Diavolo digitale, esorcista cercasi
Corriere della Sera - Cultura

Diavolo digitale, esorcista cercasi

Sabato 9 maggio 2026
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Carlo Verdelli nel suo libro fa una descrizione, concisa e lucida, del potere spaventoso dello smartphone

Il papà di Sempio alla moglie: «Lo scontrino l'hai fatto tu». Andrea, un altro soliloquio: «Una mia impronta in casa ci sarà»

Diavolo digitale, esorcista cercasi

Beppe Severgnini | 9 maggio 2026

Carlo Verdelli nel suo libro fa una descrizione, concisa e lucida, del potere spaventoso dello smartphone

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Per colpa del nuovo libro di Carlo Verdelli, ho ripreso un’attività che avevo smesso da tempo: contare quante persone, sulla metro a Milano, hanno gli occhi sul telefonino. Sono troppe, meglio l’operazione contraria: quante persone NON hanno gli occhi sul telefonino? Conto presto fatto. Due in tutta la carrozza, me compreso. L’altra persona mi fissa sospettoso: «Perché ti guardi intorno? Certo che sei strano».
«Il diavolo in tasca» è il titolo del saggio, pubblicato da Einaudi. Una descrizione, concisa e lucida, del potere spaventoso dello smartphone. «A differenza di alcol, tabacco e droga, è una dipendenza che migliora di continuo il proprio potere di seduzione: l’aggiunta della AI (intelligenza artificiale) è un fantastico esempio». Il problema, ripete Verdelli, è disintossicarti. C’è chi non ci riesce, e chi non ci prova nemmeno.

Certo, il telefonino — diminutivo ingannevole — serve anche per comunicare, informarsi, ascoltare musica, trovare la strada. Ma i social l’hanno trasformato in un prodotto diabolico che porta vanità infinita, ossessioni, sfide assurde, isolamento, schiene curve, nuovi linguaggi, algoritmi ipnotici. «Non sarà un caso che i burattinai dei colossi digitali siano tra i più ricchi al mondo», scrive Verdelli. No, non è un caso.

Il libro si legge d’un fiato, ma è implacabile, fin dal sottotitolo: «Genitori e figli prigionieri del telefonino». L’ordine è corretto: perché i genitori, spesso, sono messi peggio dei figli; ma di loro si parla meno. Al Salone del Libro di Torino, l’anno scorso, ho incontrato per il «Corriere» cinquecento adolescenti (13-16 anni) provenienti da tutta Italia. Il telefonino ha dominato la conversazione. Un ragazzino piemontese si è lamentato che il padre gli chiedesse aiuto per trovare compagnia su Tinder. Risate e solidarietà in sala.
   A proposito del Salone del Libro: Carlo Verdelli parlerà di «Il diavolo in tasca» venerdì, con Luca Bottura. Autore e presentatore appartengono a una specie rara, quella dei pessimisti speranzosi. Se trovassero la formula per esorcizzare il demonio digitale, sarebbe fantastico. Ma se anche non ci riuscissero, grazie comunque: un libro così aiuta a non rassegnarsi. E questo, oggi, non è poco.

9 maggio 2026

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