Anche la Val Gardena ha la sua Biennale: arte e natura, la mostra diffusa celebra i suoi dieci anni in un volume
A fine maggio il via alla nuova edizione dell'esposizione ladina diventata evento internazionale
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Anche la Val Gardena ha la sua Biennale: arte e natura, la mostra diffusa celebra i suoi dieci anni in un volume
di Camilla BertoniA fine maggio il via alla nuova edizione dell'esposizione ladina diventata evento internazionale
È il coronamento di una «trasformazioneculturale sorprendente che ha attraversato la Val Gardena». Doris Ghetta ha presentato così ieri alla Biennale Arte di Venezia la storia di BiennaleGherdëina, di cui è fondatrice e direttrice. La gallerista di Ortisei rappresenta l’energia creativa di questa manifestazione in Val Gardena, che torna dal 31 maggio al 13 settembre, per la decima edizione, organizzata dall’associazione Zënza Sëida, ovvero «senza confini» in ladino. Nata nel 2008 con una dimensione inizialmente locale, in concomitanza con la Biennale Arte di Venezia, Biennale Gherdëina ha conquistato ruolo e affermazione nazionale e internazionale. E volutamente si racconta in quattro lingue: italiano, tedesco, ladino e inglese. Biennale Gherdëina punteggia di opere d’arte il paesaggio e i luoghi storici della Val Gardena, opere da vedere, suonare, respirare, percorrere, immersi nella cornice delle Dolomiti, patrimonio Unesco.
A Biennale Gherdëina hanno preso parte negli anni artiste e artisti come l’americano Jimmie Durham, l’inglese Chris Gilmour, gli italiani Aron Demetz, Paolo Icaro, Marcello Maloberti e Valentina Furian. Si intitola BG1-10. Biennale Gherdëina Anniversary (Istitut Ladin Micurá de Rü editore), il volume che celebra il decennale, presentato ieri a Venezia nell’ambito della settimana di preview alla Biennale Arte. È la storia di Biennale Gherdëina raccontata attraverso materiali d’archivio, foto e testimonianze di artisti, artisti, curatori, curatrici e tutte le persone che hanno dato vita alle passate nove edizioni. Il tutto, a pochi giorni dall’inaugurazione dellanuova Biennale Gherdëina in Val Gardena, che sarà curata da Samuel Leuenberger, intitolata (Future) Paradise Gardens, diffusa tra Ortisei, Santa Cristina e la località Jouac, in collaborazione con Italian Council e Istituto di cultura Lituano.
«Nei laboratori della Val Gardena mentre si scolpiva, si ascoltava musica – scrive nel volume Doris Ghetta - . E non una musica qualsiasi: ore e ore di classica che hanno contribuito a forgiare un orecchio sensibile e una curiosità culturale fuori dal comune. Così oggi la Val Gardena non è soltanto un territorio di scultori esperti, ma anche una piccola culla di cultura e creatività». Il progetto della gallerista è stato innestare su questo substrato culturale un ponte con il mondo dell’arte contemporanea. Nata in coincidenza con l’apertura di Museion a Bolzano, nell’anno in cui Manifesta si teneva tra l’Alto Adige e il Trentino, Biennale Gherdëina è sorta e cresciuta in questo clima di entusiasmo. «Per me non si tratta solo di un’iniziativa culturale – aggiunge Doris Ghetta -, ma di una responsabilità sentita, quasi una missione personale. Un percorso che richiede cura quotidiana e fiducia nei processi lenti con la certezza che, passo dopo passo, ciò che viene coltivato con serietà può crescere e maturare».
Per questo «traguardo straordinario», come lo definisce Marco Galateo, vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, sono stati coinvolti ventisette artiste e artisti da vari Paesi del mondo, «capaci di interpretare il dialogo tra natura, arte e cultura», ricorda Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano. «Il dialogo è il grande tema portante della manifestazione - spiega il curatore Samuel Leuenberger - . Il tema sarà sviluppato ambientandolo nello specifico contesto delle Dolomiti, artiste e artisti vengono invitati a scoprire il luogo e a conoscerlo, per lavorare in questo ambiente sul tema del giardino, inteso come spazio condiviso, spazio poetico di contemplazione, ma anche segno della colonizzazione umana». Così faranno l’artista americana Alice Bucknell con le sue videoanimazioni che «parlano dei pericoli che incombono sul nostro ambiente naturale», o la francese Kelly Tissot. «Arrivata in val Gardena – racconta il curatore – Tissot è rimasta incantata dalle grandi capacità degli artigiani locali che hanno rappresentato in alcuni casi le possibilità di sopravvivenza delle famiglie. Il suo lavoro parte proprio da qui».
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8 maggio 2026
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