo le sue presunte aperture a una trattativa che coinvolga l’Europa, ha scatenato uno dei bombardamenti più duri sulla capitale ucraina con decine di morti, ai quali è seguita la reazione con attacchi su Mosca. Siamo dunque a un nuovo bluff? I fatti ci dicono che Putin in questi anni non si è mai spostato di un millimetro: la guerra finirà solo alle sue condizioni, l’Europa va per questo costretta a fermare gli aiuti militari ed economici all’Ucraina. Lo ha ripetuto nel breve discorso (il più breve di sempre) nella piazza Rossa. Ma, al di là delle sue convinzioni, ci sono alcune cose che stanno accadendo che possono costringerlo a qualche passo nuovo. L’avanzata russa, dopo così tanto tempo e centinaia di migliaia di caduti, è irrilevante: le difese ucraine non sono state piegate. I costi economici della guerra pesano ogni giorno di più sulla vita dei russi, sfiducia e disillusione (lo ha raccontato sul Corriere Marco Imarisio) serpeggiano anche nella classe dirigente. Putin ha dovuto rinverdire la pratica sovietica dei baci ai bambini per mostrare sintonia con la sua gente. Che abbia qualche dubbio sulla tenuta del suo potere assoluto lo dimostrano le voci su un possibile complotto dell’ex ministro della Difesa. Insomma si sta accumulando un fardello di problemi che potrebbe costringere anche Putin a cercare la strada della trattativa. E non c’è alcun dubbio che il negoziato dovrà coinvolgere l’Europa, in questo momento l’attore principale, forse l’unico, al fianco di Kiev.

18 maggio 2026

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