Napoli omaggia Krzysztof Kieślowski
Dal 19 al 26 maggio una retrospettiva sul regista polacco nel trentennale della scomparsa
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Napoli omaggia Krzysztof Kieślowski
di Redazione onlineDal 19 al 26 maggio una retrospettiva sul regista polacco nel trentennale della scomparsa
A trent’anni dalla sua scomparsa, Napoli rende omaggio a uno dei più grandi maestri del cinema: Krzysztof Kieślowski. Dal 19 al 26 maggio la città ospita Krzysztof Kieślowski: segni di vita, rassegna promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2026 – “Ebbra di luce, folle di colori”, e curata da Armando Andria, Gina Annunziata e Salvatore Iervolino per Ladoc, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e WFDiF (Documentary and Feature Film Studios). In quattro sale si accendono i riflettori su una selezione di venti titoli del regista polacco: cinque documentari brevi degli esordi, cinque tra i suoi più grandi capolavori e l’intero Decalogo, proposto per la prima volta a Napoli in visione integrale.
Si parte martedì 19 maggio (ore 21:30) nel Multicinema Modernissimo con Tre colori – Film Blu, primo capitolo della cosiddetta “trilogia dei colori”, dedicata ai colori della bandiera francese (blu-libertà, bianco-uguaglianza, rosso-fratellanza). Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 1993, Tre colori – Film Blu si presenta come una dolorosa indagine sulla libertà dalle emozioni e dalla memoria. Interpretato da Juliette Binoche, che per il ruolo si aggiudicò sia il Premio César che la Coppa Volpi alla migliore interpretazione femminile, il film attraversa la ricomposizione di un’identità nella fase di elaborazione di un lutto. La serata è impreziosita dagli interventi di Malgorzata Furdal, direttrice dell’Istituto Polacco di Roma, e Lorenzo Costantino, responsabile del programma cinema dell’Istituto.
Si prosegue venerdì 22 maggio (ore 19:00) in CasaCinema con il secondo capitolo della trilogia, Tre colori – Film Bianco. Il lungometraggio del 1994, che portò a Kieślowski il premio per la miglior regia al Festival di Berlino, affronta il tema dell’uguaglianza, intesa come contraddizione e conflitto all’interno di un fallimento matrimoniale. La proiezione è anticipata da un cortometraggio documentario del 1979, Sette donne d’età diversa, che mette in scena, attraverso l’osservazione di alcune ballerine di diversa età, le diverse fasi della vita. Durante la serata interviene il critico e regista Serafino Murri.
Sabato 23 maggio (ore 19:00) l’Asilo ospita nella sua sala cinema un’immersione nel genere documentario frequentato da Kieślowski con la proiezione di quattro cortometraggi: Sono stato un soldato (1971), Ritornello (1972), La radiografia (1974) e Teste parlanti (1980). Una selezione dal forte sapore civile e politico, che attraversa le tematiche della guerra, della morte, della malattia e dell’attaccamento alla vita. A seguire, Il cineamatore, pellicola del 1979 che tematizza la metafora del cinema come tentativo di comprendere l’esistenza.
Appuntamento imperdibile domenica 24 maggio, per una giornata interamente dedicata al monumentale Decalogo. Dalle ore 11:00 fino alle ore 23:00, Sala Assoli ospita la straordinaria visione integrale della serie di dieci mediometraggi realizzati per la tv tra il 1988 e 1989, che rappresentano l’acme del metodo kieślowskiano, capaci di esplorare l’interiorità universale dell’animo umano attraverso i comandamenti dell’Antico Testamento, ma declinati secondo una prospettiva ordinaria, calata nella piccola quotidianità popolare di Varsavia.
Gran finale di rassegna, martedì 26 maggio ancora in Sala Assoli, con una doppia proiezione: alle ore 18:30 Tre Colori – Film Rosso, ultimo capitolo della trilogia dei colori e ultimo film girato da Kieślowski, che giunse qui al cuore di quell’osservazione della vita che ha contraddistinto tutti i suoi lavori. La proiezione vedrà l’intervento della traduttrice e saggista Ilaria Floreano.
A seguire, alle ore 21:00 da La doppia vita di Veronica, lungometraggio del 1991 che inaugurò il periodo francese del regista: due opere che vedono come protagonista Irène Jacob e che restituiscono l’incessante scavo delle emozioni compiuto da Kieślowski in quasi trent’anni di attività. Durante la serata interviene Michelangelo Frammartino, tra i registi più originali del panorama europeo contemporaneo, che a Napoli cura un workshop di regia organizzato da Ladoc.
“La retrospettiva su Krzysztof Kieślowski – dichiara Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo – è il cuore pulsante di una visione che ci insegna a guardare oltre il visibile, richiamando perfettamente il tema del Maggio dei Monumenti di quest’anno: una Napoli ‘ebbra di luce e folle di colori’”.
“Il lavoro di Krzysztof Kieślowski rappresenta una delle esperienze più incisive del cinema europeo e mondiale”, riflettono i curatori Armando Andria, Gina Annunziata e Salvatore Iervolino. E aggiungono: “Riguardare oggi i suoi film, a trent’anni esatti dalla sua morte, è un invito a riscoprire un cinema che non offre risposte, ma scava con pazienza nelle domande più difficili, coltivando la speranza che, nonostante tutto, comunicare sia possibile”.
I film sono in lingua originale con sottotitoli italiani. Tutte le proiezioni sono gratuite. Si consiglia la prenotazione su Eventbrite.
Ladoc, società attiva dal 2011, ha prodotto oltre venti film documentari di vario genere e durata, tra i quali nel 2025 Oltre il confine. Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice e nel 2024 Vittoria, suo primo film di finzione alla Mostra del Cinema di Venezia e candidato ai David di Donatello come migliore produzione. È inoltre impegnata nel lavoro di diffusione e promozione del cinema sul territorio napoletano, attraverso rassegne, eventi e workshop di formazione. Esemplare in tal senso, è l’esperienza di Pickpocket, rassegna andata in scena nell’estate del 2025 nel Cortile del Maschio Angioino che ha portato a Napoli grandi registi e registe del cinema contemporaneo.
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16 maggio 2026
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