Il buio oltre la sedia
Il buio oltre la sedia
di Massimo Gramellini | 12 maggio 2026I tuoi preferiti
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Gli amici e i nemici di Giuli l’Oscuro vengono più o meno tutti dalla stessa storia, dalla stessa città (Roma) e addirittura dalla stessa sezione di partito. Una piccola comunità cementata dagli ideali, ma anche da un vittimismo in parte giustificato e in parte autoprodotto. Li teneva insieme la convinzione di essere i bersagli di un progetto strategico (l’egemonia culturale della sinistra) che utilizzava le armi della discriminazione e del disprezzo per escluderli a tempo indeterminato dall’esercizio del potere. Ma infine quel potere lo hanno raggiunto e lì sono cominciati i problemi, perché unirsi contro un nemico comune per compiangersi a vicenda è molto più facile che farlo per costruire qualcosa. E l’essere cresciuti con l’ossessione dei complotti altrui induce ad attribuirli persino ai propri sodali.
Il ministero della Cultura è sempre stata la loro Bastiglia, ma, adesso che l’hanno presa, si scannano per tenerla, in quella che il professor Cardini, grande intellettuale di destra estraneo al loro piccolo mondo, ha definito «guerra tra bande».
L’organigramma ministeriale che Giuli sottopone a periodiche purghe è un coacervo di figli di, coniugi di, fratelli di. Un reticolato di rapporti che da un lato ostacola l’ingresso di forze fresche e dall’altro introduce nell’amministrazione della cosa pubblica le simpatie e i rancori di una vita trascorsa insieme, per giunta al chiuso.
Bisognerebbe aprire le finestre, a costo di prendersi qualche liberaldemocratico raffreddore.
12 maggio 2026
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