«Turisti per case» sbarca a Ubiale Clanezzo e Alzano, Gianluca Torre: «Quando prima di diventare famoso feci comprare casa a Stefano Accorsi»
La puntata del 13 maggio è girata in Bergamasca. L'agente: «Volevamo staccare dalla routine milanese e immergerci nella natura»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
«Turisti per case» sbarca a Ubiale Clanezzo e Alzano, Gianluca Torre: «Quando prima di diventare famoso feci comprare casa a Stefano Accorsi»
di Rosanna ScardiLa puntata del 13 maggio è girata in Bergamasca. L'agente: «Volevamo staccare dalla routine milanese e immergerci nella natura»
Da sinistra: Gianluca Torre, Ida Di Filippo e Tommaso Zorzi
«Turisti per case», il programma che unisce la passione per le abitazioni all’arte dell’accoglienza, approda a Ubiale Clanezzo e Alzano Lombardo. La puntata sarà in onda domani (13 maggio), alle 21.30, su Real Time. Alla guida del format ci sono gli agenti Ida Di Filippo e Gianluca Torre, con Tommaso Zorzi, volto di «Cortesie per gli ospiti». L’obiettivo è scoprire le case vacanza più affascinanti e particolari d’Italia. In ogni puntata, a turno, uno tra i tre esperti esprime un desiderio di vacanza, indicando la destinazione. Gli altri scelgono ciascuno una struttura in cui trascorrere un breve soggiorno.
Torre, dove ci porterete?
«Ida ha espresso il desiderio di un soggiorno che permettesse di staccare dalla routine milanese, scegliendo la natura della bergamasca. Io vi porterò a Ubiale Clanezzo, in un porto fluviale sul Brembo dalle peculiarità storiche. E alla vicina miniera dismessa di Dossena ho sperimentato, per la prima volta, un percorso di alpinismo con corde e imbracature. Tommy ha scelto una struttura ad Alzano Lombardo, in Val Seriana, in cui ti puoi avvicinare alla natura nel senso letterale: c’è una fattoria e nei momenti di svago, abbiamo dato da mangiare ai cavalli, tentato di afferrare un gallo, mentre io ho pettinato un asino».
Da agente immobiliare di lusso, qual è il requisito più importante che deve possedere una casa vacanze?
«La posizione. Deve essere isolata dal punto d’interesse, che sia una spiaggia, la montagna o una città d’arte: attorno deve esserci spazio per rilassarsi, per correre e stare in silenzio. La giusta working distance».
Working distance, vibes, stunning: come ha creato il suo vocabolario?
«Sono così, mi esprimo in modo evocativo. Anche quando facevo il pubblicitario, era il mio modo per far capire le sensazioni che un prodotto o dei servizi suscitano».
A quali personaggi famosi ha venduto casa?
«Prima di diventare popolare, anni fa, a Stefano Accorsi. Lo chiamai e gli chiesi se potevo citarlo. Ma quando sento sedicenti agenti dei vip che fanno nomi rabbrividisco. Il cliente la prossima volta ne sceglierà uno discreto».
Lei lavora per Engel&Volkers che tratta immobili di prestigio: come si è trovato a fare questa professione?
«Appena laureato in Economia, mi sono trovato a un bivio tra l’entrare in una major di consulenza internazionale o in una newco che trattava la pubblicità digitale e ho scelto di mettermi in gioco nella comunicazione e nell’innovazione. Poi c’è stata la crisi del 2008 e ho studiato per diventare mediatore. La tv è arrivata in modo casuale ed è andata bene considerato che “Casa a prima vista” dura da tre anni».
C’è chi compra casa a prima vista?
«Capita spesso. A Milano si finisce a comprare casa in un giorno, dopo magari averla cercata a lungo. Ma un affare non deve essere avventato. Un agente serio evita che sorgano problemi tra la proposta e il rogito, valutando la volontà dell’acquirente. Siamo un po’ psicologi».
Cosa pensa degli appartamenti di 10 metri quadrati?
«Sono speculazioni e distorsioni del sistema che accadono in città e quando l’offerta non soddisfa l’altissima domanda».
Sui social mostra dimore da sogno con richieste milionarie che definisce perfette.
«E lo sono per caratteristiche e prezzo di mercato, valutando pregi e difetti».
E lei ha trovato la sua casa dei sogni?
«No, non mi sono mai sposato e ho sempre vissuto in case da single, bilocali o trilocali, in contesti d’epoca, degli anni 30 con stucchi e parquet a spina. La mia casa dei sogni sarà nel Nord Est del Brasile e mi ci trasferirò quando sarò in pensione».
Vai a tutte le notizie di Bergamo
Iscriviti alla newsletter di Corriere Bergamo
12 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA