La visita più spiacevole che abbia mai ricevuto
Corriere della Sera - Cultura

La visita più spiacevole che abbia mai ricevuto

Domenica 10 maggio 2026
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Pubblichiamo in anteprima l'incipit del nuovo romanzo della scrittrice greca Angela Dimitrakaki, «Quattro testimonianze sul fiume Erinnio» (traduzione di Elisabetta Garieri, Voland), in libreria dal 15 maggio

LUNEDì 11 MAGGIO

La visita più spiacevole che abbia mai ricevuto

Pubblichiamo in anteprima l'incipit del nuovo romanzo della scrittrice greca Angela Dimitrakaki, «Quattro testimonianze sul fiume Erinnio» (traduzione di Elisabetta Garieri, Voland), in libreria dal 15 maggio

di Angela Dimitrakaki

Gentile signora Gheorghiou,
eccomi qui, seduta a scriverle in piena notte, dopo ben due mesi che non riesco a stare tranquilla. In seguito alla nostra conversazione, intendo. La sua è stata la visita più spiacevole che abbia mai ricevuto. Mi ha sorpreso nel sonno e, lo ammetto, la prima cosa che ho fatto appena se n’è andata è stata telefonare alla segreteria della mia (ex) scuola per lamentarmi che le avessero dato i miei contatti. Ho avuto una crisi di maleducazione. Non è da me, le dirò. E se lo era un tempo, cioè quando è accaduto ciò che le interessa, da allora sono cambiata. Sono cambiata, perché ho capito che in quel modo non potevo andare avanti. Mi sono calmata, mi sono rassegnata, come si suol dire. Lei di sicuro lo direbbe in maniera diversa. Come lo direbbe? Forse penserà: “si è arresa.” Si può anche vederla in questi termini. Più ci penso più mi rendo conto che una persona come lei è soprattutto così che la vedrebbe. Mi sono arresa, ho reso le armi. Ho reso l’anima, o una cosa simile, penserà lei. Una cosa che rimandi alla morte. Perché no? Non so se se n’è accorta, considerata la sua giovane età, ma la battaglia è un tantino impari. È comprensibile che accada di rendere proprio questo, l’anima, nel tentativo di salvare qualcos’altro. Lo constaterà a suo tempo, anche se adesso mi vede come la personificazione dell’amarezza e della disillusione.

Vedo che continuo a essere maleducata. Lo sono stata anche quando ci siamo trovate faccia a faccia, diciamo pure aggressiva, nonostante io nutra il più grande rispetto per le discipline accademiche. È solo che, quando lei è venuta da me, io questa specifica disciplina, la sua, nemmeno avevo idea che esistesse. A posteriori, quando ormai si era ritirata triste e sconfitta a causa della nostra conversazione andata a vuoto, e quando ormai io, chiedendo un po’ qui un po’ là, avevo tentato di capire cosa significhi “antropologia oggi”, ho compreso il mio errore. O meglio, le mie lacune. E mi è costato caro: una lacuna, un’altra, come se già non ne avessi abbastanza. Come se non fossi sufficientemente ignorante. Ma in fin dei conti si può sempre aggiungere qualcosa alla propria ignoranza. Vede, da quel poco che ne sapevo, credevo che gli antropologi si occupassero di esotiche tribù dell’Amazzonia, non di abitanti delle metropoli europee (sono rimasta molto indietro, a quanto pare, non sono aggiornata sugli sviluppi). Perciò le scrivo adesso, in piena notte, come ho detto prima. E che notte! Non so come sia la notte lì da lei, non sono mai stata a Parigi, ma le auguro che non sia come quella che trascorro io qui, nel quartiere d’inferno.
(© Voland srl Roma 2026)

Nell'immagine:  la scrittrice greca Angela Dimitrakaki.

Su «la Lettura» #754, in edicola e in questa App, la recensione di Patrizia Violi al romanzo. Dimitrakaki sarà al Salone del Libro di Torino (14-18 maggio) sabato 16 alle 13.45 allo Spazio Grecia. Quest'anno il Salone (a cui «la Lettura» dedica un focus speciale di 22 pagine) avrà come Paese ospite la Grecia.

10 maggio 2026 ( modifica il 10 maggio 2026 | 22:35)

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