Arazzi e tappeti per costruire la pace
Partendo da un’idea nata dal confronto fra le donne del «Presidio di pace» di Palermo e le donne «Contro ogni guerra» di Pinerolo, è nata una iniziativa che culminerà a Roma il 21 giugno quando gli arazzi, a volte giganteschi, verranno esposti al pubblico.
Arazzi e tappeti per costruire la pace
Dacia Maraini | 11 maggio 2026Partendo da un’idea nata dal confronto fra le donne del «Presidio di pace» di Palermo e le donne «Contro ogni guerra» di Pinerolo, è nata una iniziativa che culminerà a Roma il 21 giugno quando gli arazzi, a volte giganteschi, verranno esposti al pubblico.
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Si può preparare la pace tessendo? Si possono comunicare pensieri di pace con tante mani che operano su tessiture dal segno gentile e arcaico?
Eppure è quello che stanno facendo tante donne in giro per il nostro Paese partendo da un’idea nata dal confronto fra le donne del «Presidio di pace» di Palermo e le donne «Contro ogni guerra» di Pinerolo.
Non è che le donne siano portate per natura alla tessitura, ma la storia le ha costrette a questa arte casalinga mentre l’uomo andava a fare la guerra, a conquistare terre e donne in altri luoghi.
«L’arte della tessitura è una pratica millenaria che consiste nell’intrecciare fili perpendicolari detto ordito o trama per creare stoffe, arazzi, tappeti» — spiega il vocabolario —. «Questo antico mestiere coniuga abilità manuale, creatività e ingegneria, evolvendosi nel tempo da semplice necessità domestica a sofistica espressione di artigianato artistico».
Non si potrebbe dire meglio. In un tempo di consumismo in cui tutto si crea rapidamente, affidandosi alle macchine anonime, ritrovare una manualità inventiva diventa un progetto non solo artigianale ma politico.
Stiamo vivendo dentro una cultura mediatica che scoraggia palesemente la memoria perché dobbiamo diventare tutti bravi compratori e bravi venditori; e il mercato non ama la memoria che suscita consapevolezza e coscienza storica. Per questo chi coltiva oggi la memoria fa resistenza.
Tante donne di città diverse hanno aderito alla iniziativa. Si è cominciato con Palermo e Pinerolo, poi seguite da Milano, Bergamo, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Catania, Siracusa Messina, a cui si stanno aggiungendo tante altre città piccole e grandi.
Gli arazzi, a volte giganteschi, che narrano storie affascinanti verranno esposti a Roma il 21 giugno.
«Con creatività e immaginazione abbiamo espresso l’amore per il genere umano», spiega Daniela Dioguardi, una delle iniziatrici del progetto.
E io aggiungo che dovremmo ascoltare di più la voce di chi si oppone con gesti umili alla diffusa pratica dell’odio e della prepotenza verbale e fisica.
11 maggio 2026
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