Una guida a 111 luoghi di Trento da scoprire: «Un atto di amicizia verso la città». Il libro di Beatrice Barzaghi ed Elisa Vettori
L'opera ha una struttura semplice: per ogni luogo, due pagine, di cui una con la foto e una con un breve testo. L'intenzione delle autrici è stata anche quella di dare spazio a tematiche femminili
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Una guida a 111 luoghi di Trento da scoprire: «Un atto di amicizia verso la città». Il libro di Beatrice Barzaghi ed Elisa Vettori
di Francesco CrippaL'opera ha una struttura semplice: per ogni luogo, due pagine, di cui una con la foto e una con un breve testo. L'intenzione delle autrici è stata anche quella di dare spazio a tematiche femminili
Dai sotterranei della civitas romana in piazza Battisti ai mosaici della domus di Orfeo in via Rosmini, dalle botteghe e librerie del quartiere San Martino alla villa-fortezza del Palazzo delle Albere in via Roberto da Sanseverino: un viaggio alla scoperta — o riscoperta — di Trento attraverso scatti e storie originali. È uscito per Emons «111 luoghi di Trento che devi proprio scoprire» (305 pagine, 18,95 euro) di Beatrice Barzaghi ed Elisa Vettori, che ha curato la fotografia. Una guida inedita al capoluogo, pensata più per i cittadini che per i turisti. L’obiettivo, infatti, è quello di raccontare la città da un’angolazione diversa.
Esplorazione
«Il primo pensiero è stato quello di interessare il cittadino trentino a qualcosa di atipico, di anomalo, che lo spingesse a cogliere l’occasione di fare una gita diversa dalle solite», spiega Barzaghi. Veneziana, già autrice della Guida alla Venezia ribelle (Voland, 2015), vive a Trento da 14 anni, dove lavora nella soprintendenza ai beni culturali. La scrittura di questo nuovo volume è durata circa due anni. «Attraverso esplorazioni personali, consigli di amici e tanta ricerca in biblioteca, specie sui testi dedicati alla Trento contemporanea, è stata un’occasione per conoscere meglio la città».
Una struttura semplice
Il libro ha una struttura semplice: per ogni luogo, due pagine, di cui una con la foto e una con un breve testo. I luoghi più iconici di Trento non ci saranno. O, meglio, saranno raccontati in una nuova luce, oppure saranno pretesto per raccontare storie nascoste, quasi dimenticate o, semplicemente, non associate a quel luogo per uno scherzo del destino. Per esempio, il Castello del Buonconsiglio darà il là al racconto di una storia irredentista: il tragico epilogo di Cesare Battisti, processato all’interno del Castello e poi impiccato nell’area retrostante.
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Intenzione delle autrici è stata anche quella di dare spazio a tematiche femminili. Così, la targa posta tra via Esterle e Via degli Orti per ricordare il giornale «Il popolo» sarà il modo per ricordare Ernesta Bittanti, la moglie di Battisti. «Quando si sono sposati, lei era già un’attivista e hanno aperto il giornale insieme», dice Barzaghi. «Quando Battisti e Mussolini si sono avvicini, al punto da essere quasi considerati amici, lei invece è rimasta ferma su valori antifascisti. Insomma, non è una “moglie di” e noi abbiamo voluto raccontare l’autonomia e indipendenza delle donne».
Un «atto di amicizia» verso la città
Per Barzaghi, il libro è un «atto di amicizia» verso la città. «Sono molto contenta di aver inserito alcuni luoghi che rendono bene l’idea del fatto che non si tratta di una guida prettamente turistica». Non mancano, infatti, riferimenti più contemporanei, che hanno spesso una connotazione di racconto sociale. Di piazza Santa Maria Maggiore, per esempio, viene messa in primo piano la panchina rossa posta nel gennaio 2021 per ricordare Agitu Ideo Gudeta, la pastora etiope brutalmente uccisa il 29 dicembre 2020. «Ma penso al Forno sociale Migola, oppure al Parco della Predara, destinato a una speculazione edilizia e salvato da una mobilitazione di quartiere». Una Trento che si muove, tutta da scoprire.
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10 maggio 2026
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