Ora il desiderio esce dai binari consuetie il terzo incomodo è dello stesso sesso
Corriere della Sera - Cultura

Ora il desiderio esce dai binari consuetie il terzo incomodo è dello stesso sesso

Domenica 10 maggio 2026
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La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di DueVite47 e TuristaEsasperato 74

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Ora il desiderio esce dai binari consuetie il terzo incomodo è dello stesso sesso

di Candida Morvillo

La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di DueVite47 e TuristaEsasperato 74

Cara Candida, ho 47 anni, un marito che mi ama e che amo, due figli grandi e una vita che, vista da fuori, sembrerebbe perfettamente a posto. Da qualche mese, però, mi sono innamorata di una donna. Non è successo «per gioco», non è stata una trasgressione, non cercavo niente. Lavoriamo insieme e all’inizio era solo una complicità mentale rarissima: parlare con lei mi faceva sentire viva, brillante, leggera. Poi, è arrivato tutto il resto. Quando la vedo, mi emoziono. Quando mi scrive, sorrido. E quando torno a casa da mio marito, provo un senso di colpa enorme perché lui non ha fatto niente di sbagliato. Anzi. È buono, presente, affidabile. Io non voglio distruggere la mia famiglia, ma non riesco più nemmeno a fingere che questa cosa sia solo un’amicizia intensa. Non avrei mai immaginato di essere attratta da una donna e mi faccio mille domande. Una è questa: non so se il centro del problema sia lei o sia la donna che torno a sentirmi quando sono con lei. Mi chiedo: si può aver amato solo uomini per tutta la vita e poi scoprire che si amano anche le donne? E si può amare il proprio marito e innamorarsi sinceramente di un’altra persona, di una donna? E come si capisce se quello che sto vivendo è un amore autentico o un bisogno di sentirmi ancora viva? Mi serve uno psicologo ?
DueVite47
 
Cara DueVite47, un amore lungo non ci mette al riparo dall’imprevisto: ci rende solo più convinti di esserne immuni. Tu però stai dicendo una cosa molto importante: non sei travolta solo da questa donna, sei travolta dalla versione di te che riemerge accanto a lei. Ti senti viva, leggera, presente a te stessa. E questo va guardato con onestà, perché il rischio è confondere la persona con l’effetto che produce. A volte non ci innamoriamo solo di qualcuno: ci innamoriamo di quello che torniamo a sentire dentro di noi grazie a quella persona. Questo non rende il sentimento meno vero, ma è soprattutto il sintomo di qualcosa che riguarda noi più che quella persona. Che cosa tira fuori da te questa donna? Quale parte ha rivitalizzato, risvegliato? Prima di prendere decisioni irreversibili, prova a porti una domanda difficile: se questa donna sparisse domani, il vuoto che sentiresti riguarderebbe lei o la parte di te che hai riscoperto? Perché tuo marito forse non è il problema, ma nemmeno automaticamente la risposta. In altri tempi, quando eterosessualità e omosessualità erano concetti più schematici, il «terzo incomodo» era sempre del sesso opposto. Oggi, la cosiddetta fluidità comporta sorprese anche per chi mai avrebbe immaginato di uscire dai binari consueti. Oggi, molte persone scoprono che il desiderio è meno rigido di quanto avevano creduto per una vita intera. Non avrei fretta di dare etichette definitive alla tua identità o al tuo futuro. Non devi decidere subito se lasciare tuo marito né trasformare questa storia in una teoria su chi sei. Fare un po’ di psiconalisi potrebbe esserti utile, ma il lavoro più importante dovrai farlo tu.

Amarsi tanto ma non riuscire a farlo durante un weekend insieme

Cara Candida, con la mia compagna, con cui sto da un paio d’anni, sto benissimo. A casa ridiamo, ci capiamo, non litighiamo quasi mai. Poi andiamo in vacanza e diventiamo incompatibili. Io voglio uscire presto, dato che siamo in vacanza e ci sono tante cose da fare, lei vuole dormire «perché siamo in vacanza». Io prenoto alberghi pratici, lei li vuole «con atmosfera». Litighiamo sulle valigie (le sue sono enormi), su dove andare e cosa fare, sui ristoranti e su TripAdvisor. Nello scorso ponte, a Venezia, abbiamo discusso per quaranta minuti perché io volevo entrare nell’unica trattoria dove c’era posto e lei aveva letto recensioni «non convincenti». Candida, è possibile amarsi molto e viaggiare malissimo insieme?
TuristaEsasperato’74
 
Caro TuristaEsasperato’74, benvenuto nel più contemporaneo format della love story: «Ti amo tantissimo, ma non riesco a fare un weekend con te senza desiderare una camera singola». Succede. Succede perché a casa la relazione è diluita: lavoro, impegni, stanze separate, distrazioni. In vacanza, invece siete due esseri umani intrappolati ventiquattr’ore su ventiquattro dentro una simulazione sociale chiamata «relax». E lì emerge la verità: lei vuole l’albergo con atmosfera, tu vuoi un letto comodo e un garage. Lei consulta TripAdvisor come fosse un oracolo, tu entreresti pure in una trattoria con cibi surgelati pur di sederti. Nessuno dei due ha torto. Avete solo trasformato dettagli irrilevanti in questioni identitarie. Ma davvero la vostra serenità può dipendere da una recensione con due stelle e mezzo? Perché se la risposta è sì, il problema non è Venezia: è che vi prendete troppo sul serio e trasformate ogni scelta in una gara di ego il cui scopo è dimostrare che solo uno dei due ha ragione. Le coppie felici non sono quelle che scelgono sempre il ristorante giusto. Sono quelle che, davanti a una cena mediocre, riescono ancora a ridere invece di scatenare una guerra sulla responsabilità di chi ha scelto le alici fritte invece che la parmigiana.

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10 maggio 2026 ( modifica il 10 maggio 2026 | 08:28)

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