I lavori che resistono all'intelligenza artificiale
Mentre l'IA con la sua automazione sempre più sofisticata sta rimpiazzando le persone in molti settori, ci sono professioni che rimangono (per ora) insostituibili. E sono quelle con molte componenti di fisicità: operai nel settore tessile, addetti alle pulizie, cuochi, meccanici, lavoratori agricoli, muratori...
LUNEDì 18 MAGGIO 2026
I lavori che resistono all'intelligenza artificiale
Mentre l'IA con la sua automazione sempre più sofisticata sta rimpiazzando le persone in molti settori, ci sono professioni che rimangono (per ora) insostituibili. E sono quelle con molte componenti di fisicità: operai nel settore tessile, addetti alle pulizie, cuochi, meccanici, lavoratori agricoli, muratori...
di Michela RovelliUn agricoltore al lavoro (Imagoeconomica)
Lo scorso marzo la filiale italiana della società californiana InvestCloud ha licenziato tutti i suoi 37 dipendenti che lavoravano nella sede di Marghera, in provincia di Venezia. Non servono più: le operazioni italiane verranno interamente gestite da un sistema di intelligenza artificiale. La sostituzione con modelli di IA è un pericolo che molte ricerche stanno evidenziandosoprattutto in quegli ambiti dove l’analisi dei dati è di primaria importanza e dove i processi possono essere automatizzati. Il fintech - settore di cui si occupa InvestCloud - è uno di quelli considerati più a rischio. Così come l’informatica, la traduzione, l’assistenza clienti, per citarne alcuni. Microsoft - colosso che sviluppa tecnologia e che ha già tagliato novemila posti di lavoro - l’anno scorso ha pubblicato una ricerca che sfrutta le conversazioni degli utenti con il suo chatbot Copilot per identificare non solo le professioni più in pericoloma anche quelle che sembrano essere immuni dalla rivoluzione industriale e digitale in atto. Secondo questo documento, tra i più esposti ci sarebbero anche coloro che si occupano di comunicazione: testi, comunicati, grafiche e pubblicità possono essere agilmente costruite sfruttando il software.
Ma è forse più interessante vedere quali siano gli impieghi che invece sembra non subiranno grandi trasformazioni nel prossimo futuro.E sono tutte mansioni che hanno molte componenti di fisicità: operai nel settore tessile, addetti alle pulizie, cuochi, addetti nel settore alberghieri, meccanici, lavoratori agricoli, forestali, muratori, lavapiatti e massaggiatori. Addirittura, il Bureau of Labor Statistics - agenzia federale statunitense che analizza il mercato del lavoro - ha lanciato un allarme per la scarsità di elettricisti e idraulici. Da qui al 2034, dichiarano, ne mancheranno in media 81 mila l’anno: sono profili ricercatissimi anche per costruire i sempre più numerosi data center, fondamentali per il funzionamento della stessa intelligenza artificiale.
In ogni caso sembra esserci un generale allarmismo che non fa bene a nessuno. E che rischia di creare grossi danni in settori strategici. Eben Upton, il fondatore della britannica Raspberry Pi, nota per i suoi computer a scheda singola, ha dichiarato alla Bbc che si stanno sopravvalutando le capacità dei chatbot di sostituire le persone. Un atteggiamento che potrebbe scoraggiare carriere nel settore dell’informatica,provocando lacune in un’area in cui invece servono tantissime nuove forze e cervelli. Umani.
Nell'immagine: Un agricoltore al lavoro (Imagoeconomica).
Su «la Lettura» #755 in edicola e in questa App un articolo di Michela Rovelli su come l'IA ha cambiato il lavoro e su come la rivoluzione tecnologica tocchi una grande quantità di campi, che rimpiazza le funzioni «junior», ma non quelle del professionista esperto.
17 maggio 2026 ( modifica il 17 maggio 2026 | 20:10)
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