Mart, il signore del Futurismo Giacomo Balla in un'inedita collezione completa
Per la prima volta in Italia la raccolta completa dei lavori di uno dei maestri del Futurismo. Le opere che arrivano dalle collezioni Biagiotti
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Mart, il signore del Futurismo Giacomo Balla in un'inedita collezione completa
di Camilla BertoniPer la prima volta in Italia la raccolta completa dei lavori di uno dei maestri del Futurismo. Le opere che arrivano dalle collezioni Biagiotti
Fu amore a prima vista. La freccia che colpì al cuore la signora della moda italiana, Laura Biagiotti, fu quella scoccata dalle opere di Giacomo Balla, signore del Futurismo, esattamente quarant’anni fa: accadde in occasione della mostra dedicata a Balla nel 1986, alla Galleria Chimera di Roma. Laura Biagiotti non ci pensò due volte e acquisì l’intera collezione, intuendovi qualcosa di straordinario e a lei affine. Per la prima volta nella sua completezza, dopo quasi trent’anni dall’unica, parziale occasione espositiva in Italia, questa straordinaria raccolta costituisce il percorso della mostra «Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia. Opere dalle collezioni Biagiotti Cigna», che, da sabato 16 maggio e fino al 18 ottobre, si apre al Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto, a cura di Beatrice Avanzi e Fabio Benzi.
Il racconto del curatore
«Laura – scrive il curatore - intuì immediatamente questa torsione moderna del grande artista e ne comprese il parallelismo col suo mestiere. Comprese anche che il suo atto creativo era profondamente rivoluzionario, perché era stato il primo artista, e il più complesso, ad articolare questa fusione tra arte e moda, soprattutto proiettandola nel panorama delle avanguardie storiche». Biagiotti comprò l’intera collezione e la implementò fino alla sua scomparsa, nel 2017, invece di limitarsi ad acquistare i lavori di Balla che più si avvicinavano al suo mondo, quelli legati alla moda. Un ambito, quest’ultimo, che per primo il pittore intuì potesse rappresentare l’area di «sfondamento», di uscita dal classico dipinto, secondo quel pensiero sull’arte totale e su quanto impregnasse la vita intera che portò l’artista torinese a concepire, nel 1915, il manifesto «Ricostruzione futurista dell’Universo», firmato con l’allievo Furtunato Depero.
Una collezione completa
«Occasione straordinaria questa per il Mart, nato proprio dal nucleo delle opere di Depero, quindi luogo ideale per esporre questa collezione», ha ricordato la curatrice, Beatrice Avanzi, nel corso della presentazione. Una collezione che è straordinaria innanzitutto per la completezza, ha sottolineato la direttrice del Mart, Micol Forti, «partendo dagli esordi di Balla con la pittura divisionista di fine ‘800 per approdare agli anni Trenta del ‘900, un periodo poetico e intimista, meno conosciuto e meno considerato dalla critica». Seconda ma non meno importante peculiarità è che la collezione in mostra non ci fa «solo vedere opere concluse – ha aggiunto la direttrice -, ma anche i tanti tasselli con cui l’artista costruisce il suo lavoro e si mette alla prova, su fogli di giornale, carta da pacchi, supporti transitori. Un percorso che rappresenta il processo creativo, più articolato e profondo dell’opera stessa finita».
Le opere in mostra
Le 240 opere in mostra, nell’allestimento di Officina delle idee in dialogo con materiali d’archivio del Mart e con le opere di Depero, si sviluppano secondo un percorso cronologico, a partire dai dipinti divisionisti. «Dopo la firma del Manifesto della pittura futurista nel 1910 con Boccioni, che lo considerava la punta di diamante delle avanguardie europee, un passo avanti rispetto a tutti gli altri – hanno raccontato i curatori -, la seconda sezione raccoglie i dipinti espressione dell’avanguardia dirompente di Balla. Porta a un’intera parete dedicata alle rare “Compenetrazioni iridescenti”, opere oggi riconosciute dalla critica come prime manifestazioni in Europa dell’arte astratta, contemporanee a quelle di Kandinskij».
La sezione della moda
Si apre poi la sezione dedicata alla moda, che comprende l’abito realizzato nel 1930 per la figlia Luce, oltre a gilet ricamati, cravatte, cartamodelli e disegni. L’esplosione di creatività sperimentata in questo ambito allarga i confini nella sezione dedicata alla «Ricostruzione futurista dell’universo», espandendosi alle arti applicate, ricostruendo fiori e piante, elaborando oggetti secondo una visione rivoluzionaria, di cui sono espressione la porta del suo studio o un’opera monumentale come «Genio futurista», del 1925. «Autobalsettanta4», del 1948, ci restituisce il volto anziano e sorridente dell’artista e nel titolo conserva l’ironia e la forza innovativa che lo ha accompagnato in tutto il suo percorso.
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16 maggio 2026 ( modifica il 16 maggio 2026 | 19:21)
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