Firmato il contratto dei presidi, aumenti medi di 500 euro
Il contratto riconosce gli arretrati dal 1° gennaio 2024: circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e circa 6mila euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca
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Firmato il contratto dei presidi, aumenti medi di 500 euro
di Valentina SantarpiaIl contratto riconosce gli arretrati dal 1° gennaio 2024: circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e circa 6mila euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca
È stato firmato oggi all'Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, il contratto nazionale dell'Area dirigenziale Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024, che interessa 7.550 dirigenti scolastici, a partire dai presidi, e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. «Con questa sottoscrizione - sottolinea l'Aran - si chiudono tutti i rinnovi della passata tornata contrattuale, un risultato raggiunto attraverso un confronto costante e un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali».
Il contratto riconosce aumenti significativi al personale dell'Area. Per i dirigenti scolastici, anche grazie alle risorse ulteriori specificamente destinate dalla legge di bilancio per il 2022, sono previsti incrementi medi di 500 euro al mese per 13 mensilità, pari all'8,48%. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l'incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità, pari al 6%. Il contratto riconosce inoltre arretrati dal 1° gennaio 2024: circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e circa 6mila euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca. La firma all'Aran rappresenta un passaggio importante per il sistema pubblico dell'istruzione, dell'università e della ricerca: valorizza le responsabilità della dirigenza, consolida il ruolo della contrattazione collettiva e porta a compimento l'intero ciclo dei rinnovi della passata tornata contrattuale.
Non si dcie soddisfatto il presidente nazionale di Dirigenti scuola: «La parte economica, che comunque vedremo ad andare bene in autunno inoltrato, dopo la sigla del definitivo e i necessari provvedimenti amministrativi, prevede aumenti non in linea con la complessità del ruolo dei dirigenti scolastici e la loro esposizione, unica nel panorama della dirigenza pubblica- dice Attilio Fratta- Pochissimi saranno anche gli arretrati, in gran parte già corrisposti in indennità di vacanza contrattuale. Aspettiamo ancora l'equiparazione piena con gli altri dirigenti pubblici, per cui è urgente stanziare risorse per finanziare una retribuzione di risultato adeguata.
11 maggio 2026
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