Juvarra o Valadier, prime prove di architettura: 140 disegni dei «Concorsi Clementini» in mostra all'Accademia di San Luca
L'esposizione ripercorre la storia delle 35 edizioni del Premio indetto da Clemente XI. Tra i protagonisti anche Marchionni, Piermarini, Quarenghi
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Juvarra o Valadier, prime prove di architettura: 140 disegni dei «Concorsi Clementini» in mostra all'Accademia di San Luca
di Edoardo SassiL'esposizione ripercorre la storia delle 35 edizioni del Premio indetto da Clemente XI. Tra i protagonisti anche Marchionni, Piermarini, Quarenghi
Filippo Juvarra, Regio palazzo (dettaglio), Concorso Clementino 1705, primo premio (© Roma, Accademia Nazionale di San Luca ets)
L’alba del genio: quali architetture immaginarono (senza necessariamente realizzarle), ai loro esordi, alcuni dei giovanissimi progettisti destinati a diventare grandi protagonisti delle costruzioni nell’Europa dell’ancien régime? Quali furono i primi passi di un Filippo Juvarra, artefice princeps della corte sabauda (Palazzo Reale di Torino, Stupinigi, Venaria, Basilica di superga, Castello di Rivoli...) e di quella spagnola (reggia di Madrid)? Quale fantasia animò la matita di un Carlo Marchionni, che a metà Settecento realizzerà per il cardinal Albani l’omonima, magnificente villa sulla via Salaria?
«Alla studiosa gioventù del disegno»
Una risposta la dà al visitatore la mostra appena inaugurata nelle sale dell’Accademia nazionale di San Luca, dal titolo Alla studiosa Gioventù del Disegno. i Concorsi Clementini di architettura (1702–1869), a cura di Laura Bertolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi e Angelo Torricelli.
Il Concorso istituito da papa Clemente XI
L’esposizione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, ripercorre la storia di uno più significativi strumenti di formazione tra Sette e Ottocento facendo vedere circa 140 disegni, la maggior mai esposti prima, realizzati per il «Concorso de’ Premij» poi detto «Clementino» in onore di papa Clemente XI, che lo istituì nel 1702. Protagonisti di questo certame furono i giovanissimi aspiranti architetti provenienti da tutta Europa, la «studiosa Gioventù del Disegno» citata nel titolo, appunto, i quali parteciparono alla competizione in cerca di premi o riconoscimenti che lanciassero la loro carriera.
Trentacinque edizioni dal 1702
Trentacinque le edizioni, svolte dal 1702 al 1869. E 197 i vincitori (romani o residenti nello Stato pontificio, italiani, francesi, britannici, spagnoli, polacchi...) nelle tre diverse classi di architettura: c’erano i principianti, che si misuravano nel disegno degli ordini architettonici o nel rilievo di piccole strutture; c’erano i ragazzi della Seconda classe, impegnati in prove compositive più articolate, e quelli della Prima, i più esperti, chiamati a progettare edifici o strutture su scala urbana. Fra i premiati, oggi presenti in mostra, oltre a Juvarra, vincitore nel 1705, e a Marchionni, primo nel 1728, anche Giuseppe Valadier — premiato nel 1775 a soli 13 anni — Joseph Michael Gandy, che diverrà il principale collaboratore di John Soane, o Giacomo Quarenghi, il quale deluso dal secondo premio ottenuto nel 1771 abbandonò l’Italia per diventare uno dei grandi artefici della Pietroburgo zarista.
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