Giorgia Meloni in sottoveste e l’invenzione della verità
Giorgia Meloni in sottoveste e l’invenzione della verità
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Caro Aldo,
la situazione sui social ci sta sfuggendo di mano, il governo dovrebbe fare qualcosa perché così non va bene. Piena solidarietà a Giorgia Meloni.
Salvatore Donato
Spero davvero che chi ha creato e condiviso questa foto sia trovato e perseguito legalmente.
Andrea Priore
Ho visto la foto taroccata della presidente Meloni in sottoveste e non mi è piaciuta per niente. Dove andremo a finire?
Edoardo Rabascini
C’è gente che crede che un presidente del Consiglio si sia creata questo montaggio fasullo per farsi pubblicità, che squallore.
Maria Barsan
Cari lettori,
ho sempre criticato l’abituale vittimismo di Giorgia Meloni, ma devo riconoscere che stavolta si è mossa bene, da una parte con autoironia — «mi hanno pure migliorata» —, dall’altra denunciando il duplice scandalo: l’idea maschilista che si creda di sminuire una leader donna mostrandola in sottoveste; e il fatto che si possa usare l’intelligenza artificiale per la lotta politica.
Il rischio è enorme. Nei giorni della bomba contro Ranucci, circolò un video fake in cui Donzelli lo attaccava, cui molti avevano prestato credito. È tale la voglia di scandalo delle opposte tifoserie, che spiegare che una cosa è falsa sarà sempre più difficile. Pensate a quando un avvocato spregiudicato o un inquirente corrotto o semplicemente deciso a vincere il processo arriveranno a fabbricare una prova o anche solo un indizio con l’intelligenza artificiale.
L’orizzonte che si spalanca è drammatico. Siamo entrati nell’era della riproducibilità non solo dei corpi — con la clonazione e le biotecnologie —, non solo delle menti — con l’intelligenza artificiale —, ma pure della verità. Non ricordo chi ha detto per primo «non crediamo più in niente, ma crediamo a tutto». Pareva una profezia eccessiva, invece ci stiamo arrivando. L’invenzione della verità è sempre esistita nella storia, Umberto Eco vi ha dedicato la sua intera opera, dal complotto dei templari al Protocollo dei Savi di Sion. Ma la rivoluzione digitale, che doveva garantire la massima trasparenza e la piena democrazia, si sta rivelando uno strumento formidabile in mano agli autocrati. Come nelle Filippine, dove un team di esperti ha ripulito in Rete l’immagine del dittatore Marcos, consentendo l’elezione di suo figlio.
8 maggio 2026
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