Trump e le accuse all'Italia quale aiuto ci avrebbe dato?
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(SOLINAS)
Caro direttore,
l’incontro tra papa Leone e il segretario di Stato americano Rubio si è chiuso senza il suono della grancassa che di solito accompagna questi eventi. Parole di circostanza ma nessuna grande svolta. Promesse di dialogo e di pace. Ma probabilmente le ferite aperte da Trump non sono state rimarginate. La freddezza, almeno da quanto traspare resta. Mi sembra che Leone abbia un passo lento ma sicuro. Appoggia il piede solo quando è sicuro di non scivolare. E, almeno per ora, non è ancora arrivato il momento di un rapporto amichevole con gli Usa. O mi sbaglio?Luisa Cotti
Cara Cotti,
Papa Leone ha veramente messo nell’angolo Donald Trump. Non ha replicato alle sue accuse (alcune veramente offensive), non è sceso sul piano dello scontro politico, ha mostrato saggezza e freddezza nei confronti delle uscite quotidiane fuori ordinanza del presidente americano. Soprattutto il Pontefice ha spiegato che non arretrerà di un millimetro rispetto alla sua missione pastorale: fermare le guerre, ricercare il dialogo per arrivare alla pace nei conflitti tragici di questi tempi. Donald Trump non riuscirà mai a trascinarlo nelle sue baruffe quotidiane. Baruffe e attacchi a raffica che tendono a investire nemici e alleati, con argomenti che suonano ormai come un disco rotto. Il presidente ha un tono spesso vittimistico come se dovesse difendersi dagli egoisti e dagli irriconoscenti. Lo ha fatto anche con il nostro Paese affermando: «Io ci sono sempre stato per l’Italia, voi non mi avete aiutato». Una frase che, se si guarda bene a cosa è accaduto in questo anno e mezzo di presidenza, non ha alcun fondamento. Ogni gesto compiuto dal presidente Usa è stato contrario ai nostri interessi, altro che aiuto. I dazi decisi per ritorsione contro mezzo mondo non hanno certo risparmiato l’Italia, uno dei maggiori Paesi esportatori verso gli Stati Uniti. La minaccia di ritirare la protezione militare all’Europa con la richiesta di aumentare la spesa militare (comprando soprattutto armi da lui) non è certo una scelta amichevole. Giusto che l’Europa si renda indipendente ma dover spendere molto in armamenti in un periodo così difficile dal punto di vista economico e sociale non è una scelta né banale né facile. Vogliamo parlare, poi, della guerra iniziata con l’Iran senza nemmeno avvertire l’alleato italiano (insieme a tutti gli altri)? Un’azione completamente sbagliata nelle previsioni le cui conseguenze economiche stanno pagandole gli italiani con prezzi dell’energia alle stelle. Ci fermiamo qui ma l’elenco è molto più lungo. Trump reagisce alle difficoltà in una maniera infantile, accusando gli altri invece di riflettere sui suoi errori e sul solco profondo che sta scavando con gli alleati. Da italiano posso solo dire che dell’aiuto che ci ha dato in questi ultimi mesi possiamo farne volentieri a meno.
11 maggio 2026
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