Viva la mitezza, la virtù «debole» amata da Bobbio (e da Prevost)
È la più impolitica delle virtù, anzi l’altra faccia della politica. Il mite è portatore di una virtù «debole» ma attiva e sociale, «l’uomo di cui l’altro ha bisogno per vincere il male dentro di sé»
Viva la mitezza, la virtù «debole» amata da Bobbio (e da Prevost)
Paolo Di Stefano | 9 maggio 2026È la più impolitica delle virtù, anzi l’altra faccia della politica. Il mite è portatore di una virtù «debole» ma attiva e sociale, «l’uomo di cui l’altro ha bisogno per vincere il male dentro di sé»
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Chi mai oggi sarebbe disposto a sottoscrivere le considerazioni che Norberto Bobbio pronunciò una trentina d’anni fa in un famoso elogio della mitezza? Scriveva Bobbio: «nella società del benessere il moralista è considerato per lo più un guastafeste, uno che non sa stare al gioco, non sa vivere. Moralista è diventato sinonimo di piagnone, di pedagogo inascoltato e un po’ ridicolo, di predicatore al vento, di fustigatore dei costumi, tanto noioso, quanto, fortunatamente, innocuo. Se volete far tacere il cittadino che protesta, che ha ancora la capacità d’indignarsi, dite che fa del moralismo. È spacciato». Niente di più attuale. Guai al moralista, è un rompiscatole patetico. Nel solco del moralismo insopportabile si poneva lo stesso Bobbio elogiando il mite. Non il mansueto, l’uomo calmo ma passivo, ma il mite, portatore di una virtù «debole» ma attiva e sociale, «l’uomo di cui l’altro ha bisogno per vincere il male dentro di sé».
Antidoto alla prepotenza, alla protervia, all’arroganza intesa come considerazione esagerata dei propri meriti, che giustifica la sopraffazione. La mitezza è la più impolitica delle virtù, anzi l’altra faccia della politica in senso machiavellico. Il mite è, per Bobbio, tutt’altro che remissivo, è nonviolento ma non è bonario né modesto; il mite presuppone la compassione, e dunque come tale è l’«anticipatore di un mondo migliore» perché è il tipo umano che rende più abitabile questa «aiuola» che è il mondo. Bobbio, al quale era stato chiesto di scegliere una virtù adatta al suo tempo, adottò la mitezza come reazione alla società violenta di quegli anni, come rifiuto di esercitare la violenza contro chicchessia. Non deve stupire se La forza della mitezza è il titolo di un documentario della Cei sul primo anno di papato di Leone XIV. Filosofo liberal socialista Bobbio, pontifex maximus del cattolicesimo Prevost. Ridicoli moralisti tutti e due.
9 maggio 2026
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