Arazzi e tappeti per costruire la pace
Corriere della Sera - Cultura

Arazzi e tappeti per costruire la pace

Lunedì 11 maggio 2026
3 visualizzazioni

Partendo da un’idea nata dal confronto fra le donne del «Presidio di pace» di Palermo e le donne «Contro ogni guerra» di Pinerolo, è nata una iniziativa che culminerà a Roma il 21 giugno quando gli arazzi, a volte giganteschi, verranno esposti al pubblico.

Sempio in un soliloquio del 2017: «È successo qualcosa quel giorno...alle nove e mezza». Per i pm l'orario in cui si sarebbe presentato a casa Poggi

Arazzi e tappeti per costruire la pace

Dacia Maraini | 11 maggio 2026

Partendo da un’idea nata dal confronto fra le donne del «Presidio di pace» di Palermo e le donne «Contro ogni guerra» di Pinerolo, è nata una iniziativa che culminerà a Roma il 21 giugno quando gli arazzi, a volte giganteschi, verranno esposti al pubblico.

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Si può preparare la pace tessendo? Si possono comunicare pensieri di pace con tante mani che operano su tessiture dal segno gentile e arcaico?

Eppure è quello che stanno facendo tante donne in giro per il nostro Paese partendo da un’idea nata dal confronto fra le donne del «Presidio di pace» di Palermo e le donne «Contro ogni guerra» di Pinerolo.

Non è che le donne siano portate per natura alla tessitura, ma la storia le ha costrette a questa arte casalinga mentre l’uomo andava a fare la guerra, a conquistare terre e donne in altri luoghi.

«L’arte della tessitura è una pratica millenaria che consiste nell’intrecciare fili perpendicolari detto ordito o trama per creare stoffe, arazzi, tappeti» — spiega il vocabolario —. «Questo antico mestiere coniuga abilità manuale, creatività e ingegneria, evolvendosi nel tempo da semplice necessità domestica a sofistica espressione di artigianato artistico».

Non si potrebbe dire meglio. In un tempo di consumismo in cui tutto si crea rapidamente, affidandosi alle macchine anonime, ritrovare una manualità inventiva diventa un progetto non solo artigianale ma politico.

Stiamo vivendo dentro una cultura mediatica che scoraggia palesemente la memoria perché dobbiamo diventare tutti bravi compratori e bravi venditori; e il mercato non ama la memoria che suscita consapevolezza e coscienza storica. Per questo chi coltiva oggi la memoria fa resistenza.

Tante donne di città diverse hanno aderito alla iniziativa. Si è cominciato con Palermo e Pinerolo, poi seguite da Milano, Bergamo, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Catania, Siracusa Messina, a cui si stanno aggiungendo tante altre città piccole e grandi.

Gli arazzi, a volte giganteschi, che narrano storie affascinanti verranno esposti a Roma il 21 giugno.

«Con creatività e immaginazione abbiamo espresso l’amore per il genere umano», spiega Daniela Dioguardi, una delle iniziatrici del progetto.

E io aggiungo che dovremmo ascoltare di più la voce di chi si oppone con gesti umili alla diffusa pratica dell’odio e della prepotenza verbale e fisica.


11 maggio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Dacia Maraini

Arazzi e tappeti per costruire la pace

Lunedì 11 maggio 2026 di Valter Tucci *

Il genetista: «Remigrazione, vi spiego perché non è una parola scientifica»

Lunedì 11 maggio 2026 di Paolo Fallai

Se l’ultimo ultimatum è ultimativo

Lunedì 11 maggio 2026 di Giusi Fasano

Garlasco e le scuse ai genitori di Chiara

Lunedì 11 maggio 2026 di Angelo Panebianco

La difesa non è bellicismo

Domenica 10 maggio 2026 di Paolo Giordano

La Biennale e la guerra del tant’è

Domenica 10 maggio 2026 LEGGI TUTTI

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo