Biennale, Danila Tkachenko si incide «Art» sulla pelle alla Scuola piccola Zattere in protesta contro la Russia: «Qui si fa art washing»
Dura la risposta di Fondazione: «La Fondazione rigetta ogni accusa di artwashing, basata unicamente sulle origini della sua fondatrice, che svilisce il dibattito e lo scambio culturale»
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Biennale, Danila Tkachenko si incide «Art» sulla pelle alla Scuola piccola Zattere in protesta contro la Russia: «Qui si fa art washing»
di Vera MantengoliDura la risposta di Fondazione: «La Fondazione rigetta ogni accusa di artwashing, basata unicamente sulle origini della sua fondatrice, che svilisce il dibattito e lo scambio culturale»
Fino a venerdì mattina la sede museale Scuola Piccola Zattere, diretta dalla russa Viktoria Mickhelson, non era stata interessata dal dibattito crescente sulla presenza del Padiglione Russo alla Biennale, ma l’artista Danila Tkachenko, pluripremiato artista russo rifugiato in Italia, ne ha ricordato la storia con un blitz improvviso, accusando la fondazione di art washing.
La performance
Entrato come un normale visitatore, Tkachenko a un certo punto ha tirato fuori un bisturi e si è tagliato l’addome scrivendo la scritta «Art» e lasciando colare il sangue. Un’accusa forte che arriva dopo le polemiche sul Padiglione Russo e le proteste delle Pussy Riot e le Femen ucraine. Lo spazio espositivo, fondato nel 2009 dall'oligarca russo Leonid Mikhelson, ad del colosso dell’energia Novatek, aveva chiuso allo scoppiare della guerra, quando la Russia aveva invaso l’Ucraina nel 2022.
La riapertura nel 2024
Successivamente la figlia Viktoria Mickhelson lo aveva riaperto nel 2024 cambiando il nome in Scuola Piccola Zattere, aprendolo a tutti gratuitamente con residenze dedicate agli artisti locali. All’epoca Mickelson aveva ribadito che non voleva essere definita in base al luogo in cui era nata, ribadendo che lei aveva sempre vissuto in Europa e che frequentava da tanto tempo Venezia. L’artista, vincitore del World Press Photo, del Premio Gabriele Basilico e del Peace Award ha detto che «nonostante il cambio di nome l’istituzione rimane uno strumento di legittimazione del capitale di Mickhelson le cui aziende Novak e Sibur forniscono carburante per l’azione militare russa» e ha aggiunto che «secondo recenti indagini nel 2023 la struttura Ges 2 della figlia Viktoria ha trasferito circa un miliardo di rubli a una società incaricata di reclutamento di mercenari per la guerra». Da qui l’accusa di art washing e la parola arte macchiata di sangue.
Le parole della Scuola piccola Zattere
«Scuola Piccola Zattere ha già sottolineato la propria estraneità a ogni tipo di iniziativa politica o culturale legata a governi o istituzioni straniere - ha fatto sapere l'istituzione alle Zattere - La Fondazione rigetta ogni accusa di artwashing, basata unicamente sulle origini della sua fondatrice, che svilisce il dibattito e lo scambio culturale. Scuola Piccola Zattere, infine, condanna nuovamente ogni forma di conflitto, guerra e violenza, proclamandosi come luogo in cui la libertà di espressione e di dissenso è pienamente rispettata, come avvenuto durante l'accadimento di oggi».
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8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 16:53)
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