Amadeus: «Firmai il primo autografo a Verona nel 1981 grazie ai Pooh: le loro fan scatenate pensavano fossi uno di loro»
Corriere della Sera - Cultura

Amadeus: «Firmai il primo autografo a Verona nel 1981 grazie ai Pooh: le loro fan scatenate pensavano fossi uno di loro»

Sabato 16 maggio 2026
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Il mattatore tv ha raccontato l'aneddoto dal palco dell'Arena: «Le loro ammiratrici mi avevano appena visto uscire dopo averli intervistati. Provai a spiegare l'equivoco, ma non ci fu niente da fare»

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Amadeus: «Firmai il primo autografo a Verona nel 1981 grazie ai Pooh: le loro fan scatenate pensavano fossi uno di loro»

di Marianna Peluso

Il mattatore tv ha raccontato l'aneddoto dal palco dell'Arena: «Le loro ammiratrici mi avevano appena visto uscire dopo averli intervistati. Provai a spiegare l'equivoco, ma non ci fu niente da fare»

Il primo autografo della sua vita, Amadeus lo ha firmato a Verona. E soprattutto lo ha firmato grazie ai Pooh. Il conduttore lo ha raccontato venerdì sera dal palco dell’Arena durante “InConTrArti”, l’evento conclusivo della Grande Sfida, la manifestazione veronese dedicata all’inclusione delle persone con disabilità che da oltre trent’anni intreccia spettacolo, sport, scuola e cultura. 

Accanto a lui c’erano proprio i Pooh, protagonisti inconsapevoli di un episodio che riporta indietro al 1981, quando Amadeus non era ancora Amadeus ma semplicemente Amedeo Sebastiani, giovane speaker di 19 annicon tantissimi sogni e una passione smisurata per la musica. «Lavoravo a Radio Città Mondo» ha raccontato sorridendo al pubblico dell’Arena. «Avevo appena intervistato i Pooh. Esco tutto felice con la mia cassetta registrata in mano e mi trovo davanti una marea di ragazzine che urlavano». Le fan, accalcate fuori dagli studi e impazzite per la band, notano subito quel ragazzo che ha appena avuto il privilegio di stare a stretto contatto con i loro idoli. 

«“Ma tu hai intervistato i Pooh?”. Io rispondo di sì. E loro, imploranti: “Ti prego, fammi un autografo!”». A quel punto, il giovane Amedeo prova a spiegare l'equivoco, conscio del fatto che nessuno avesse la minima idea di chi fosse quel ragazzo riccioluto: «Io continuavo a dire: “Ma guardate che non sono mica uno dei Pooh!”». Inutile. Il fascino di riflesso della band era troppo forte e l’autografo lo volevano comunque, purché arrivasse da qualcuno che era stato nella stessa stanza con la band di “Chi fermerà la musica”. Così, non potendo fare altrimenti, Amadeus prende la penna e improvvisa una dedica decisamente originale per non deludere la giovane fan: «Ho scritto: “A Nicoletta, da Amedeo Sebastiani… ho intervistato i Pooh”. Ho dovuto specificarlo per forza, altrimenti il giorno dopo la ragazza avrebbe guardato il foglietto pensando: “Ma chi cavolo è questo qua?”».


L’aneddoto ha acceso immediatamente l’Arena, tra applausi e risate, ma dentro quel racconto c'era anche il primo (fondamentale) capitolo per il futuro conduttore. Amadeus, arrivato in città da bambino con la famiglia siciliana, è infatti cresciuto tra i quartieri di Saval e Ponte Catena, a Verona, muovendo i primissimi passi proprio nell'etere scaligera. Prima le trasmissioni a Radio Blu Star a Borgo Venezia, poi l'esperienza a Radio Città Mondo: «L’amore per la radio è partito qui» ha ricordato, rievocando gli anni delle emittenti locali, delle cassette e dei primi turni al microfono. Fu proprio in quel periodo dorato all'ombra dell'Arena che avvenne l'incontro della vita con Claudio Cecchetto, la scintilla che avrebbe cambiato per sempre la sua carriera, trasformando definitivamente Amedeo Sebastiani in un personaggio pubblico, consacrato col nome di Amadeus.

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